Jovanotti passa dal “nonostante il Vaticano” a “la Chiesa è casa mia”
- Ultimissime
- 12 Giu 2026

Il percorso di Jovanotti nella Chiesa. Dalle Clarisse di Cortona alla testimonianza: “La Chiesa è Dio nella storia, casa mia”
A Cortona si parla solo di Jovanotti.
Negli ultimi giorni il noto rapper italiano, Lorenzo Cherubini, è tornato ad intrecciare musica, memoria personale e riferimenti fraterni al mondo ecclesiale, tra incontri pubblici e testimonianze.
Jovanotti e l’amicizia con le Clarisse
Durante un incontro nella chiesa di San Francesco, voluto dalle suore Clarisse del monastero di Santa Chiara, il cantautore ha parlato del santo di Assisi.
Il riferimento a Francesco non è stato isolato, ma inserito in un contesto di dialogo con le Clarisse, con cui Jovanotti mantiene da anni un rapporto personale e di vicinato.
In particolare con la badessa, suor Luciana, che definisce «una giovane mistica con i piedi per terra e il cuore radioso»
Il cantante ha raccontato anche il loro sostegno nella preghiera durante i suoi impegni internazionali, segno di un legame continuativo e non occasionale.

Jovanotti, la Chiesa e la fede: no concerti il Venerdì Santo
(30/04/2011)
Sempre a Cortona, l’artista ha rievocato ricordi d’infanzia legati al convento.
Visite da bambino, la familiarità con le suore e un contesto che, nelle sue parole, ha segnato la sua crescita personale. «Storie di altri tempi che mi porto nel cuore».
Così come porta la memoria del fratello Umberto, morto in un incidente aereo: «Era un cristiano vero, andava a messa ogni domenica, girava con la Bibbia in macchina, tutta sottolineata. Ora quella Bibbia ce l’ho io».
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
La benedizione del vescovo
Parallelamente, Jovanotti ha partecipato anche alla chiusura dello YouTopic Fest alla Cittadella della Pace di Rondine.
Durante il suo intervento, ha coinvolto sul palco il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Andrea Migliavacca, chiedendogli una benedizione: «Benedica il popolo! Ne abbiamo bisogno, di questi tempi. Vieni su!».
“La Chiesa è casa mia”
Nel 1994 Jovanotti cantava “Penso positivo” in cui diceva di credere «solo in una grande chiesa» sincretista, che dopo Che Guevara, Madre Teresa, Malcom X, Gandhi e San Patrignano «arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano».
Nel dicembre 2024, esattamente trent’anni dopo, Aldo Cazzullo gli ha chiesto se avrebbe riscritto la prima parte della strofa (quella sulla chiesa sincretista) e la risposta è stata affermativa: «Sono più ecumenico del Papa».
Sul “nonostante il Vaticano” non si è espresso però, pur definendosi un «illuminista riluttante», spiegò di aver lasciato «la porta aperta al mistero, anzi spalancata. E ci passa una corrente travolgente».
Ha raccontato, ad esempio, di essersi rifiutato di cantare “Imagine” di John Lennon perché «non voglio cantare un mondo in cui non esista la religione. Un mondo senza religioni sarebbe peggiore, perché la fede è la cosa più umana di te».
E forse le parole più sorprendenti dell’intervista sono la concezione della Chiesa cattolica non come onlus, ma come «trascendenza. È la presenza di Dio nella storia».
Cazzullo è rimasto sorpreso: “Ne parli con molta passione”. Risposta: «La Chiesa è casa mia. Ci sono nato dentro».



















0 commenti a Jovanotti passa dal “nonostante il Vaticano” a “la Chiesa è casa mia”