«Il padre è necessario!»: ora Chiara Saraceno è nei guai

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L’inaspettato endorsement di Chiara Saraceno al padre e alla famiglia naturale. Proprio lei, sociologa progressista e arcobaleno.


 

Chiara Saraceno si è messa in un bel pasticcio.

Parliamo di una sociologa tra le più influenti nel mondo mainstream progressista, quello che piace alla gente che piace.

Naturalmente, per essere così in voga -neanche serve dirlo-, è tra le più agguerrite contro la famiglia naturale.

 

Chiara Saraceno vs famiglia naturale

Un anno fa ha infatti pubblicato “La famiglia naturale non esiste” (Laterza 2025), con cui ha tentato di mostrare la varietà storica e culturale delle famiglie confondendo però tra descrizione e prescrizione e cadendo frequentemente nella fallacia dell’uso selettivo dei dati.

Ma Saraceno è innanzitutto attenta alla politica e la sua avversione all’attuale governo supera l’avversione alla famiglia naturale.

E’ così che si possono spiegare i cortocircuiti in cui incappa. E che documentiamo puntualmente.


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Ha ragione sulle politiche familiari

In un articolo per “La Stampa” nel giorno della “Festa del papà”, la sociologa ha fatto leva sulle sue competenze per criticare il governo Meloni.

L’ha infatti accusato di parlare tanto di famiglia ma di non tenere in considerazione l’importanza del congedo parentale e di non strutturare politiche sociali che permettano una vera condivisione della responsabilità genitoriale, con effetti negativi sia sullo sviluppo dei bambini sia sulla parità di genere.

Non siamo ideologi e non abbiamo pregiudizi su nessuno. Saraceno ha completamente ragione a sottolineare i limiti della politica italiana, sia di destra che di sinistra, nei riguardi della famiglia. All’estero sono enormemente più virtuosi.

La sociologa ribadisce giustamente la durata insufficiente dell’attuale congedo di paternità, l’assenza di quote individuali non trasferibili e la mancanza di incentivi economici adeguati.

 

Saraceno sul padre: cortocircuito

Nella necessaria concentrazione per scrivere tutto questo, Chiara Saraceno non si è accorta della contraddizione con la sua posizione (questa sì, ideologica) contro la famiglia naturale.

«Decenni di ricerca scientifica internazionale», scrive ad un certo punto per rinforzare la sua critica politica, «hanno dimostrato i numerosi benefici del coinvolgimento precoce dei padri nelle attività di cura, in particolar modo nei primi mille giorni».

Ad esempio, ha proseguito, «bambine e bambini il cui padre sia stato attivamente e precocemente coinvolto nei primi anni della loro vita, o nelle prime fasi della creazione delle relazioni familiari nel caso dell’affido e dell’adozione, mostrano più elevati livelli di competenze cognitive e sociali, maggiore capacità di empatia e migliore autoregolazione e autostima, quindi anche meno predisposizione alla violenza».

Alcuni di questi studi li abbiamo documentati in questo dossier.

La presenza paterna in una famiglia, ha concluso Chiara Saraceno, produce «effetti positivi e di lungo periodo sui bambini/e».

 

Dov’è finito il “basta l’amore”?

Saraceno non afferma che “basta l’amore” per il benessere dei bambini, non parla di genitore 1 e 2 ma, dando per scontato il ruolo indispensabile della madre, identifica come altrettanto necessario il padre. E non un’altra figura che ne fa le veci.

In pochi minuti, la sociologa progressista ha auto-sabotato decenni di retorica sul “love is love” a favore delle adozioni omogenitoriali. Così dicasi per le rivendicazioni di autosufficienza del femminismo radicale.

Come reagiranno le femministe arcobaleno a questo insospettato ed inequivocabile endorsement verso la famiglia naturale e l’importanza strutturale della presenza paterna?

Autore

La Redazione

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5 commenti a «Il padre è necessario!»: ora Chiara Saraceno è nei guai

  • Giorgio ha detto:

    Non reagiranno e faranno finta di niente, ovvio

    • Sebastiano ha risposto a Giorgio:

      No, diranno che “non è stata compresa” oppure che “la frase è stata estrapolata dal contesto”.
      Sono le due frasi migliori che in genere vengono usate da chi è pescato con le mani sulla marmellata.

  • Paolo Giosuè ha detto:

    Dei vari problemi della società –cultura, economia, giustizia sociale, pace –, il più attuale e problematico è quello relativo a matrimonio e famiglia, al centro di attacchi e minacce da tutte le parti, ammoniva a suo tempo il cardinale Caffarra.Ci troviamo di fronte a una contestazione globale del progetto biblico su sessualità, matrimonio, famigliaed educazione.La critica al modello tradizionale di matrimonio e di famiglia, ossia la rivoluzione sessuale, che ha portato alle odierne, inaccettabili, proposte del decostruzionismo, è iniziata con l’illuminismo e il romanticismo. E’ davvero paradossale, direbbe il cardinale Cantalamessa,C è come se satana, e non Dio, fosse il creatore dei sessi e lo specialista dell’amore e dell’educazione dei figli!

  • Beppina ha detto:

    La Saraceno è da anni che lavora unilateralmente per “dissolvere” il concetto di famiglia (ridotta a mera convenzione effimera); è da anni che “demonizza” a senso unico e in modo inconcludente i modelli familiari tradizionali; è da anni che usa la prospettiva di genere in termini di punto di vista e non di analisi scientifica. Sono comportamenti guidati da una precisa visione ideologica e monolitica della società (nella migliore delle ipotesi) oltre che da una visione adolescenziale dei rapporti e dei confronti “culturali” (bastian contraria alle idee di chi è passato prima… a prescindere). Non c’è da stupirsi di niente, non c’è da annotare alcun errore ne leggerezza o dimenticanza. Ciò che nasce dal contingente e dalle basi culturali della Saraceno è in buona parte effimero per natura e solo in tal senso va considerato. Può essere che qualche volta ne imbrocchi qualcuna, ma in questo caso il concetto di “botta di culo” rischia di diventare invariante.

  • G.B. ha detto:

    Sinceramente quella del “congedo parentale paritario” mi sembra una proposta ideologica che insegue un’idea astratta di parità senza tener conto della realtà concreta. Lo scopo principale del congedo di maternità è tutelare la salute della donna durante la gravidanza e dopo il parto. Gli uomini non restano incinti e non partoriscono, quindi perché dovrebbero avere anche loro un congedo della stessa durata?

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