Ci mancava solo la teologa che critica il Papa per la Via Crucis

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Le bizzarre accuse di Claudia Paganini al Papa. Dal patriarcato durante la Via Crucis alla scelta dei viaggi: ma la Chiesa non si giudica con una mentalità secolarizzata.


 

Criticare il Papa è lo sport più praticato nella storia dell’umanità per acquisire visibilità.

Ultimamente va di moda anche, e soprattutto, tra i cattolici. Che lo faccia una teologa quindi non stupisce, più che altro a sorprendere sono le motivazioni.

 

“La Via Crucis del Papa? Palcoscenico di mascolinità”

Claudia Paganini, teologa italo-austriaca, studiosa di etica dei media all’Università di Innsbruck e militante nel Partito dei Verdi, ha infatti definito la celebrazione della Via Crucis una sorta di «palcoscenico della mascolinità».

Ha infatti accusato la scelta del Leone XIV di portare personalmente la croce lungo tutto il percorso.

Mentre il Papa ha spiegato di voler inviare un segno visibile di partecipazione alla sofferenza del mondo Paganini ha letto questo gesto come l’immagine del maschio forte capace di sostenere il peso e di incarnare un’autorità visibile e dominante.

La teologa ha poi incredibilmente collegato l’iniziativa di Leone XIV ad una più generale «semantica politica del leader forte», accostando il gesto papale a figure come Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu.

Leader che si presentano potenti, dice, ma creano «sofferenza, devastazione e caos». Così il Papa «con il topos dell’uomo forte non offre alcun contrappeso, ma piuttosto ribadisce una pericolosa retorica politica».

Nel variopinto elenco di critiche bizzarre mancava proprio qualcuno che scovasse del patriarcato perfino nella la Via Crucis.


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Claudia Paganini contro la visita papale a Monaco

La teologa ha criticato anche il viaggio a Monaco del pontefice, giudicandolo «mancanza di sensibilità teologica» l’averlo «privilegiato tra tutti i luoghi come meta di viaggio».

Era meglio visitare altri luoghi per lei, come Gaza o l’Ucraina.

La visita papale a Monaco è stata anche oggetto di ironia anche sul web. Lo ha fatto poche ore fa il comico Maurizio Crozza prendendo in giro il pontefice e ricordando demagogicamente che il primo viaggio di Francesco fu Lampedusa.

A parte il fatto che Leone XIV ha già compiuto un primo viaggio in Turchia e Libano nel dicembre scorso, inoltre Monaco è solo una delle decine di mete geografiche che Leone XIV visiterà quest’anno, tra cui Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Né Monaco né alcuna di queste è stata scelta in base al PIL o alla ricchezza degli abitanti.

 

Perché il Papa non va a Gaza o in Ucraina

Il Papa va ovunque, tra i ricchi e tra i poveri.

Con un’unica eccezione: laddove vi sono limiti reali.

Luoghi come Gaza, l’Iran o l’Ucraina sono oggi contesti geopolitici delicatissimi e una visita papale avrebbe sì un altissimo peso simbolico ma causerebbe enormi ed imprevedibili conseguenze che rischierebbero di peggiorare ancor di più la situazione degli abitanti.

A livello logistico richiederebbero inoltre condizioni di sicurezza estrema, infiniti accordi tra le parti in conflitto e una tale preparazione da risultare praticamente impraticabile organizzare un viaggio.

Lo stesso Papa Francesco ha desiderato fino all’ultimo trovare il modo di recarsi personalmente presso l’unica parrocchia di Gaza ma ha dovuto desistere, limitandosi a telefonare ogni sera e sostenendo costantemente i suoi rappresentanti locali.

 

Giudicare la Chiesa con mentalità secolarizzata

C’è poi un aspetto piuttosto evidente.

Trasformare ogni gesto del Papa in una dichiarazione sociologica da valutare attraverso categorie metapolitiche – dalla critica al “patriarcato” fino alla scelta di mete in base alle emergenze belliche – rivela una mentalità secolarizzata.

La Chiesa non funziona come un attore geopolitico, né come un osservatorio sociologico.

Non calibra i suoi gesti per adeguarsi alle narrazioni femministe o alle logiche mediatiche che impongono di presidiare fisicamente ogni emergenza di guerra, ma li radica in una missione universale orientata alla persona e alla verità che trascende il tempo, le mode e gli scenari geopolitici.

Autore

La Redazione

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