Il mito di Kant: perché non ha mai confutato Tommaso d’Aquino

tommaso aquino kant

Il filosofo tedesco Sebastian Ostritsch è autore di un libro che distrugge il mito filosofico della disputa di Immanuel Kant su Tommaso d’Aquino. Lo abbiamo intervistato.


 

Parliamo di un mito filosofico duro a morire.

Si tratta del convincimento che Kant abbia risposto definitivamente alle famose 5 vie per giungere a Dio formulate da Tommaso d’Aquino.

In Germania è uscito qualche mese fa un volume davvero interessante su questo, intitolato Serpentines: Le prove dell’esistenza di Dio secondo Tommaso d’Aquino dopo l’Illuminismo (Matthes & Seitz 2025).

L’autore è Sebastian Ostritsch, docente di Filosofia presso l’Università di Heidelberg e convertito cattolico.

Nei mesi scorsi è stato al centro di una polemica in Germania in quanto gli studenti di una facoltà di filosofia di Monaco, gestita dai gesuiti, hanno costretto a cancellare la presentazione del libro accusando l’autore di estremismo di destra.

Ostritsch, infatti, è di orientamento conservatore, sostiene la dottrina della Chiesa sulla morale sessuale e aderisce alla visione politica di destra sui temi immigratori. Secondo alcune fonti esprime una sensibilità cattolica di tipo tradizionalista.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche opinione con lui, di seguito l’intervista che ci ha gentilmente concesso.

 

L’intervista al filosofo Sebastian Ostritsch

DOMANDA – Prof. Ostritsch, partiamo dalle critiche che riceve. Perché la definiscono un “fondamentalista di estrema destra”?

RISPOSTA – Non so perché gli studenti mi hanno etichettato con questi epiteti offensivi (perché, ai miei occhi, di questo si tratta).

Posso solo fare delle ipotesi dato che non mi sono mai state presentate accuse concrete accompagnate da prove.

È plausibile che si siano risentiti per le mie posizioni conservatrici su famiglia, aborto, matrimonio o anche immigrazione. Dal momento che purtroppo gli studenti non mi hanno rivolto alcuna domanda, non ho neppure nulla a cui rispondere.


Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:


 

Tra Tommaso d’Aquino e Kant

DOMANDA – Cosa l’ha portata a confrontarsi con le prove sull’esistenza di Dio formulate da Tommaso d’Aquino?

RISPOSTA – Per molti anni ho lavorato sull’idealismo tedesco, soprattutto su Hegel, ma anche su Kant.

Dopo la mia conversione (o, più precisamente, “riconversione”) alla fede cattolica, ho iniziato a occuparmi più intensamente della filosofia cristiana, in particolare di Tommaso d’Aquino.

A un certo punto mi sono accorto che gli argomenti di Kant contro le prove dell’esistenza di Dio non colpiscono affatto le “Cinque Vie” di Tommaso d’Aquino. Su questo ho poi scritto il libro di cui stiamo parlando.

 

Come è nata la conversione

DOMANDA – Com’è nata la sua ri-conversione cattolica? L’Aquinate ha avuto un ruolo?

RISPOSTA – Devo dire che nella mia conversione hanno avuto un ruolo importante soprattutto gli scritti di Joseph Ratzinger e di C.S. Lewis, perché mi hanno mostrato che il cristianesimo è intellettualmente assolutamente serio.

Di Tommaso d’Aquino mi sono occupato solo dopo la conversione.

Tuttavia, oltre all’approccio intellettuale, è stata decisiva anche l’esperienza della preghiera: il parlare con Dio come con un interlocutore reale. Al contrario di ciò che pensava Hegel, la preghiera è molto più di un semplice dialogo interiore della ragione.

 


Leggi tutte le altre “interviste del venerdì”

Autore

La Redazione

Attenzione: gli algoritmi dei social media stanno rendendo sempre più difficile trovare notizie cattoliche. Seguici sui nostri canali, è facile (e gratuito). Scegli tu quale:

0 commenti a Il mito di Kant: perché non ha mai confutato Tommaso d’Aquino

    Invia un commento o una risposta



    Commentando dichiari di accettare la Privacy Policy