Suonavo con Vasco, ora suono per Dio: parla Nando Bonini
- Ultimissime
- 03 Giu 2026

La storia del chitarrista di Vasco Rossi, oggi francescano secolare. Nando Bonini racconta il successo con “Gli spari sopra” (1993) e la sua conversione.
Che bella l’intervista al chitarrista Nando Bonini.
E’ stata pubblicata pochi giorni fa sul canale YouTube dei frati carmelitani scalzi, nel format “Carmelitanza”.
E’ il racconto del suo percorso: dagli anni d’oro con Vasco Rossi fino alla conversione, passando per la crisi interiore, la preghiera e una nuova vita dedicata alla musica come testimonianza di fede.
Oggi Bonini è membro dell’Ordine francescano secolare.
Una confessione lunga, spesso interrotta da emozione, ironia, e consapevolezza tardiva. Soprattutto è attraversata da una domanda costante: che cosa resta quando “hai tutto”?
Nando Bonini, Vasco e “Gli spari sopra”
L’inizio della carriera di Bonini è fatta di piccole band, studi, collaborazioni, pubblicità, dischi.
Poi l’ingresso nella Steve Rogers Band e infine la proposta di entrare nell’entourage del nuovo disco di Vasco Rossi. È l’inizio di un’epoca.
«Facciamo questo disco, “Gli spari sopra”, con una tournée che durò un anno e mezzo tra palasport e stadi», racconta.
Siamo tra fine anni ’80 e tutti gli anni ’90, quando Vasco passa definitivamente da fenomeno italiano a icona di massa negli stadi. Bonini è chitarrista stabile tra studio e tournée, assieme a Maurizio Solieri e Andrea Braido.
La collaborazione con il rocker emiliano prosegue fino al 2005.
Bonini non lo nasconde: «Questo per noi, per me soprattutto, che volevo fare questo mestiere, è stato il massimo».
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La crisi, il crollo e la conversione
Il “massimo” porta però spesso con sé anche il “minimo“.
Nella vita di Nando Bonini non c’è un crollo improvviso ma una consapevolezza progressiva: «Mi sono reso conto che i miei comportamenti stavano facendo del male a persone care, ma anche a me stesso».
Il contesto è quello dei grandi tour, della vita “oltre il palco”, fatta di eccessi, tentazioni, identità che si deformano.
Il musicista non entra nei dettagli scandalistici. Va più in profondità: «Il problema non era salire sul palco, il peggio era dopo. È il contorno che c’è intorno a certe cose».
Ed è lì che emerge la parola chiave: «La superbia è una brutta bestia».
Uno dei momenti simbolici del racconto è lo stadio San Paolo di Napoli. Prima del concerto, un dettaglio apparentemente insignificante: davanti a una statua della Madonna, Bonini racconta: «Dentro di me la voce mi dice: “La vuoi finire? Nando, mi fai schifo“».
E’ una rottura interna per lui. È il punto in cui il successo smette di proteggere e inizia a pesare.
Racconta il chitarrista di Vasco: «Mi sono trovato in ginocchio sotto l’acqua nel giardino di casa. Piangevo come un bambino». E ancora: «Dentro di me gridavo aiuto a Dio. Non avevo più nulla dentro. Nessun pensiero. Aiutami tu».

“Ora suono per Dio”
Dopo quell’episodio, arriva anche un ritorno alla fede più strutturato: «Mi sono confessato dopo 40 anni in Duomo a Milano».
E’ una rinascita. Dopo aver pensato di smettere completamente, Bonini sceglie un nuovo modo di suonare: «L’unico momento che prendevo la chitarra era la sera: il mio primo modo per pregare».
Nasce un’Ave Maria musicata, semplice, quasi minimale. Viene trasmessa a Radio Maria e genera una reazione inattesa. «La gente ha cominciato a chiedere: perché non fai qualcosa dedicato alla Madonna?», ricorda il musicista.
Così, racconta, «dal 2001 siamo in giro per l’Italia con un sacco di persone». Concerti, musical, spettacoli, testimonianze, piazze, teatri e palasport con la compagnia teatrale In Cammino per Betlemme.
«Cerco di non parlare più di me, ma di Dio», rivela. «Però devo partire sempre da me. Questa è la cosa che ancora sto cercando di capire».

Tutto passa, anche Vasco Rossi
Alla fine dell’intervista, c’è una sintesi finale semplice ma radicale: «Quando credi di avere tutto, non hai proprio niente. Il tutto è davvero Dio. Tutto il resto… non lo è».
Il racconto di Nando Bonini è una storia di “caduta e redenzione”, di un uomo che ha attraversato il massimo del successo e ha scoperto che anche quello non basta.
Perché quando il palco si spegne, rimane solo una verità: tutto passa, anche Vasco Rossi. Solo Dio resta.


















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