Miracolo San Gennaro: scienziati stabiliscono che nell’ampolla c’è sangue umano

A Torino c’è il mistero della Sindone. A Napoli quello di San Gennaro.  Il Corriere della Sera annuncia che è avvenuto ieri alle 20,15, anche se un po’ in ritardo rispetto al solito. Presenti alla liquefazione del sangue nella basilica di Santa Chiara c’erano numerose persone, tra le quali il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, e il neogovernatore della Regione Campania, Stefano Caldoro.

Da 700 anni, nel sabato che precede la prima domenica di maggio, si ripete il miracolo: gli altri due avvengono a settembre e a dicembre. Nonostante gli interventi assolutamente di parte del CICAP, che non ha spirito scientifico poiché è un’associazione che difficilmente andrà contro il suo spirito di sopravvivenza (che è quello di screditare il paranormale), il miracolo di San Gennaro è ancora tutto da dimostrare.

Anzitutto, al contrario di quello che sostiene il CICAP (senza aver mai studiato il liquido) dentro all’ampolla c’è sangue umano. Lo ha stabilito nel Febbraio 2010, dopo 4 anni di studio, il dipartimento di Biologia Molecolare dell’Universita’ Federico II di Napoli, guidato dal professor Giuseppe Geraci: «Abbiamo anche potuto aprire l’ampolla e verificato un elemento che ci ha convinto che all’interno ci fosse sangue. Il sangue umano, in particolari condizioni, sprigiona una sostanza che, di fatto, e’ vero e proprio mastice naturale. Il tappo, cosi’ come quello dell’ampolla di San Gennaro, era praticamente incollato al vetro. Quindi, quello contenuto nella teca è sangue e resta ancora da dimostare perche’ avvengano questi cambiamenti di stato».

Oltre alla bufala della seconda Sindone, il professor Garlaschelli del CICAP, ha riprodotto il “miracolocon una sostanza di colore rosso (per la Sindone invece ha usato il colore ocra, ignorando che sul Lino non c’è segno di alcun pigmento o di alcuna direzione). Purtroppo il gel tissotropico usato ha mantenuto le sue proprietà tissotropiche per solo 2 anni (come riportato da Antonio Ruggeri). Quello di Napoli è sangue umano e non una sostanza artificiale, passa dallo stato solido a quello liquido da oltre 700 anni. Inoltre, nel maggio 1976 il sangue non si sciolse affatto, nonostante l’agitazione dell’appolla per oltre otto giorni.

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