Houellebecq: il profeta nichilista torna a sperare in Cristo

Michel Houellebecq religione

Nuove dichiarazioni del celebre romanziere Michel Houllebecq: un nichilista che attende il ritorno di Cristo. Il suo percorso religioso prosegue.


 

Tra gli scrittori europei contemporanei, pochi hanno suscitato tante polemiche quanto Michel Houellebecq.

Romanziere tra i più discussi della scena letteraria francese, l’autore di Sottomissione e Serotonina è spesso associato a provocazioni culturali e politiche.

Eppure, dietro la sua immagine pubblica di intellettuale nichilista, emerge un rapporto sorprendentemente intenso con la tradizione cristiana.

 

Le dichiarazioni di Houellebecq sulla fede

Lo stesso Houellebecq ha recentemente riconosciuto di essere stato profondamente influenzato dal cristianesimo: «La teologia cristiana mi ha fortemente plasmato», ha dichiarato al quotidiano domenicale tedesco “Welt am Sonntag” parlando della propria formazione intellettuale e dei riferimenti religiosi presenti nelle sue opere.

Quando gli è stato chiesto di alcune parti della sua nuova raccolta di poesie (“Combat toujours perdant”) che parlano di una grande guerra e di invasori, e di dove ciò porterà, ha risposto: «I miei versi hanno una qualità spirituale. A un certo punto, si parla anche del “sauveur impensable”, un salvatore oltre ogni immaginazione».

Un salvatore? Come può un laico nichilista pensare a ciò? E’ così, ha replicato Houellebecq, «il primo pensiero che mi viene in mente è di natura cristiana. È il ritorno di Cristo».

Sono affermazioni significative perché provengono da uno scrittore affatto credente.


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«L’ateismo è perdente perché triste»

Houellebecq ha più volte dichiarato di essere agnostico, dopo aver attraversato in gioventù una fase di ateismo.

Tuttavia, con il passare degli anni, la sua posizione si è fatta meno radicale e più aperta tanto che molti critici individuano nei suoi romanzi una costante domanda metafisica.

Anche quando descrive il vuoto spirituale dell’Europa contemporanea, l’autore sembra misurare quella crisi proprio sullo sfondo di una tradizione cristiana perduta.

Il tema emerge chiaramente nel suo celebre romanzo Sottomissione (2015), ambientato in una Francia del futuro governata da un partito islamico.

Il protagonista, un professore universitario disilluso, si confronta con la possibilità della conversione cattolica, mentre la società occidentale appare segnata da una profonda crisi spirituale, autodistrutta da una cultura individualista e materialista.

«L’ateismo», scrisse, «è perdente perché troppo triste».

In diverse interviste lo scrittore ha ripetuto la critica severa alla civiltà occidentale contemporanea e proprio questa crisi di senso, secondo molti commentatori, spiega perché la sua narrativa torni spesso alla domanda religiosa.

Nel 2018, durante una conferenza a Bruxelles, Houellebecq stupì nuovamente tutti affermando:

«Una società senza religione, una società secolarizzata conduce una vita infelice e breve. Questa era la tesi di Auguste Comte ma mi ha sedotto perché ho avuto l’opportunità di scoprire nella mia vita che privata che la religione è in grado di cambiare il comportamento di un essere umano, in effetti è l’unica cosa in grado di farlo».

 

Houllebecq, nichilista o cattolico?

La sua posizione personale resta però difficile da definire.

Secondo molti osservatori la vera fede cattolica appare implicitamente per lui come l’unica soluzione alla crisi europea, anche se i suoi personaggi non riescono a raggiungerla.

Il teologo americano Vincent Lloyd sostiene che nelle sue opere Houllebecq mantiene un “profumo cattolico”, nel senso di una costante nostalgia per una visione del mondo in cui fede, comunità e significato trascendente avevano ancora un ruolo centrale.

In questo senso, Houellebecq rappresenta un caso singolare nella letteratura contemporanea: uno scrittore che descrive con lucidità il vuoto spirituale dell’Occidente, ma che al tempo stesso continua a interrogarsi sulle risorse culturali e religiose – in particolare cristiane – che potrebbero ancora dare una risposta alla crisi dell’uomo moderno.

Autore

La Redazione

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