San Lorenzo e la forza dell’ironia durante il martirio
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- 10 Ago 2025

La tradizione ricorda il martirio di San Lorenzo su una graticola ardente, quando il diacono si rivolse al boia con una battuta ironica simbolo dell’assenza di odio.
Oggi, 10 agosto, si celebra San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma.
E’ tra i martiri più venerati della cristianità (anche tra gli anglicani), giustiziato il 10 agosto 258 durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Valeriano.
L’arresto di San Lorenzo e di Papa Sisto II
Lorenzo, originario della Spagna, divenne amico di Papa Sisto II prima ancora che diventasse pontefice. Una volta eletto al soglio pontificio, incaricò Lorenzo di curare le attività caritative nella diocesi di Roma.
Valeriano all’inizio dell’agosto del 258 emanò un editto con il quale mise a morte tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi. Papa Sisto II fu tra i primi ad essere arrestati, sorpreso a celebrare Messa nelle catacombe di Pretestato e messo a morte il 7 agosto.
Anche Lorenzo fu arrestato in quell’occasione, ma gli fu risparmiata la vita perché indotto a tradire la Chiesa: consegnare i beni ecclesiastici.
Ciò che fece, invece, fu radunare poveri, malati, ciechi, zoppi e bisognosi della città, che conosceva molto bene, presentandoli con fierezza: «Ecco i tesori della Chiesa».
Il martirio di San Lorenzo e la battuta al boia
Il 10 agosto alla fine anche Lorenzo fu martirizzato, arso vivo sopra una graticola poggiata sul fuoco vivo. Una morte lenta ed atroce che Lorenzo visse senza esitare.
La tradizione ricorda infatti nel tragico evento la forza e l’ironia di Lorenzo che, rivolgendosi ai suoi uccisori, disse: «Sono ben cotto da questo lato, potete girarmi».
Un ultimo sorriso davanti al supplizio, gesto di purezza e assenza di odio che è passato alla storia come esempio vivente di luce nella sofferenza.
In tutta la cristianità antica è sempre stato rappresentato con una graticola in spalla.
La storicità del racconto del martirio di San Lorenzo
Il testo che racconta il martirio di Lorenzo è la Passio Polychronii, scritto parecchio tempo dopo i fatti e contenente dettagli non sempre affidabili.
Mentre alcuni studiosi moderni ritengono addirittura che Lorenzo possa essere morto per decapitazione alcuni giorni prima, insieme al Papa, per altri invece è storicamente affidabile la data del 10 agosto, come riferito anche dalla Depositio martyrum del 354.
Sembra essere realistico infatti che il supplizio di Lorenzo fu rimandato dal 7 al 10 agosto sperando che il diacono consegnasse i “tesori” della Chiesa.
Quel che è certo è che Ambrogio, Sant’Agostino, Leone Magno e Prudenzio hanno contribuito a consolidare la memoria di San Lorenzo, ricordandolo come modello nel martirio.
Nel Medioevo, la città eterna lo onorava con 34 chiese a lui dedicate e ancora oggi sono decine i comuni italiani che portano il suo nome, così come in Francia ve ne sono 84. San Lorenzo è uno dei santi patroni del Canada ed è molto amato anche in Cile e in Messico.
Il suo carisma sopravvive ancora oggi: diaconi, poveri, bibliotecari, cuochi e minatori, in particolare, si rivolgono a lui come intercessore.








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