Il primo a formulare il Multiverso? Il teologo Grossatesta

MultiversoCosa si intende quando si parla di Multiverso? Sinteticamente di innumerevoli universi paralleli disciplinati da leggi diverse e con differenti caratteristiche generali. Un’ipotesi che molti ritengono certezza ma che, ha spiegato Marco Bersanelli, ordinario di Astrofisica all’Università Statale di Milano, «dal punto di vista scientifico questa visione soffre di una grave malattia: essa non può essere verificata o falsificata, essendo le altre regioni del “multiverso” per definizione causalmente sconnesse dalla nostra».

Tanto che Italo Mazzitelli dell’Istituto Nazionale di Astrofisica lo considera «un vero e proprio dogma di fede in campo scientifico» (I. Mazzitelli, “E se Dio esistesse?”, Gremese 2008, pag. 39). Purtroppo non ci si limita a teorizzare tale dogma scientifico, ma alcuni utilizzano il Multiverso in chiave ideologico-riduzionista spiegando che il nostro pianeta è “uno tra i tanti” e che il nostro intero universo è insignificante, oltre che come facile scappatoia di fronte alla domanda del perché il nostro universo sia tanto finemente sintonizzato da aver permesso la vita.

La cosa più curiosa, come ha fatto notare il filosofo Richard Swinburne, professore emerito dell’Università di Oxford, è che se anche si potesse provare l’esistenza di un multiverso, si sposterebbe soltanto il problema in quanto nessuno «potrà mai spiegare è perché tale multiverso è di natura tale da produrre un universo “finemente regolato” per la produzione di esseri umani». Oltretutto, questo argomento nemmeno può essere preso in considerazione dalla propaganda atea. Rudy Rucker, matematico statunitense ha infatti affermato: «se è possibile che vi siano regioni con ulteriori dimensioni, è molto probabile che in qualche luogo Dio le abbia portate all’esistenza».

Vale la pena ricordare, inoltre, che il primo a teorizzare il Multiverso è stato un celebre teologo cattolico vissuto nel XII° secolo, dal nome di Roberto Grossatesta. “New Scientist” ha riportato che Tom McLeish, un fisico presso la Durham University, e i suoi colleghi hanno cercato di scrivere in termini matematici quello che Grossatesta ha scritto con parole in latino, trovando che i modelli al computer di questo processo hanno prodotto esattamente il tipo di universo che Grossatesta descriveva: una moltiplicazione interna di sfere concentriche.

Ad occuparsi in modo esaustivo di Roberto Grossatesta ci ha pensato lo scrittore Francesco Agnoli nel suo libro Roberto Grossatesta. La filosofia della luce (Edizioni Studio Domenicano 2007).

La redazione

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26 commenti a Il primo a formulare il Multiverso? Il teologo Grossatesta

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  1. Max ha detto

    C’e’ un articolo anche sull’Huffington Post:

    http://www.huffingtonpost.com/2014/04/02/multiverse-philosopher-middle-ages_n_5075959.html

    Tra i commenti c’e’ anche quello di V. Stenger. E’ un bravo astrofisico ma ha idee critiche nei confronti della religione. Stenger aveva sminuito un po’ Grosseteste ricordando che il Multiverso era presente gia’ in alcuni pensatori greci. Ma un altro ateo, T. O’Neill, lo corregge.

  2. salvatore campagna ha detto

    la teoria del multiverso,non provata,è l’ennesima via di fuga di quegli scienziati non credenti che non vogliono ammettere l’esistenza di Dio.

    • Enrico ha detto in risposta a salvatore campagna

      Sicuramente gli scienziati atei hanno necessità di negare in qualche modo l’esistenza del trascendente (dobbiamo essere un po’ più cauti a parlare di Dio quando c’è questo tipo di scienza). Più che altro, con questa teoria fanno un buco nell’acqua, perché non si può porre fine all’infinita potenza creatrice di Dio, né tantomeno è dimostrabile che l’uomo viva anche in un altro universo, o, se vogliamo, in un altro pianeta del nostro universo.

      L’uomo “terrestre” è un caso unico. FOrse in altri mondi vivranno essere simili all’uomo, più o meno intelligenti: ma solo la nostra umanità è creata ad immagine e somiglianza di Dio, come tempio dello Spirito Santo e della Santissima Trinità. D’altronde, gli scienziati non parlano della presenza di uomini negli altri mondi, ma della possibilità che ci siano semplicemente “forme di vita”. Gli ateoni laicheggianti, al solito, rivestono questa espressione del tutto generica con le vesti della parola “uomo”.

      • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a Enrico

        Il tuo discorso ricalca l’idea antropocentrica del passato. Ormai nessuno scienziato crede più all’antropocentrismo, infatti non spenderemmo tempo e risorse nel cercare tracce di vita su Marte o pianeti lontani con le caratteristiche per ospitare la vita. Infine, se si parla di vita al di fuori della Terra è normale riferirsi alla vita organica in generale, giacchè si suppone che questa prima o poi evolverà anche in forme più “intelligenti” delle precedenti.
        Dire quindi che l’uomo “terrestre” è un caso unico è la tipica professione di fede che nulla ha a che vedere con l’ambito scientifico, affermare poi che esista Dio e che noi siamo gli unici esseri nell’Universo è un’affermazione di pura fantasia, infatti sappiamo bene che neanche lontanamente puoi dimostrare quanto dici.

        • beppino ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

          Dire quindi che l’uomo “terrestre” è un caso unico è la tipica professione di fede che nulla ha a che vedere con l’ambito scientifico…

          Il problema é che nessuno finora può dimostrare ineluttabilmente che l’affermazione é errata. Questa é scienza… il resto é solo uso della tastiera in modo più o meno articolato e variopinto ma senza dare alcun contributo alla discussione.

          • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a beppino

            Forse ti sfugge che io contestavo a chi aveva scritto “L’uomo terrestre è un caso unico”. Non è questa è una professione di fede?

            • domenico ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

              voglio vederlo uno scienziato che non sottoscriverebbe proprio la frase “L’uomo terrestre è un caso unico”!

              • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a domenico

                Si? E troveresti anche uno scienziato che dica: Solo la nostra umanità è creata ad immagine e somiglianza di Dio?

                • Ottavio ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                  Caro amico dubbioso, l’onere della prova è a tuo carico. Ad oggi l’uomo è un caso unico nell’universo conosciuto, è un dato oggettivo per la conoscenza odierna.

                  Quando si proverà il contrario cambierà anche il dato oggettivo.

                  Dovresti anche dubitare che il dubbio sia sapienza, ma non lo fai perché sei incoerente.

            • beppino ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

              Forse a lei sfugge il fatto che “l’uomo terrestre é un caso unico” é una frase su cui la scienza, finora, può solo ipotizzare tanti: 1) “puo’ darsi…”, 2) “con molto probabilità…”, 3) “forse…”, 4) “non c’é nulla che faccia presupporre il contrario…”, 5) “statisticamente potrebbe essere…”, … n) “per adesso non so ma siamo sulla buona strada…”, ma nessuna certezza. E se non c’é certezza…

              • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a beppino

                Enrico, che scrisse quella frase, per “terrestre” (virgolettato nell’originale) intendeva forme di vita simile alla nostra e ha specificato ben chiaro che solo noi siamo a immagine e somiglianza di Dio. Se sei d’accordo con lui, hai prove scientifiche per poterlo dimostrare?

                • Ottavio ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                  Come ho scritto sopra, l’onere della prova è a tuo carico. Oggi, per quanto ne sappiamo, è oggettivo fare l’affermazione di Enrico…chi vuole sostenere il contrario deve dimostrarlo.

                  • LawFirstpope ha detto in risposta a Ottavio

                    Poi però il rasoio di Occam viene usato a sproposito per affermare la non esistenza di Dio…

                  • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a Ottavio

                    La prova la dovrebbe apportare chi dice che siamo unici nell’universo, non ti pare? Ma ancor di più chi dice che se anche esistessero creature intelligenti come noi, solo noi siamo a immagine e somiglianza di Dio, di colui cioè che avrebbe creato tutto l’universo. Universo comprensivo anche di queste altre creature intelligenti. Se questa non è una professione di fede dimmi tu cos’è… E di prove ovviamente non ne parliamo…

                    • Ottavio ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                      E’ oggettivo dire che siamo gli unici nell’universo conosciuto, altrimenti sapremmo dell’esistenza di extraterrestri. Possibile che in futuro conosceremmo altre forme di vita, ma attualmente non è così. Chi afferma il contrario, come te, deve dimostrare l’esistenza di extraterrestri.

                      Rispetto all’essere fatti ad immagine e somiglianza di Dio entriamo in un campo in cui la scienza non può approdare. I cristiani credono nella Bibbia, dove è scritto che l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Vogliamo creare polemiche anche su questo?

                    • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                      Ti invito a trovare la frase dove avrei affermato che è provata l’esistenza di vita extraterrestre.
                      Ho invece richiamato l’attenzione sulla persona che ha affermato testualmente: “Forse in altri mondi vivranno essere simili all’uomo, più o meno intelligenti: ma solo la nostra umanità è creata ad immagine e somiglianza di Dio“. Questa è un’affermazione antiscientifica e basata su una pura professione di fede, oltrettutto non conforme alla versione ufficiale della Chiesa. Se continuate a non volerne prendere atto è una grave carenza vostra, non certamente mia.

                    • Ottavio ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                      La frase da te citata non è antiscientifica ma semplicemente non scientifica, esattamente come la tua reazione scomposta.

