Un’artista queer a capo della Pontificia Accademia Belle Arti

cristiana perrella

La nomina di Cristiana Perrella alla guida dell’Accademia Vaticana delle Belle arti suscita perplessità. Femminista, attratta dalla cultura queer e senza legami con l’arte sacra. E’ il profilo giusto?


 

Cristiana Perrella è stata nominata presidente della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.

In Italia la notizia è passata inosservata mentre all’estero ha suscitato reazioni di sorpresa e interrogativi all’interno dell’opinione pubblica cattolica.

Solitamente non ci occupiamo di questi “scandalismi” ma in questo caso ci paiono piuttosto giustificati.

Soprattutto ci poniamo una domanda: esistono migliaia di esperte d’arte cristiana nel mondo cattolico, perché la scelta è caduta proprio su un’artista dichiaratamente interessata al mondo queer e senza alcun legame noto con l’arte cristiana?

Ci mancherebbe, Cristiana Perrella ha tutto il diritto di dedicarsi ai suoi interessi artistici. La perplessità è su chi è il vero attore in Vaticano della sua nomina.

Il decreto formale pubblicato il 6 settembre 2025 riferisce che l’assegnazione dell’incarico è arrivata da Leone XIV, ma non è chiaro se abbia ricevuto le informazioni adeguate.

 

cristiana perrella

 

Chi è Cristiana Perrella, guida della Pontificia accademia

Classe 1965, romana, Perrella è l’attuale direttrice artistica del MACRO e ha alle spalle un percorso culturale solido e variegato. Dopo esperienze prestigiose come il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci e il Contemporary Arts Programme della British School at Rome, ha fondato il SACS a Palermo, contribuendo poi a progetti fra arte e scienza in Emilia Romagna.

Ha inoltre curato il programma “Conciliazione 5” promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, come finestra sull’arte contemporanea a Roma, in occasione del Giubileo 2025. Un curriculum di tutto rispetto, quindi.

Ma ci sono altri elementi che fanno sorgere dubbi che si tratti del profilo giusto per dirigere un’accademia vaticana.

Nel 2020, ad esempio, Cristiana Perrella ha curato una mostra dedicata al fotografo cinese Ren Hang (1987-2017), selezionando e presentando le opere che lei stessa definisce «provocatorie nell’esposizione degli organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo».

In un’altra intervista, Perrella rivela l’ammirazione per l’artista irriverente Sarah Lucas, conosciuta per l’autoritratto fotografico in cui posa con due uova al tegame posizionate sopra ai seni e per i simboli fallici che compongono le sue opere, come l’autoritratto in cui addenta una banana.

In un’altra occasione, Cristiana Perrella rilascia un’intervista, dove celebra il movimento femminista italiano che portò «risultati enormi», come i referendum sul divorzio e sull’aborto.

 

cristiana perrella

 

Cristiana Perrella, un'”artista queer”

Nella stessa intervista, infatti, Perrella si riferisce anche alle fotografie di Lisetta Carmi ai travestiti del porto di Genova, che lei celebra così: «E’ incredibile pensare che quelle foto siano state scattate a metà degli anni ’60 con questa idea di femminilità come qualcosa di agognato, da raggiungere».

Si rimane sul tema transgender quando auspica di riprendere la visione della femminista australiana LGBTQ+ Rosi Braidotti per parlare di un soggetto nomade «che indaga anche la propria sessualità in maniera molto aperta». Braidotti è una delle madrine del trans-femminismo.

L’abbiamo sinteticamente chiamata “artista queer” per sottolinearne il vivo interesse per queste tematiche, che lei stessa esplicita. Prosegue infatti dicendosi attratta «alla cultura queer e comunque in generale a tutto quello che rifugge la semplificazione e lo schematismo», probabilmente intendendo il binarismo sessuale.

 

Sul profilo Instagram di Cristiana Perrella

In rete, all’estero, circolano anche alcune immagini relative al profilo Instagram della nuova presidente della Pontificia Accademia di Belle Arti. Le riportiamo qui essendo di interesse informativo rispetto alla sua recente nomina.

 

In questa foto posa davanti manifesti del cinema erotico che invasero Napoli negli anni ’70-’80 «rivelando il processo di liberazione sessuale in corso», commenta.

