Gian Enrico Rusconi, ecco uno dei nuovi amici atei di Benedetto XVI

L’ultimo intellettuale a svoltare a favore di Ratzinger è un big dell’opinione laicista: Gian Enrico Rusconi, noto accademico, storico, politologo ed editorialista de La Stampa. In prima pagina sul quotidiano, scrive: «Il Papa sarà anche «teso e stanco» come annotano le agenzie di stampa, ma le sue parole sono lucide e puntuali». Si riferisce alle parole del Santo Padre sul sacerdozio, che «non deve diventare strumento per guadagnare una posizione sociale». L’articolo è intitolato “Ratzinger paga anche per gli atri”, e continua elogiandolo: «settimane fa, davanti alla infelicissima vicenda degli abusi su minori da parte di alcuni esponenti della Chiesa, il Pontefice ha avuto parole di penitenza e di sofferenza molto efficaci nella loro semplicità. Questo Pontefice, snobbato un po’ da tutti, nonostante le parole di deferenza curiale che lo circondano, sta forse trovando il suo inatteso profilo». Rilevando il cambiamento di impostazione con il carisma del grande comunicatore Giovanni Paolo II, Rusconi critica l’atteggiamento superficiale di certi giornali e le operazioni mondane e materiali in cui certi esponenti della Chiesa sembrano coinvolti e chiude dicendo «è bene che si alzi la voce sofferta del Papa. Purché non si dica che è solo stanchezza. O che si riferisce ad altro». Il Foglio fa notare le varie critiche arrivate al Pontefice dallo stesso Rusconi, che risalgono a soltanto due mesi fa. Raggiunto il traguardo dei cinque anni di pontificato, Papa Ratzinger si trova inaspettatamente circondato da nuovi amici (come Melloni, Zizola ecc..). Si tratta di eminenti esponenti della cosiddetta “chiesa critica”, intellettuali e big del cattolicesimo progressista ma anche dell’ateismo laico che fino a ieri erano tra i più acerrimi oppositori del suo pontificato.

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