                    • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                      Non hai risposto alla mia domanda.

                    • Eli Vance ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                      Finchè si rimane in ambito scientifico, l’onere della prova spetta a chiunque si sbilanci in affermazioni concernente l’esistenza o inesistenza di qualcosa; nel caso di specie è finora documentata solo la vita sulle Terra, per altre affermazioni servono altre prove o indizi atti a produrre un ragionevole dubbio, che ti invito a riportare.
                      Se hai la pazienza di rileggere i tuoi stessi commenti, troverai delle costanti che viziano pressochè tutte le tue repliche:
                      1) Viene dato per scontato che i mezzi e le qualità dell’ambito scietifico siano atti a fornire puntale risposta a tutte le tematiche qui sollevate;
                      2) Il principio del dubbio come inizio di conoscenza non viene da te stesso presa in considerazione nelle tue affermazioni, il che giustifica in pieno le accuse di incoerenza.
                      3) Il parallelismo ateismo=scienzati; certune affermazioni di alcuni scienzati non credenti hanno contribuito alla popolarità di questi ultimi non il per il loro merito scientifico, ma perchè ritenute valide dagli appartennti di qualche ideologia o corrente filosofica, mi sembra invece che tu non abbia ben chiara la distinzione.

        • Chi sei tu a dubitare l’esistenza di Dio e dell’Universo…. Io posso provare l’esistenza di Dio perché ho fatto esperienza di Lui e della sua infinita misericordia……So già qual è la tua risposta……(mi hanno fatto il lavaggio al cervello). E sai perché te la voglio anticipare io…..?Perché è la risposta che mi è stata data altre volte da persone che la pensano come te…..(BEATI QUELLI CHE PUR SENZA VEDERE CREDERANNO)….San Tommaso quando ha visto, ha esclamato: “Mio Signore e mio Dio”…

          • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a malacrinis filomena

            Apporta la prove allora…

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

              Ma di quali prove parli? Siamo ancora alla dimostrazione scientifica di Dio?

              Tu puoi dimostrare che non sei un cervello attaccato ad un computer che ti crea la realtà e la memoria? Finché non mi “apporti le prove” per me non sei una persona degna di diritti umani. Ah, mi devi anche “apportare le prove” che le persone care che ti sono attorno ti vogliono davvero bene e non stiano fingendo. Senza prove scientifiche, spendere la vita vicino a loro è un atto folle e irrazionale, degno di chi ha ricevuto un lavaggio di cervello.

              “Apporta le prove”….pazzesco quanto siamo messi male.

              • Bonifax ha detto in risposta a Paolo Viti

                Non si può dire nulla sul trascendente se si utilizza come metodo di indagine la scienza empirica, che per sua definizione indaga l’immanente.

                La scienza arriva molto vicina al confine della realtà fisica, ma non può varcarlo; per cercare di fare ciò è necessaria l’apologetica.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

              Ah, dimenticavo. Sai “apportare le prove” che il dubbio è l’inizio della sapienza? Se fosse vera come frase dovresti dubitarne, ed invece la affermi, senza prove, con sicumera. Solo dal tuo nome dimostri che non saprai mai portare a termine la sfida dialettica che vuoi intraprendere contro “i cattolici”.

              • Dubium sapientiae initium ha detto in risposta a Paolo Viti

                Coltivare il senso del dubbio è una virtù, su questo non ci piove. Che dubbio dimostra chi invece afferma che “solo noi siamo a immagine e somiglianza di Dio” o chi dice “io posso provare l’esistenza di Dio”, senza poi poterlo fare?
                Vi difendete gli uni con gli altri per partito preso e senza argomentare, io ho chiesto di dimostrare quanto affermate (i due esempi che qui ho riportato) e voi non ne siete capaci e noin volete neanche riconoscere che non potete rispondere a tali quesiti. Non capisco poi cosa dovrei dimostrare io, se non ho proclamato nessuna verità definitiva. Vi lascio quindi con le vostre false certezze.

                • Paolo Viti ha detto in risposta a Dubium sapientiae initium

                  Il dubbio è confusione, coltivare la confusione è l’opposto di un ordinato scopo razionale. Il dubbio paralizza non è una virtù, la certezza è roccia sulla quale costruire…bisogna coltivare il gusto per la certezza, non il masochismo per il dubbio.

                  Non ho letto gli esempi che hai citati, ti ho solo voluto far riflettere su quanto fosse sciocco parlare di “prove” su tematiche extrascientifiche (non antiscientifiche, come ti è stato fatto notare).

                  Parli di “false certezze”. Se mi comportassi come te dovrei chiederti di “dimostrare” e “apportare prove” su questa definizione. Non è più utile per tutti confrontarsi senza sfidare gli altri, come invece sembri fare tu?

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