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Perrella fu anche una delle sostenitrici del ddl Zan contro l’omofobia, su cui dovette intervenire addirittura la segreteria di Stato Vaticano preoccupata per la salvaguardia della libertà d’espressione dei cattolici

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Nel 2019 posta invece un’installazione su cui si legge enorme la scritta “Dio è creato dall’uomo”. Qualcuno ha commentato recentemente: «Mi sembra appropriato per guidare le belle arti vaticane»

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E poi effusioni omosex:

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Cristiana Perrella posta una fotografia della stazione Termini di Roma attraversata da un lungo tappeto arcobaleno.

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Un altro post è un manifesto contro la civilizzazione occidentale, nella foto si vedono diverse suore di colore

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Ritornano infine i già citati simboli fallici

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Cristiana Perrella, il profilo giusto?

Ognuno è libero di postare ciò che vuole e di avere le sue idee sul mondo, ma è evidente che quella esposta da Cristiana Perrella non coincide esattamente con il concetto di arte cristiana, né tanto meno con un’antropologia sulla persona umana coerente con il messaggio della Chiesa.

Se si considera che la Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti ha come statuto lo scopo «di favorire lo studio, l’esercizio ed il perfezionamento delle Lettere e Belle Arti, con particolare riguardo alla letteratura d’ispirazione cristiana e all’arte sacra in tutte le sue espressioni, e di promuovere l’elevazione spirituale degli artisti, in collegamento con il Pontificio Consiglio della Cultura», ci domandiamo se il profilo di Perrella sia davvero quello giusto.

Leone XIV era pienamente informato degli interessi ideologici di Perrella?

Autore

La Redazione

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13 commenti a Un’artista queer a capo della Pontificia Accademia Belle Arti

  • Sebastiano ha detto:

    Sarà contento padre Martin (e tutto il codazzo di sodali, porporati e non, della corte gaia).
    Se il Papa non è stato ben informato (cosa di cui dubito, è un refrain che dura da troppo tempo, e viene tirato fuori tutte le volte che avvengono strafalcioni del genere), fa sempre in tempo a modificare la nomina. Ma non lo farà. Intanto la Sala Stampa vaticana, sempre lestissima a dare certe notizie, in questi giorni è stranamente silente sul “giubileo LGBTQ+”, con tanto di messa benedicente in San Pietro. Prima o poi andrà fatta chiarezza, aspettiamo fiduciosi, ma più si aspetta e più la cosa diventa difficile da sistemare.

    • Panthom ha risposto a Sebastiano:

      D’accordo in parte ma per non finire come La Bussola, Valli o Antonio Socci, abituiamoci a guardare tutto lo spettro della realtà, se no siamo ideologici a nostra volta. Non lo dico a te Sebastiano, parlo in generale a anche per me.

      Non si può dimenticare che Leone XIV ha teso anche la mano all’estremo opposto, parlo dell’udienza concessa a Burke, dell’aver acconsentito che si celebrerà una Messa in rito antico nella basilica di San Pietro e c’è stato il pellegrinaggio della FSSPX.

      Non sto dicendo che sia giusto concedere alternativamente al progressismo o al conservatorismo, il Papa saprà lui cosa è bene per la Chiesa. Sto dicendo che il giudizio va dato contemplando tutto lo scenario di queste ultime settimane.

      • Gabriele ha risposto a Panthom:

        Infatti, i meccanismi curiali sono complessi, e il papa Leone XIV non va visto come la fotocopia di Francesco (nessun pontefice ha scopiazzato il predecessore) e quindi ci saranno degli aggiustamenti, anzi, sono già cominciati. Ma non è neppure un nemico di Bergoglio, che magari ritiene di dover cancellare i 12 anni di pontificato precedenti.

      • Sebastiano ha risposto a Panthom:

        Mah, cosa c’entri la messa in latino con l’accoglienza giustificante (e persino la benedizione) di comportamenti che costituiscono peccato secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, è un bel mistero. Il Papa non deve fare il cerchiobottista (dare il contentino un po’ qui e un po’ qua), deve confermare i fratelli nella fede. Punto. E non aiuta certamente la perdurante scarsa chiarezza su certe questioni, avallata da nomine di certi personaggi e dal lasciar fare a certi altri (porporati o meno). Vale certamente il “Ut Unum Sint”, ma non è superiore a “Amicus Plato”. Senza Verità rimane solo la confusione. Lo scenario lo vedremo nei prossimi mesi.

