«Il mondo ha bisogno di pastori che non offrano solo parole o programmi»

leone xvi pastori

Il messaggio del Papa ai pastori per la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Il commento di don Mario Proietti.


don mario proietti

 

di
don Mario Proietti*
 
 
*Direttore Responsabile dell’Abbazia San Felice (Giano dell’Umbria)

 
 

Oggi la Chiesa celebra la Giornata della Santificazione sacerdotale in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù.

Nel messaggio inviato per l’occasione, Leone XIV riprende un tema decisivo per il nostro tempo.

 


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Cos’è la santità per i sacerdoti

Il sacerdote non ritrova se stesso rincorrendo modelli organizzativi, strategie pastorali o immagini efficienti di ministero.

Ma lasciandosi plasmare dal Cuore trafitto di Cristo.

È questo il centro del messaggio: la santità sacerdotale non è un ornamento devoto, né una perfezione costruita a forza di volontà, bensì una partecipazione reale al mistero di Cristo.

 


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Leone: “Il mondo ha bisogno di questi pastori”

Molto bello, in particolare, questo passaggio.

«Il mondo ha un grande bisogno di pastori che non offrano solo parole o programmi, ma la testimonianza viva di un cuore riconciliato, diffondendo il buon profumo della santità di Cristo».

Il Papa ricorda che il sacerdote porta un tesoro in vasi di creta.

È chiamato alla santità di Dio e, nello stesso tempo, sperimenta debolezza, stanchezza, ferite, limiti.

Questa tensione non si risolve cercando di apparire migliori, né rifugiandosi nell’attivismo, che spesso consuma senza convertire.

La pace nasce nel costato aperto del Signore Gesù. Lì il sacerdote impara che la propria vita, anche quando è segnata dalla fatica, può diventare offerta.

Molto forte è il richiamo all’unità della vita.

Preghiera, ministero, relazioni, gioie, fallimenti, tempo apparentemente perduto: tutto può diventare luogo della grazia.

Il sacerdote non si santifica fuori dalla sua umanità, bensì dentro la carne concreta del suo ministero quotidiano.

 


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Come vivere la solitudine

In questa luce si comprende anche il tema della solitudine. Leone XIV scrive: «Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne».

La solitudine sacerdotale non si vince soltanto moltiplicando occasioni di incontro ma lasciandosi fare da Cristo, perché solo un cuore riconciliato può entrare in una fraternità vera.

La comunione presbiterale non è semplice compagnia: nasce dal Cuore di Cristo e conduce al Cuore di Cristo. Per questo il sacerdozio, come ricordava il Santo Curato d’Ars, «è l’amore del Cuore di Gesù».

Autore

don Mario Proietti

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