Richard Dawkins modera gli atei sul web: insulti e minacce per lui

Il più noto ateo militante del momento (uno dei cavalieri del “new-atheism”) si chiama Richard Dawkins, ex biologo ed evoluzionista, dopo essere andato in pensione qualche anno fa ammettendo a Il Corriere della Sera: Ho fallito, ho perso la mia battaglia per l’ateismo“, si è dato alla guerra contro i credenti avviando un suo sito web.

Ha quindi creato un forum dove i suoi fans possono celebrarlo e mostrargli continua devozione.  Qualcosa però ultimamente si è inceppato. Dawkins si è infatti accorto, così come avviene in modo indisturbato sul portale dell’UAAR, dei continui e violenti insulti gratuiti che dal suo forum venivano rivolti ai credenti e ai cristiani. Ha quindi deciso (forse pensando di diventare più credibile) di moderare i suoi fedeli, pubblicando questo avviso: «Gli utenti sono da ora in poi pregati di presentare soltanto nuove discussioni che siano davvero rilevanti per la ragione e la scienza».

Non lo avesse mai fatto! Il sito è stato letteralmente sepolto da migliaia di messaggi di utenti, registrati e anonimi, infervorati e rabbiosi che lo accusano di essere un moralizzatore e un censuratore e annunciano di aver perso la stima e la fiducia in lui. La brutta faccenda è arrivata subito alla stampa internazionale. Il principale quotidiano, The Times, riporta ad esempio: «Uno scisma sembra essersi aperto all’interno della comunità atea che lo sostiene». Un ex fedelissimo di Dawkins scrive di essersi sentito ferito e sfrattato, come «chi torna a casa e trova la serratura cambiate. Il mio rispetto per il lavoro di Richard è ancora intatto, ma il mio rispetto per lui come una persona è a brandelli». Qualcuno lo ha apostrofato «deficiente assoluto», altri ha preferito chiamarlo «ano di un topo in suppurazione». Gli atei dell’area più moderata gli hanno invece semplicemente augurato di ricevere «una manciata di chiodi giù per la gola». Peter Harrison, ex moderatore del sito di Dawkins, ha riferito al quotidiano inglese: «Un sacco di persone hanno perso rispetto e stima per Dawkins dopo questo, anche se io continuo a sostenere il lavoro che fa».

Lo stesso Dawkins si dice, ancora una volta, depresso, deluso e basito: «Anche alcuni di quelli che hanno un linguaggio più temperato stanno rispondendo alle modifiche proposte in un modo che è a dir poco isterico». Insulti diffamanti, per di più sparati dal fuoco amico, per meritare i quali, si lamenta Dawkins, bisognerebbe almeno «aver mangiato un bambino», o aver «gasato un convoglio di persone inermi», o quantomeno aver «stuprato un chierichetto» o scippato una vecchina dopo averla spinta giù dalla carrozzella. In un commento sul suo sito, il leader della cultura atea riflette sul fatto che «sicuramente ci deve essere qualcosa di sbagliato in persone che possono ricorrere a certi eccessi di linguaggio», e che reagiscono in questo modo spettacolare «a qualcosa di così banale», come l’annuncio di una normale ristrutturazione di un sito. La conclusione, per Dawkins, è che «c’è del marcio nella cultura dello sfogo su Internet», e che se ci fosse ancora qualche dubbio sulla necessità di cambiare le regole del sito, per quanto lo riguarda quei dubbi «sono ormai dissipati».

La notizia è apparsa in Italia su Il Foglio sotto il titolo: “L’ateista Dawkins, da risorsa del mondo razionale a “deficiente assoluto”. Dopo aver riportato i fatti l’articolo termina così: «Povero Dawkins: una vita spesa a spiegare l’uomo come frutto dell’evoluzione e poi, in mezza giornata, i frutti più maturi e consapevoli di quel processo, i suoi devoti adepti, gli si rivoltano tutti contro, feroci e irragionevoli come tirannosauri».

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