      • Anonimo ha risposto a Panthom:

        Non capisco che problema abbia “La Bussola”? Ideologico?

        “Non si può dimenticare che Leone XIV ha teso anche la mano all’estremo opposto, parlo dell’udienza concessa a Burke”
        Non capisco come l’udienza a Burke sia “l’estremo opposto”… Forse hai ragione, essere fedeli a quello che la Chiesa insegna è l’estremo opposo di far passare come accettabile un abominio.

        “dell’aver acconsentito che si celebrerà una Messa in rito antico nella basilica di San Pietro”
        La Messa in Rito Antico ora è l’estremo opposto di cosa, esattamente?

        “pellegrinaggio della FSSPX”
        Ricordo che per la FSSPX non c’è stato nessuno di importante del Vaticano che ha presieduto o seguito il pellegrinaggio o la Messa.
        Invece per il giubileo arcobaleno c’era Mons. Savino che ha celebrato la Messa.

        “Non sto dicendo che sia giusto concedere alternativamente al progressismo o al conservatorismo”
        Vedi, forse è questo il problema, dici di non essere ideologici, ma tratti la Chiesa come se dovesse seguire il “progressismo” o il “conservatorismo”.
        Forse bisogna capire che nella Chiesa si sta fedeli alla Bibbia, alla Tradizione e al Papa. Tutto il resto è da gettare.

        • Panthom ha risposto a Anonimo:

          1) BUSSOLA. La Bussola la ritengo semplicemente ciò che ci può essere di più controproducente per il mondo cattolico, hanno fatto più danni loro e i loro articoli che l’UAAR per intenderci (posso entrare nel dettaglio ma ci perdiamo)

          2) BURKE. Devi leggere il mio commento nel contesto. All’estremo opposto delle posizioni di padre Martin ci sono quelle del card. Burke, mi sembra talmente ovvio che mi stupisce la tua perplessità. Ora ridurre la figura di Burke a uno che semplicemente “essere fedeli a quello che la Chiesa insegna” è superficiale. Non c’è bisogno di avere come modello Burke per affermare che il Catechismo quando parla di omosessualità ha semplicemente ragione, sia quando parla di accoglienza delle persone che quando respinge i comportamenti e gli atti. Burke difende la Tradizione come tanti altri vescovi e cardinali, ma va ben oltre con giudizi e commenti politici controversi e tipici del conservatorismo politico.

          3) MESSA IN LATINO. Non ho detto che è all’opposto di nulla, ho scritto che Leone ne ha concesso la celebrazione in San Pietro ed è un elemento da tenere conto se si vuole giudicare con oggettività l’operato del Papa in questi mesi.

          4) FSSPX. Ti do effettivamente ragione sul fatto che nessun esponente vaticano ha presenziato al loro pellegrinaggio, al contrario di quanto accaduto con quello arcobaleno.

          5) PROGRESS. – TRADIZ. Non ho detto che la Chiesa deve seguire il progressismo o il tradizionalismo, ho detto proprio l’opposto: “non sto dicendo che sia giusto farlo” (l’hai anche citato). La tua conclusione è vera ma troppo riduttiva, esistono le interpretazioni della Bibbia, della Tradizione e delle parole del Papa. Soprattutto per molti l’obbiettivo esistenziale è segnalare contraddizione tra questi tre elementi (e qui si ritorna alla Bussola).

          • Anonimo ha risposto a Panthom:

            1. Mi pare di capire che tu reputi La Bussola “controproducente” perché segnala la “contraddizione tra questi tre elementi” [Bibbia, Tradizione e parole del Papa].
            Se le parole del Papa (o di un sacerdote) vanno contro alla Bibbia o alla Tradizione, perché non si può rendere noto?
            Bisogna stare in silenzio? Come ho già scritto in un altro commento, bisogna smettere di pensare che criticare queste cose = criticare la Chiesa. A mio avviso, difendere l’indifendibile causa più danni a lungo termine.

