Cinque Stati proclamano giugno il mese del Family Pride
- Ultimissime
- 04 Giu 2026

Gli Stati americani in cui ci si riappropria del mese di giugno, dedicandolo a valori come la famiglia, la fedeltà e la libertà religiosa.
Family Pride, è questo il vero orgoglio.
Cresce negli Stati Uniti la risposta culturale all’ormai consolidata identificazione di giugno con il cosiddetto “Pride Month”, il mese dell’orgoglio arcobaleno.
In almeno cinque Stati americani, infatti, esponenti politici e istituzioni hanno promosso iniziative volte a riconquistare giugno, dedicandolo ufficialmente alla famiglia.
Il tentativo è recuperare quelli che considerano i veri valori umani, realtà considerate essenziali per il bene comune: la famiglia, il matrimonio stabile, la natalità e la dimensione religiosa della vita pubblica.
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Gli Stati in cui vige il “Family Pride”
Ad avviare l’iniziativa è stato il Tennessee, dove è stata approvata una risoluzione che proclama giugno come “Nuclear Family Month”, il mese della famiglia fondata sull’unione tra marito, moglie e figli.
I promotori sostengono che la famiglia naturale abbia rappresentato per secoli il principale fattore di stabilità sociale e prosperità economica della nazione.
Anche l’Indiana ha seguito una linea simile.
Il governatore Mike Braun ha proclamato giugno come mese della “famiglia”, con particolare enfasi sul matrimonio tra uomo e donna come struttura stabile per la crescita dei figli e per la coesione sociale.
La dichiarazione è stata emessa proprio all’inizio del mese tradizionalmente dedicato al Pride e, pur non modificando le leggi esistenti, l’obbiettivo è orientare il discorso pubblico.
In Arkansas, la governatrice Sarah Huckabee Sanders ha introdotto la celebrazione del cosiddetto “Fidelity Month”, un’iniziativa più ampia che non si limita alla famiglia in senso stretto.
L’idea è quella di celebrare la fedeltà coniugale, la responsabilità personale e l’impegno verso comunità e nazione. Secondo la dichiarazione, giugno dovrebbe diventare un tempo dedicato ai valori di “fede, libertà e patriottismo”.
In Idaho, la Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che incoraggia la celebrazione della famiglia naturale durante il mese di giugno.
Il testo ribadisce il ruolo del matrimonio tra uomo e donna come struttura fondamentale della società e invita a promuovere politiche pubbliche favorevoli alla natalità e alla stabilità familiare. Anche in questo caso si tratta di un atto simbolico, ma significativo nel contesto del dibattito politico locale.
In Alabama il governo identificato giugno come mese dedicato ai valori tradizionali della società americana.
La governatrice Kay Ivey ha definito ufficialmente giugno il Strong Families Month.
Il focus è sulla famiglia, sulla genitorialità e sul ruolo educativo dei genitori. L’iniziativa viene presentata come risposta culturale a quella che i promotori definiscono una progressiva marginalizzazione dei valori familiari nello spazio pubblico.
Calo di sponsorizzazioni arcobaleno
Parallelamente, si registra anche un cambiamento nel mondo delle grandi aziende.
Dopo anni in cui numerosi marchi internazionali modificavano loghi e campagne pubblicitarie per aderire al Pride Month, nel 2026 molte imprese hanno ridotto o cancellato la propria esposizione pubblica sul tema.
Diverse organizzazioni hanno addirittura segnalato una diminuzione delle sponsorizzazioni e del sostegno economico da parte delle grandi corporation, fenomeno attribuito sia a motivazioni economiche sia al mutato clima politico e culturale negli Stati Uniti.
Il vero “orgoglio” da celebrare riguarda l’impegno verso il matrimonio, la genitorialità e la trasmissione della fede e della cultura alle nuove generazioni.
La battaglia culturale di riappropriazione del mese di giugno è appena iniziata.


















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