Germania: secolarizzazione e occultismo

Occultismo“Quando il cielo si svuota di Dio, la terra si popola di idoli”, diceva il teologo K. Barth. Più che una massima sembra essere un’evidenza storica dopo l’ubriacatura di secolarizzazione che ha sconvolto il ‘900, triplicando per l’uomo i vitelli d’oro davanti a cui inginocchiarsi (la Razza, il Comunismo, il Nazismo, la Natura, la Scienza, la Politica ecc.) e lasciando oggi le società meno cristianizzate in balia di miriadi forme di spiritualismi vari, esoterismi e pseudoreligioni.

Ne è un caso classico la Germania, ex terra protestante e dunque la più esposta tra i maggiori stati occidentali all’effetto secolarizzazione. Lo Spiegel nel 2011 ha annunciato che nel 2010 vi è stato un picco di persone che ha deciso di uscire dalla Chiesa cattolica (in gran parte dovuto allo scandalo sugli abusi sessuali), ben 180mila, per la prima volta un dato superiore a quanti abbandonano ogni anno quella protestante. Uno studio del 2011 ha invece attestato che la Germania nel suo complesso si trova al di sotto della media europea di “religiosità”, con solamente il 47% della popolazione che afferma di credere in Dio. Ad abbassare tale media è la parte orientale della Germania, la regione al mondo con il maggior numero di non credenti (52,1%). La causa è da ricercarsi nella forte secolarizzazione impressa dal nazismo con l’aggiunta della successiva eredità marxista.

Se dunque la Germania è vista come la testa d’ariete della secolarizzazione occidentale, a confermare la citazione iniziale di Barth è la definizione arrivata in questi giorni di “repubblica dell’occulto”. Il processo di scristianizzazione infatti pare viaggiare in parallelo al giro d’affari legato all’esoterismo, che quest’anno ha toccato quota 20 miliardi, il doppio di dieci anni fa. Un tedesco su quattro è aperto a guaritori, terapie alternative e cure spirituali, oltre il 40% ha un’opinione positiva su astrologia e new age, oltre la metà ha simpatia per l’antroposofia e la teosofia.

Una prova esattamente opposta a questo fenomeno l’ha mostrata nel 2008 lo studio “What Americans Really Believe”, una delle indagini più vaste mai condotte sugli atteggiamenti degli americani verso la religione, mostrando che la religione cristiana tradizionale diminuisce di molto la credulità generale, dai lettori dei tarocchi all’astrologia. Si è notato inoltre che gli irreligiosi e i membri delle denominazioni protestanti più liberali, lungi dall’essere resistenti alla superstizione, tendono ad essere molto più propensi a credere nel paranormale e alla pseudoscienza.

Due altri fenomeni per cui purtroppo la Germania viene citata è la crescente cristianofobia, come segnalato dal sociologo Massimo Introvigne, coordinatore dell’osservatorio della Libertà religiosa del Ministero degli esteri, e la pesante denatalità che secondo l’Ufficio statistico federale tedesco è arrivata ai minimi storici (anche qui).

La redazione

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