Salute e aborto in Uganda: le balle del Guttmacher Institute

Sede Planned parenthood Il governo americano continua incredibilmente a fidarsi delle relazioni sull’aborto del Guttmacher Institute, ovvero l’ente di ricerca di Planned Parenthood, cioè la catena più grande del mondo di cliniche abortiste. Inutile evidenziare l’enorme conflitto di interesse.

Nella sua ultima relazione il Guttmacher ha guarda caso raccomandato all’Uganda un maggior accesso all’aborto e alla contraccezione come modo per migliorare la salute delle donne e ridurre le gravidanze indesiderate. E’ la solita solfa abortista, nonostante sia ormai palesemente dimostrato che i Paesi in cui l’aborto è illegale godono di ottimi dati sulla mortalità materna e che la contraccezione non diminuisce affatto il tasso di interruzioni di gravidanza.

L’istituto abortivo ha stimato che poco più del 54% delle gravidanze in Uganda non sono intenzionali, e «il livello elevato di gravidanze indesiderate e il divario tra la reale e la desiderata fertilità  in Uganda può essere attribuito in gran parte all’insufficiente uso dei contraccettivi». Con il ragionamento del Guttmacher, un maggiore accesso ai contraccettivi in Uganda abbasserebbe il tasso di gravidanze indesiderate. Eppure gli Stati Uniti, che vantano un “bisogno insoddisfatto” di contraccezione del solo 6-7 per cento, hanno quasi la metà delle gravidanze come involontarie e tali gravidanze hanno più probabilità di finire in aborti negli Stati Uniti rispetto all’Uganda: il 47 per cento contro il 30 per cento.

grafico aborto

 

Le stime di mortalità materna legati all’aborto in Uganda sono variabili. Guttmacher cita fonti inedite di stima che arrivano al 26% e secondo lui sono dovute, guarda caso, all’aborto non sicuro. Tuttavia il dato è il doppio dei tassi diffusi dal Ministero ugandese nel loro annuale rapporto 2011-2012. Inoltre, mentre Guttmacher chiede un maggiore accesso ai contraccettivi e aborti, il Ministero della Salute ugandese ha definito le proprie priorità per la salute materna attribuendo il lento miglioramento della mortalità materna alla «mancanza di risorse umane […], farmaci e materiali di consumo ed edifici e attrezzature adeguate».

Dunque siamo alle solite: dati male interpretati, considerazioni parziali e tanta ideologia.

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6 commenti a Salute e aborto in Uganda: le balle del Guttmacher Institute

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  1. edoardo ha detto

    Secondo il mio modi di interpretare la realtà, dietro la massiccia campagna martellante per l’aborto e la sterilizzazione nei Paesi in via di sviluppo sotto l’egida dell’ONU, in realtà si nasconda non il timore della sovrappopolazione come la gente crede, ma che queste Nazioni, una volta avviate ad un livello di sviluppo tale da renderle competitive nei confronti dell’Occidente, possano disporre di una notevole quantità di popolazione giovane e attiva in grado di sfruttare al meglio le loro risorse minerarie e produttive in genere, così da mettere in difficoltà l’Occidente nell’approvvigionamento delle materie prime e nelle risorse energetiche.
    Praticamente l’Occidente, considerato quello che sta succedendo in India ed in Cina, e la crisi che erode sempre di più le economie dell’ex-Occidente sviluppato, sta disperatamente cercando di correre ai ripari mettendo un freno al suo incubo: la popolazione giovane dei Paesi in via di sviluppo, quando questi si avvieranno ad utilizzare le risorse di cui dispongono.
    In questa ottica vedo con crescente favore la papabilità di Turkson.
    L’Occidente neo-liberista e massonico guarda con crescente preoccupazione le Nazioni in via di sviluppo che rischiano di allontanarsi dalla sua orbita di influenza del mercato globale, la nuova forma del neo-colonialismo.
    E la Chiesa affonda sempre più le sue radici in quelle Nazioni, e vanta una sterminata quantità di opere missionarie nel continente africano: è lì che deve guardare con crescente interesse, secondo me: nello sviluppo dell’Africa, il cristianesimo è parte integrante e svolge un ruolo-chiave, molto più delle oligarchie massoniche del mercato globale.
    Leggete l’articolo (breve) in questo link:
    http://www.policymic.com/articles/25679/cardinal-peter-turkson-5-facts-about-the-potential-first-black-pope

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  2. MarcoF ha detto

    La cosa non mi stupisce: è ovvio che il ladro dirà che rubare non è una cosa sbagliata, come l’assassino dirà che è giusto uccidere.

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    • semelets ha detto in risposta a MarcoF

      Magari fosse come dici!
      Se il linguaggio degli abortisti fosse così esplicito, la gente comune non abboccherebbe: se il testo della legge 194 recitasse che è giusto che una madre possa uccidere il bambino sano entro il terzo mese (e anche dopo se il bimbo è malato), le persone di senso comune inorridirebbero: la parola “uccidere” non la troverai da nessuna parte, perchè la coscienza si ribellerebbe d’istinto.
      Non so se hai seguito qualche settimana fa, in questo sito, una discussione con Luigi Pavone su questi temi: la linea delle sue argomentazioni si basava proprio sul fatto che la legge 194 non autorizza l’omicidio, ma solo l’interruzione della gravidanza.
      Naturalmente la mia non vuole essere una critica al tuo intervento, da cui ho solo voluto prendere spunto per portare l’attenzione sulle ipocrisie linguistiche dei cultori di morte.

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      • MarcoF ha detto in risposta a semelets

        Sono d’accordo con te!! Come ad esempio per l’eutanasia non si dice omicidio, ma “fine vita”, come per “addolcire la pillola”…..

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  3. manuzzo ha detto

    Purtroppo non hanno capito (o fanno finta di non capire) che in paesi dove le pensioni non esistono, una famiglia li vuole e come sette figli, anche perché dei sette solo un paio riusciranno a prendersi cura dei genitori anziani….

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  4. Lorenzo Gatti ha detto

    No, appare evidente come le nascite vadano regolate con sistemi contraccettivi: sull’aborto si può discorrere serenamente. Ma prima del concepimento non si elimina alcuna vita umana.

    Truffaldino il link postato sull’inefficacia dei contraccettivi: se un singolo pratica sesso con o senza preservativo è scientificamente ed universalmente provato che il rischio di fecondazione crolla DRASTICAMENTE.

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