Christopher Hitchens: «sono commosso da chi prega per la mia guarigione»

Di atei veramente convinti e anche intelligenti ce ne sono pochi. In Italia abbiamo qualche rimasuglio 68ino, qualche vecchio marxista e un manipolo di neo-illuministi confusi e razionalisti L’Inghilterra e l’America invece appaiono più all’avanguardia, anche se i numeri rimangono risicati. Christopher Hitchens è comunque uno di questi. Scrittore, giornalista e politico ateo, o meglio anti-teista, come lui si autodefinisce (quindi, dal suo punto di vista, è contro qualcosa che non esiste…). Ha dichiarato: «Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé» (Intervista al Free Inquiry, 1996). Ovviamente è anche un comunista trockijsta (vedi Odifreddi). E’ noto al mondo per i suoi insulti e facili ironie verso gli esponenti cattolici e diversi personaggi del calibro di Madre Teresa di Calcutta e San Francesco D’Assisi. Stretto collaboratore dal paladino dell’ateismo internazionale Richard Dawkins, ha pubblicato nel 2007 il libro: «Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa» (Einaudi 2007).

Malattia.
Il 1 luglio ha annunciato di avere un tumore alla gola (vedi Corriere della Sera). Molti esponenti cristiani hanno invitato i propri fedeli a pregare per la sua guarigione. Il paladino ateo ha dichiarato in un’intervista a Hugh Hewitt: «E’ emozionante essere pensato in questo modo. Vorrei che questo fosse più consolante. Devo dire che ci sono persone estremamente buone che hanno dichiarato che pregano per me. Posso solo dire che io sono toccato da questo pensiero». Secondo Ross Douthat, giornalista del New York Times, Hitchens sta rispondendo con “pazienza, grazie e gratitudine” alla campagna di preghiera promossa per la sua guarigione da alcuni gruppi religiosi (vedi Avvenire 22/7/10 e New York Times). Strano, ma il cardine del suo pensiero non era mica che la religione fosse un male da eliminare? Qualcuno ha cominciato ad augurarsi la conversione, come accadde nel 2004 al padrino dell’ateismo scientifico Anthony Flew (da Faith & Reason).

Pensiero.
Oltre per la sua ideologica avversione al tesimo, si è distinto per essere pro-life. Il Foglio riporta un suo articolo dove dice: «Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata ‘una vita’ è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no ‘umana’. Cos’altro potrebbe essere? Anche per la sua ‘dipendenza’, questo fatto non mi ha mai convinto, così come la radicale critica di ogni agglomerato di cellule umane in qualunque stato esse siano. Anche i bambini sono ‘dipendenti’. Chiunque abbia visto un sonogrammo o abbia speso un’ora su un manuale di embriologia sa che le emozioni non sono il fattore decisivo. Al fine di terminare una gravidanza, devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi». (da Il Foglio 5/3/08). L’argomento centrale della sua opposizione al teismo è il concetto che Dio o un essere supremo è per forza una convinzione totalitaria che distrugge la libertà individuale, la libera espressione e la scoperta scientifica. Questo in sostanza è scritto nel suo ultimo libro. Pensiero abbastanza banale, vediamo perché. Repressione libertà individuale: come mai gli atei convertiti (molto più dei credenti convertiti) dicono che è l’ateismo a rendere schiavi? Come mai i cristiani sono così liberi interiormente da andare volontariamente in ogni parte del mondo, in mezzo a malattia e morte, a sostenere ogni tipo di essere umano? Repressione libera espressione e scoperta scientifca: come mai i maggiori artisti e i maggiori scienziati mai esistiti erano tutti credenti? (vedi Elenco famosi credenti). Il rapporto con Dio evidentemente non ha mai creato contraddizioni o repressioni espressive.

I colleghi dicono di lui.
Il giornalista Brent Bozell, dalle colonne di TownHall lo ha definito «un noto depravato anti-cattolico». Il suo collega ed ex-amico Alexander Cockburn ha scritto: «Che disgustoso pezzo di merda Hitchens, un uomo che prima chiama Sid Blumenthal “uno dei miei migliori amici” e poi cerca di farlo sbattere dentro per diffamazione, uno che aspetta che il suo amico Edward Said sia in punto di morte per attaccarlo dalle colonne dell’Atlantic Monthly, uno che conosce benissimo il peso di Israele nell’agenda politica americana ma che non si fa scrupoli di bollare Cindy Sheehan come seguace di LaRouche o, peggio, antisemita, solo perché ha osato pronunciare la parola “Israele”» (vedi Counter Punch 08/05). Nel settembre 2005 fu elencato tra i migliori «Cento Intellettuali Famosi» dalla rivista britannica Prospect. Hitchens però, al contrario degli altri candidati (ad esempio Joseph Ratzinger), ha promosso una grande opera di auto-promozione, anche dalle pagine del proprio sito, al fine di poter ottenere le preferenze necessarie per rientrare nella classifica. Il deputato socialista britannico George Galloway invece, in un’audizione al Senato degli Stati Uniti lo ha invece definito «un pupazzo ubriacone ex trockijsta, nonché un utile idiota» (dal Guardian 18/5/05).

Vita privata.
Pupazzo, ubriacone, ex trockijsta e utile idiota? Sicuramente la seconda è vera. Più volte è stato infatti criticato per il suo massiccio uso di alcoolici e l’abuso di sigarette (addirittura lui stesso ha dichiarato di non poterne stare senza e di fumare anche sotto la doccia). Spesso questo gli ha causato, giustamente, perdita di credibilità. Per esempio, lo storico Juan Cole, ha scritto: «Non è un segreto che Hitchens sia da tempo un bevitore con seri problemi. Una volta si presentò alticcio a un dibattito e mi mise in imbarazzo con una serie di domande fuori luogo. Posso solo supporre che i suoi recenti scritti da pensatoio di destra radicale siano dovuti ai fumi dell’alcool. Mi dispiace solo di assistere alla rovina di quella che fu una raffinata mente giornalistica» (da Informed Comemd 3/06). Ha dichiarato di bere poiché perché questo «rende gli altri meno noiosi. Ho una grande paura di essere annoiato». Nel 2003 Hitchens scrisse senza vergogna che il suo consumo giornaliero di alcool sarebbe stato sufficiente per «stordire un mulo di stazza media». Ha dichiarato di essere anche omosessuale e di ammirare molto Ernesto Che Guevara (da Wikipedia). E’ contro la regina d’Inghilterra e ha chiesto l’abolizione della ” guerra alla droga “, sostenendo la legalizzazione della cannabis.

Il fratello si è convertito al cristianesimo.
Le più grandi discussioni di religione però le ha comunque avute in famiglia. Peter Hitchens, suo fratello, è infatti un noto personaggio pubblico convintamente, dichiaratamente e attivamente cristiano ed ex militante ateo. Non più famoso di lui, ma quasi è, al contrario di Christopher, in ascesa. Celebre editorialista e scrittore, ha pubblicato recentemente il suo quinto libro dove critica l’ateismo. Ha avuto molto successo e s’intitola “The Rage Against God, come l’ateismo mi ha portato alla fede” (recensione su Wikipedia).

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