La Chiesa (non lo Stato) ricostruisce le case dopo l’alluvione
- Ultimissime
- 15 Mar 2026

In Indonesia, la Chiesa colma il vuoto dello Stato e destina le prime 50 case agli alluvionati. In gran parte musulmani.
Quando lo Stato è assente, l’unica risorsa è la Chiesa.
E’ sempre stato così, da secoli. E ancora oggi accade in diverse parti al di fuori dell’Occidente, senza che gli occidentali se ne accorgano.
Un esempio recente è l’isola di Sumatra, in Indonesia, devastata dalle alluvioni del novembre 2025 che hanno portato molte famiglie a vivere senza una casa.
Indonesia, l’alluvione e l’intervento della Chiesa
In diverse aree colpite la ricostruzione è ferma, così si è attivata la rete caritatevole della Chiesa e delle organizzazioni collegate alle diocesi.
I cattolici sono una minoranza nel Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo.
Tra i protagonisti degli interventi ci sono i frati cappuccini della provincia di Sibolga, nel nord di Sumatra.
Il loro noviziato è stato subito trasformato in un rifugio d’emergenza per oltre duecento sfollati: famiglie, anziani e bambini che hanno perso tutto durante le inondazioni. Oltre a cibo e alloggio, i religiosi offrono anche supporto umano e spirituale alle persone colpite dalla tragedia.
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
Nuove case alle famiglie (anche musulmane)
Con il passare dei mesi, la priorità è diventata la ricostruzione delle abitazioni distrutte, il primo passo per tornare a una vita normale.
Attraverso la rete di Caritas Indonesia e delle diocesi locali, è nata una raccolta fondi e l’organizzazione di programmi di sostegno per la ricostruzione degli edifici e delle infrastrutture di base.
L’iniziativa di ricostruzione è stata lanciata alla fine di febbraio a Central Tapanuli, Sumatra, dove le prime 50 case ricostruite sono già state consegnate ad alcune famiglie (cristiane e musulmane).
Ogni abitazione rispetta gli standard antisismici del Paese e misura circa 36 metri quadrati, comprendendo due camere da letto e un bagno.
Il volto della carità cristiana
Il vescovo Fransiskus Tuaman Sinaga di Sibolga ha dichiarato che «la maggior parte della comunità è musulmana, eppure non c’è stato alcun rifiuto. Anzi, accolgono con entusiasmo il nostro aiuto».
Ha anche osservato che termini come “Caritas”, “vescovo”, “sacerdote” e “suora” sono diventati sempre più familiari tra i residenti delle zone colpite dal disastro, grazie alla continua presenza della Chiesa.
«Anche se le persone sanno che siamo cattolici», ha concluso il vescovo locale, «ci accolgono positivamente. Rappresentiamo il volto della Chiesa, il volto del cattolicesimo e il volto di Cristo, ma sono felici che portiamo l’aiuto di cui hanno veramente bisogno».



















1 commenti a La Chiesa (non lo Stato) ricostruisce le case dopo l’alluvione
un esempio concreto del buon samaritano