Dr. John Crown: «mai un caso in cui l’aborto fosse veramente necessario»

Dr. John CrownUn’asserzione che potrebbe suonare scontata alle orecchie dei sostenitori del diritto alla vita ma che lo è decisamente meno se a pronunciarla è un eminente dottore irlandese che per sua stessa ammissione non si definisce pro-life. Il dottor Crown, oncologo, professore e recentemente politico irlandese, ha infatti dichiarato: «Non credo d’aver mai incontrato un caso dove l’aborto fosse necessario a salvare la madre».

L’affermazione, giunge in un momento cruciale per il diritto alla vita nella repubblica Irlandese, sotto attacco dalla riscossa del movimento abortista che fino ad oggi aveva sempre considerato e utilizzato l’IVG come “terapia salva vita” fondamentale per la salute della donna come il cavallo di battaglia per le sue campagne. Tuttavia, a minare la credibilità degli abortisti, insieme alla voce del dottor Crown s’aggiunge anche il recentissimo studio del Pensions and Population Research Institute (PAPRI) che sottolinea la «bassa incidenza di malattie materno-infantile» e una generale miglior salute tra le donne irlandesi, riconducibile al divieto all’aborto.

I gruppi pro-life locali hanno accolto favorevolmente la dichiarazione del dottore, sostenendo che «conferma quello che i medici esperti più anziani hanno sempre detto: l’aborto non è mai medicalmente necessario». Inoltre, sottolinea Rebecca Roughneen di Youth Defence, come gli abortisti si siano lanciati in una campagna sfacciata di “falso allarmismo” in cui «ripetono continuamente le stesse bugie […]. Il fatto è che, come il Dottor Crown ha fatto notare, tutte le prove mediche dimostrano che non sono vere». La notizia è stata è stata riportata da LifeSiteNews.com.

Nicola Z.

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18 commenti a Dr. John Crown: «mai un caso in cui l’aborto fosse veramente necessario»

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  1. a-ateo ha detto

    colpisce la notizia che 100.000 bambini Irlandesi sono stati salvati da morte dal divieto di aborto,la salute mentale delle donne migliora, meno tumori al seno, meno danni al sistema immunitario, meno danni alla società per l'”esplosione” dell’immigrazione dovuta all’implosione demografica (cfr. vicina Inghilterra…)
    Solo gli imbecilli “pro-death” totali possono continuare a usare i vecchi argomenti basati sul caso-limite dello “stupro”, quello della mamma in pericolo di vita mi pare smentito dal Dr. Crown…
    Quello dello stupro è debole per il fatto che la donna stuprata provoca la morte di un feto innocente inutilmente: la società può benissimo rilevare il neonato e affidarlo ad altre mani. Non vedo come la morte del bambino possa aiutare o consolare la donna stuprata.
    Semmai le donne vanno difese con ogni possibile strumento da qualsiasi modo di violenza, perchè la nostra sembra essere diventata una società basata sulla violenza del più forte nei confronti del più debole, fino al caso emblematico dell’aborto…
    Bisogna uscir fuori al più presto da questa logica perversa.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a a-ateo

      Esatto, l’aborto in questo senso è l’infischiarsene della società delle donne violentate, dato che si preferisce una soluzione veloce (ma assolutamente non indolore) ad una a lungo termine e che richiede impegno e collaborazione ma che dà frutti molto positivi.

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    • Claudio ha detto in risposta a a-ateo

      Quindi mi stai dicendo che una ragazza di 15 anni è giusto che tenga un bambino di padre stupratore e nel qual caso non voglia tenerlo che questo ipotetico bambino venga affidato ad una struttura? Cioè meglio che nasca nella disgrazia e che causi sofferenza a più persone rispetto ad una morte nell’inconscienza dello stesso e nella pace?

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      • Paolo ha detto in risposta a Claudio

        Vedi, Claudio, un figlio, anche se da padre non voluto, non è ipotetico. Non si sono mai visti dei figli ipotetici. La questione chiave dell’aborto, e , in generale, della legge morale naturale è questa: esiste uno standard di comportamento più alto di quello che proviene dalla mia scelta? Se non esiste, allora tutto potrebbe essere fattibile, perchè dipenderebbe solo dalla mia volontà, o dalla volontà del legislatore umano, della maggioranza. Se si, a chi affidare la risposta a questa domanda, se non a una norma che dipende dal fatto di essere uomini e donne, di natura intermedia a quella puramente materiale o spirituale, quindi creati da Dio? Se non c’è Dio, allora tutto è lecito.
        La storia ha abbondantemente fornito le prove delle opzioni più o meno felici che derivano dalla risposta a questa domanda. Non parlo solo di opzioni hard, come Auschwitz, ma anche soft, come quelle occidentali, liberali, in cui la maggioranza decreta ciò che è bene, degno di essere rispettato, o invece “optional”, a disposizione dell’uomo. Un uomo staccato da Dio, dalla relazione viva con Dio.

