Il parroco incastra il finto prete: la trappola e poi l’arresto
- Ultimissime
- 10 Apr 2026

Carità non è ingenuità. La bizzarra storia di Arcisate, di un finto prete che viene incastrato dal parroco.
Ad Arcisate, in provincia di Varese, la scena sembra uscita da una puntata di Don Matteo.
Un sedicente sacerdote, una richiesta di denaro “per beneficenza” e un parroco che, invece di cascarci, organizza una trappola insieme ai carabinieri.
Il finto prete e la trappola di quello vero
Tutto comincia con una telefonata.
Dall’altra parte della cornetta un uomo si presenta come padre Gabriele da Roma e racconta una storia edificante: c’è un cuoco in difficoltà, servono urgentemente più di 500 euro per aiutarlo. Un appello alla carità, insomma, che farebbe leva su chiunque, a maggior ragione su un sacerdote.
Ma don Claudio Lunardi non si lascia incantare. I dettagli sono vaghi, il racconto poco convincente, e qualcosa non torna.
Decide così di usare prudenza e chiama il 112. Da lì parte un’operazione semplice ma efficace: fingere di accettare la richiesta e organizzare una consegna controllata del denaro.
Il truffatore, un 51enne italiano già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, si presenta convinto di aver trovato una vittima facile. Ritira il denaro e prova ad allontanarsi, ma ad attenderlo ci sono i carabinieri, che lo bloccano in flagranza. Le accuse sono quelle classiche in questi casi: truffa e sostituzione di persona.
La carità non fa rima con ingenuità
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di finti sacerdoti o falsi operatori religiosi che sfruttano la buona fede — e la naturale inclinazione alla carità — per ottenere denaro. Non è raro che le vittime siano anziani o persone particolarmente sensibili a richieste “solidali”.
Qui però la lucidità del parroco rivela che la carità cristiana non è ingenua e va bene porgere l’altra guancia, ma senza spegnere il senso critico.
Queste tra l’altro sono le disavventure che capitano anche ai preti. Tra messe, confessioni e opere di carità, devono fare i conti — come tutti — con truffatori, raggiri e piccoli drammi quotidiani. Questa volta, però, è finita bene. Tranne che per il finto prete.
















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