Bestemmia in chiesa e scappa, il Santuario: «Ci deridi, ma ti accogliamo»
- Ultimissime
- 07 Apr 2026

La risposta del santuario di San Vittorino dopo la bestemmia in chiesa durante la Veglia pasquale. Un abbraccio di fronte all’offesa: è la diversità cristiana.
Un gesto offensivo nel cuore della notte più sacra per i cristiani.
È quanto accaduto durante la Veglia pasquale presso il santuario di Nostra Signora di Fatima a San Vittorino, nella periferia di Roma, dove un giovane ha interrotto la celebrazione urlando una bestemmia per poi fuggire.
L’episodio si è verificato la sera del 4 aprile, durante la liturgia che celebra la Risurrezione di Cristo e proprio mentre il sacerdote stava pronunciando l’omelia.
La bestemmia in chiesa e la risposta del santuario
Ciò che vogliamo sottolineare, però, non tanto l’atto in sé, pur grave, quanto la risposta umanamente cristiana della comunità religiosa. Non repressiva, ma educativa e, soprattutto, relazionale.
Il giorno successivo, infatti, il santuario ha pubblicato un messaggio rivolto direttamente al giovane.
«A te che ti sei sentito grande e forte nel gridare e poi fuggire via», si legge nel post. «Sappi che il coraggio non sta nell’offendere ciò che per altri è sacro. Ma nel rispetto, nel confronto, nel saper guardare negli occhi le persone».
Il testo prosegue sottolineando come quel gesto non abbia intaccato il significato della notte di Pasqua: «Hai interrotto per un momento una preghiera, ma non hai tolto nulla al significato di quella notte. Perché la Pasqua parla di luce che vince il buio, di bene che resiste anche davanti alla provocazione».
L’offesa del giovane, tra l’altro, paradossalmente, non è minore a quella subita da Cristo stesso durante la passione.
Deriso dai soldati, insultato dalla gente, schernito dagli scribi e dai sommi sacerdoti: “Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!” (Mt 27, 40). “Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso“ (Mt 27, 42) “Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene” (Mt 27, 43).
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“Ci deridi, ci offendi. Ma puoi essere accolto”
Così, il messaggio firmato dal santuario di San Vittorino si chiude con un invito al giovane: «Ti auguro, un giorno, di capire la profondità di ciò che hai deriso. E magari di scoprire che quel luogo in cui hai gridato è anche un luogo dove, se vorrai, potrai essere accolto».
Una capacità tutta cristiana di saper “amare i propri nemici”, di accogliere chi deride e di rispondere a un’offesa con un abbraccio. E’ la logica evangelica, dove il male non si combatte con il male, ma con una testimonianza differente.
Una diversità umana.



















1 commenti a Bestemmia in chiesa e scappa, il Santuario: «Ci deridi, ma ti accogliamo»
Il Signore ci ha dato il comandamento: “Amate i vostri nemici”(Mt 5,44). Ma come possiamo amarli, si chiede Silvano athonita, quando fanno il male? Quando il Signore andava verso Gerusalemme e i samaritani non lo accolsero, Giovanni e Giacomo erano pronti a far scendere il fuoco dal cielo per distruggerli. Ma il Signore disse misericordiosamente: “Non sono venuto per distruggere le anime degli uomini, ma per salvarle” (Lc 9, 54-56). Così anche noi dobbiamo avere un solo pensiero: che tutti si salvino. L’anima si affligge per i nemici e prega per loro, perchè si sono allontanati dal Signore e vanno verso la perdizione. Questo è l’amore per i nemici.