Perché la Repubblica Ceca è il paese più ateo d’Europa
- Ultimissime
- 13 Nov 2025

Perché l’ateismo è così diffuso in Repubblica Ceca e quali sono le affascinanti sfide della Chiesa e dei cattolici nello Stato più secolarizzato d’Europa.
Il più secolarizzato del continente.
E’ questa la fama della Repubblica Ceca, uno Stato dell’Europa centrale in cui, secondo il “Pew Research Center“, il 72% degli adulti non si riconosce in alcuna confessione religiosa e circa il 66% dichiara di non credere in Dio.
Ma perché oltre tre quarti della popolazione ceca si definisce “senza religione”? Quali sono i motivi?
Perché l’ateismo è così diffuso in Repubblica Ceca?
Gli studiosi risalgono addirittura al XV secolo e alla figura di Jan Hus, leader della riforma hussita che allontanò gran parte dei cechi dalla gerarchia cattolica. I seguaci di Hus anticiparono di un secolo la Riforma protestante.
Dopo la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), la riconquista asburgica riuscì a riportare la popolazione al cattolicesimo (spesso imponendolo), lasciando però un segno profondo nella memoria collettiva: il cattolicesimo divenne emblema della religione degli occupanti.
Poi arrivò la lunga esperienza comunista che, per circa quarant’anni, impose un progetto di ateizzazione costringendo la Chiesa alla marginalità ed erodendo ulteriormente il legame con la popolazione.
La caduta del comunismo generò una temporanea apertura alla religione, ma forse più per una forma di opposizione al regime che per fede autentica.
Ancora oggi permane la disillusione dal comunismo, lo ha dimostrato la recente disfatta politica del partito ateo-marxista e nostalgico di Lenin di cui abbiamo parlato.
Più facile evangelizzare quando fede è novità
Secondo la fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre”, solo il 10% è cattolico e «le conseguenze di 40 anni di persecuzione comunista della Chiesa hanno lasciato profonde ferite, non ancora completamente rimarginate».
Ma, al contrario di quello che si possa pensare, è molto più facile testimoniare l’annuncio cristiano in un popolo quasi totalmente secolarizzato che in uno parzialmente. Innanzitutto perché ci sono meno pregiudizi e la fede è una sorpresa nuova.
Lo spiega Daniel Vícha, vicario della diocesi di Ostrava-Opava, secondo cui evangelizzare coloro che «non sanno nulla della fede» è entusiasmante perché, per loro, la questione della fede «è di solito una sorpresa».
E’ invece molto più dura incontrare chi ha una certa conoscenza, pur distorta, del cristianesimo «a causa delle lezioni di storia», ad esempio. «Tendono ad essere più chiusi», spiega il sacerdote ceco.
I nuovi cattolici in Repubblica Ceca
Sempre la sezione locale di “Aiuto alla Chiesa che soffre” sottolinea infatti che sono le giovani generazioni a dare maggiore speranza alla Chiesa, in molti si battezzano e «sempre più famiglie con bambini piccoli partecipano alla Messa».
Sta crescendo una nuova generazione, numericamente piccola ma fedele.
Per parlare di numeri, in circa 300mila partecipano regolarmente alla Messa domenicale (un terzo dei cattolici) e nel 2024 si sono celebrati quasi 15mila battesimi (oltre il 12% delle nascite), di cui il 7% di battesimi di adulti (circa 1.000), la percentuale più alta dal 1993.
Padre Daniel Vícha chiarisce però che, pur con «un aumento del numero di adulti che chiedono il Battesimo, sempre più fedeli muoiono di vecchiaia. Pertanto, il numero totale continua a diminuire, anche se il numero dei catecumeni è in crescita».
In generale i cechi sono scettici per natura, spiega il sacerdote, e respingono «qualsiasi forma di clericalismo, superiorità o dogmatismo».
Ma quando comprendono la giustificazione razionale della fede e la «loro fede diventa autentica», allora «non se ne vergognano e possono parlarne con i loro coetanei». Se invece viene trasmessa loro solo come “tradizione” allora preferiscono «abbandonarla perché non offre loro nulla. Sono molto sensibili a questo».








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