Gli storici pisani contro l’iniziativa dell’UAAR

L’UAAR crea nuovi dispettucci reazionari alla Chiesa. Questa volta si è inventata la crociata contro le campane di Pisa per presunti rumori molesti di cui fantomatici cittadini si sono lamentati con loro e non con l’amministrazione comunale , dato che il Sindaco ha smentito che ci siano state segnalazioni di questo tipo (cfr. Ultimissima 4/8/10).

L’iniziativa è nata come reazione del circolo UAAR di Pisa alla lettera che l’associazione di storici Amici di Pisa ha inviato al quotidiano locale “Il Tirreno” la settimana passata, con la quale si chiedeva ai «vari parroci di suonare le campane il 6 agosto alle 21 per celebrare San Sisto, il primo patrono della città». La stimata associazione, che conta circa duecento iscritti (vedi qui), ha dichiarato in un comunicato: «La nostra Associazione, è costretta -suo malgrado- ad intervenire pubblicamente per ricordare, casomai ce ne fosse bisogno, che il suono delle campane cittadine per le ore 21 del 6 Agosto in onore primo Santo Patrono di Pisa, San Sisto, ha molteplici scopi. Il primo di questi è onorare la memoria del primo Patrono di Pisa e riprendere una tradizione tipica della nostra Associazione, il secondo per ricordare ai pisani -nella forma più naturale e semplice possibile con il suono delle campane- quanto sia stata gloriosa ed importante, il terzo per ricordare i pisani della Repubblica caduti per difendere la città, il quarto per mantenere viva la memoria storica della città. Il quinto motivo si ricollega ad un fatto storico: Kinzica de’ Sismondi nel 1004 fece suonare di notte le campane di Pisa per svegliare i pisani dall’assalto saraceno già in atto alla città». Quindi i motivi sono anche storici e non solo religiosi. Continuano poi: «Francamente non pensavamo che il suono delle campane cittadine alle 21 fosse una immissione tremenda da sconvolgere l’equilibrio psico-fisico di persone in cerca di notorietà. Né tantomeno meritevole di un regolamento acustico comunale. Pensavamo che queste persone invece, in modo razionale e asettico, avessero di che ridire sullo spaccio di droga a tutte le ore del giorno e della notte in pieno centro storico. Pensavamo che queste persone avessero qualche cosa da ridire sulla movida notturna che genera forti squilibri sociali irrisolti».

E invece all’UAAR interessano solo i dispettucci infantili. «Pensavamo che queste persone avessero a cuore la buona gestione della città nei suoi molteplici aspetti. Capiamo benissimo che ogni Associazione abbia il proprio fine sociale. E’ però ingiusto, da irrilevante minoranza, porsi gratuitamente di traverso alla volontà della stragrande maggioranza della popolazione, imprigionando in un eccesso di democrazia il comune sentimento popolare, di tradizione e di storia. Perché quella di Pisa è storia con la S maiuscola. Gli altri cercano di farla a tutti i costi, senza costrutto. E che hanno paura che un rintocco di campana possa sconvolgergli un’anima inquieta» (da PisaNews).

E’ solo l’ennessimo ridicolo tentativo per dimostrare (o autodimostrarsi) che gli atei moderni possono smuovere le montagne. Peccato che per ora smuovano soltanto l’assopita coscienza cristiana italiana, come si è dimostrato nella sollevazione popolare a difesa del crocifisso (cfr. Grazie all’UAAR migliaia di crocifissi in più nelle scuole e nei comuni italiani).

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