L’intellettuale Casavola: «religione e scienza unite dinanzi al senso della vita»

La scienza nel mistero di un dono. Così intitola un articolo de Il Messaggero, scritto da un importante intellettuale italiano: Francesco Paolo Casavola, giurista italiano, già presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006 e fino al 2009 presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.

Lo studioso prende posizione dopo la notizia dell’evento scientifico di questi giorni: la creazione di una cellula artificiale. Egli dice: «diventare immortale e diventare creatore sono state aspirazioni variamente represse, ma paradossalmente riemergenti proprio in epoche di trionfo della razionalità scientifica. Ecco perché con qualche ansia si va ad interrogare la religione, a torto disinterpretata almeno nella sua versione del Cristianesimo, come antagonista della scienza. Si dimentica che è proprio del Cristianesimo il postulato che la fede cerca l’intelletto»

Mostra apprezzamento per le parole del cardinale Bagnasco, il quale interrogato dai giornalisti sulla questione, ha ben accolto la notizia e ha elogiato l’intelligenza dell’uomo. Casavola afferma: «Ebbene chi attendeva un grido d’allarme della Chiesa ha ascoltato risposte fiduciose nella intelligenza umana, dono di Dio. Potranno nascere obiezioni etiche ai passi della scienza. Ma questo cercare insieme, la religione e la scienza, il bene della comunità umana, è il segno più alto dell’avanzamento morale della modernità. Che sta nel riconoscere i limiti dell’umano, dinanzi ai misteri del senso della vita, dinanzi all’ignoto che sarà sempre l’inabolibile orizzonte delle scienze della natura».

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