            2. “All’estremo opposto delle posizioni di padre Martin ci sono quelle del card. Burke, mi sembra talmente ovvio che mi stupisce la tua perplessità.”
            Ho inteso la parola “posizioni” come qualcosa di strettamente legato alla Dottrina. Il che è vero, dato che Martin e altri vogliono “benedire” qualcosa che grida vendetta al cospetto di Dio.
            I giudizi e i commenti politici di Burke in questo caso non c’entrano nulla in quanto non vanno ad attaccare e verità di fede.

            3. In realtà hai scritto “Non si può dimenticare che Leone XIV ha teso anche la mano all’estremo opposto, parlo dell’udienza concessa a Burke, dell’aver acconsentito che si celebrerà una Messa in rito antico nella basilica di San Pietro”, lasciando intendere che la Messa rientrasse in questa tesa di mano “all’estremo opposto”.
            Non vedo come acconsentire alla celebrazione della Messa in rito antico sia qualcosa di rivoluzionario, quando è stato il rito per svariati secoli.
            “ed è un elemento da tenere conto se si vuole giudicare con oggettività l’operato del Papa in questi mesi”, certo come è da tenere conto delle varie nomine dubbie, gli accordi con la Cina e le varie udienze con personaggi eterodossi.

            5. “Non ho detto che la Chiesa deve seguire il progressismo o il tradizionalismo, ho detto proprio l’opposto: “non sto dicendo che sia giusto farlo” (l’hai anche citato).”
            Scusami, qui ho interpretato male io. Pensavo intendessi che fosse sbagliato il fatto di fare un “mix” di due ideologie.
            Comunque, tu hai scritto “progressismo” e “conservatorismo”, che sono due idee politiche. Come ho scritto, non ha senso applicare queste due ideologie nella Chiesa.
            O si segue il Deposito della fede o si è fuori dalla Chiesa.

    • Paolo Giosuè ha risposto a Sebastiano:

      Non sono esperto di lobby gay vaticana e della sua influenza, che comunque sembra drammatica, da quello che si vede e si legge. Ho esperienza diretta però di come la Sala stampa vaticana ha censurato il tratto del video You Tube della diretta dei funerali di Papa Francesco, quando, all’inizio, un sacerdote ispanico con tatto ma con fermezza diceva che alla stampa “secolare” ( la quale non si prende certo la briga di verificare l’originale) venivano costantemente passati testi filtrati, e questo ovviamente da chi è responsabile delle fonti vaticane.Contra factum non valet argumentum.

  • Monica Valentini ha detto:

    Penso che una messa rito antico non abbia nulla contro la vera fede, nulla su cui discutere visto che è stato usato per anni e anni. Mentre tutto questo sbandierare sul gay mi pare poco opportuno anche perché basta aprire la Bibbia per capire cosa ne pensa Dio Lev20,13.

    • Panthom ha risposto a Monica Valentini:

      La messa in latino in sé non ha nulla contro la fede infatti! E’ il “come” viene usata la Messa in latino dai partecipanti e dagli organizzatori, se come un’arma contro il Concilio Vaticano II, come uno strumento identitario o semplicemente accettando la comunione con la Chiesa, che sia un rito straordinario e senza preclusioni ideologiche verso il novus ordo.

      Sono dell’idea che se gli amanti della Messa in latino l’avessero vissuta sempre come nel secondo caso non ci sarebbe mai stata Traditionis Custodes né saremmo qui a parlarne.

      Però, guarda la coincidenza, tutti i sacerdoti e i cattolici che stanno uscendo dalla comunione con la Chiesa cattolica hanno in comune la Messa in latino.

  • Maria Ballarin ha detto:

    L’idea che il Papa non fosse sufficientemente informato non regge più.

  • Anonimo ha detto:

    Basta, dire che il Papa non sia informato è una stupidaggine.
    Basta letteralmente aprire il profilo social per capire che forse la Perella non è per nulla il profilo giusto.

    Il Papa ha fatto delle nomine molto dubbie e in più i recenti “accordi” con la Cina sono un disastro.
    Bisogna smettere di pensare che criticare queste cose = criticare la Chiesa. A mio avviso, difendere l’indifendibile causa più danni a lungo termine.