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      • Leonardo ha detto in risposta a Claudio

        Quante eventi di questo genere accadono in italia?
        Che percentuale sono in confronto al totale?
        Costruire una legge solo su una eccezione mi sembra pericoloso ed assurdo.

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      • lorenzo ha detto in risposta a Claudio

        Anticamente le colpe dei padri ricadevano sui figli, concetto rimasto parzialmente anche nella giurisprudenza attuale per quanto riguarda, ad esempio, le eredità debitorie.
        Esisteva anche il concetto di vittima sacrificale: le colpe di altri venivano addossate ad animali o, peggio, persone, e questi pagavano per altri.
        Poi la civiltà aveva fatto dei passi in avanti e sembrava ormai culturalmente assodato che le responsabilità di una determinata azione è individuale e che ognuno deve pagare per ciò che ha commesso, ed ora tu, e disgraziatamente tantissimi come te, sostenete che un essere umano innocente deve essere condannato per le colpe di un altro essere umano colpevole?

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    • joseph ha detto in risposta a a-ateo

      Il vero problema dello stupro e della conseguente “necessità” dell’aborto è che sono più simili e connessi di quanto non si possa immaginare: in entrambi i casi si trasforma un atto d’amore in atto violento, in entrambi i casi il corpo della donna è visto come oggetto: nel primo caso come oggetto da sfruttare, nel secondo caso come “macchina” con una “imperfezione” da eliminare, come se, dopo,tutto potesse ritornare come prima….illusione…
      La triste verità è che le ideologie che hanno portato alla legalizzazione dell’aborto si sono preoccupate di “liberare” il corpo della donna, ma si sono dimenticate della sua anima.

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  2. Tommaso B. ha detto

    Se la gente sapesse cos’è l’amore e cos’è la vita, allora gli farebbe male solo a pensare all’aborto. Personalmente mi fa male, lo escludo a prescindere, non per la mia fede, ma perchè è impensabile, contro ogni etica e contro la stessa vita. Fa ribrezzo pensare di abortire una persona solo perchè è meno fortunata di noi.

    “Un giorno un mio amico ha detto che era pro deth, per esempio quando una persona veniva stuprata. Allora l’ho portato in un orfanotrofio per bambini abbandonati da giovani madri, ci hanno accolto un sacco di bambini sorridenti, anche con dei problemi più o meno gravi. Poi ho detto al mio amico: Questi poveri bambini dovrebbero tutti morire, che vita di *** senza genitori, con questi problemi, chissà perchè sono così felici, meriterebbero di morire perchè non sono nati nel momento giusto, i genitori dovevano ucciderli prima che nascessero, guarda nelle loro facce sorridenti quanto soffrono. Dalle sue lacrime ho capito che aveva imparato la lezione. “

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  3. Maria Domenica ha detto

    Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l’aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me
    Madre Teresa di Calcutta

    L’aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla
    Giorgio La Pira

    Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l’aborto è un crimine.
    Gandhi

    Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio.
    Pier Paolo Pasolini

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  4. giovanna ha detto

    già, che i medici che diagnosticano la morte della madre per un eventuale parto (e spesso rischia grosso anche il futuro bambino) si divertono tanto per dare spessore al muro abortista così pieno di falle… per il bello della parcondicio 😀
    l’aborto non è un crimine. la nascita non è un crimine. nessuno ha chiesto di nascere con un utero funzionante. tutti a straparlare delle condizioni psicologiche di noi “postabortine”… vi dico che se ci fosse un dio, lo ringrazierei ogni giorno di avermi dato la possibilità di non avere un figlio assieme a quel coglione del mio ex. beh, nel vostro caso lo maledireste… ma tutto fa parte del disegno divino, sia resa grazia a dio per il mio “dono” 😉

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    • Kosmo ha detto in risposta a giovanna

      “assieme a quel coglione del mio ex.”

      Come ben sai, i cog***ni vanno a coppie…

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    • Lucy ha detto in risposta a giovanna

      giovanna, non avevo dubbi che nella tua vita vi fossero delle sofferenze e dei rapporti tranciati. Lo si vede dalla rabbia per come ti esprimi. Ti sono comunque vicina.

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  5. giovanna ha detto

    tralaltro è divertente sentirmi chiamare prodeath, come se facessi rituali necromantici e mi divertissi a montare ed animare cadaveri XD
    poveri necromanti, con questa crisi anche loro avranno pochi posti di lavoro 😀
    soprattutto devo ringraziare Tommaso B. per la storia della “troietta che ha imparato la lezione”, mi ha fatto sganasciare 😀

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