Cresce la rete cattolica che sostiene i convertiti dall’Islam

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Fiorisce TavNet, una rete di sostegno pastorale per i neo-convertiti dall’Islam. Sono oltre 300 i membri che ricevono aiuto laddove la conversione è percepita come tradimento sociale.


 

Una rete di supporto per accompagnare persone convertite dall’Islam alla fede cattolica.

Si chiama St. Nicholas Tavelić Network for Morisco Catholics (www.tavelicnetwork.org), o più semplicemente TavNet, ed è stata fondata formalmente nell’agosto 2024 dopo un incontro di sette giorni a Canterbury, in Inghilterra.

Si tratta di un’iniziativa laica ma strettamente cattolica che oggi conta circa 300 membri in tutto il mondo e sostiene i convertiti dall’Islam, persone spesso isolate e prive di un adeguato supporto pastorale.

Nell’agosto scorso è nata invece l’Association of Hebrew Catholics, una rete molto simile ma orientata ad accogliere gli ebrei convertiti al cattolicesimo.

 

Cosa fa TavNet per i convertiti dall’Islam

Il nome richiama San Nicola Tavelić, frate francescano croato del XIV secolo martirizzato a Gerusalemme per aver proclamato pubblicamente il Vangelo davanti alle autorità islamiche.

L’obiettivo principale della rete è offrire cura pastorale, accesso ai sacramenti, cure psichiatriche e catechesi solida e intelligente in contesti in cui l’uscita dall’Islam viene percepita come un tradimento sociale o religioso.

Gran parte dell’esperienza di TavNet nasce dal vissuto dei suoi stessi membri.

Hasan, uno dei fondatori, è un ex musulmano sciita di 29 anni che ha visto nascere la rete da un gruppo informale online, creatosi proprio per condividere preghiere, riflessioni e fraternità tra convertiti che difficilmente trovavano accoglienza nelle comunità locali.

I problemi principali dei neo-convertiti, spiega il giovane, sono le difficoltà famigliari e psicologiche, molto più che ostilità da parte delle autorità. Soprattutto per quanto riguarda le giovani donne.

 

Come evitano il disorientamento spirituale

Un altro aspetto interessante è il modo in cui TavNet cerca di mantenere una continuità spirituale con le pratiche religiose precedenti dei convertiti.

Per molti musulmani, la preghiera quotidiana in orari ben scanditi è un elemento centrale della fede e perdere questa struttura può generare un senso di “smarrimento religioso”. Per questo la rete promuove la recita dell’Ufficio delle Lodi, del Rosario e altre devozioni tradizionali, per rendere la transizione più organica e spiritualmente significativa.

Un altro elemento che accomuna molti convertiti dall’Islam è la centralità della devozione mariana e dell’Eucaristia, sacramenti che spesso costituiscono un punto di svolta nella loro esperienza di fede.

 

Il ruolo dei sogni e la lassità dei cattolici

La rete è fiorente e Hasan ricorda l’incoraggiamento ricevuto da Papa Francesco. Non mancano i problemi, soprattutto l’esame accurato dei potenziali convertiti musulmani perché, dice, «c’è sempre il rischio di infiltrazioni».

Un’altra fonte di scoraggiamento è la lassità e l’incoerenza morale che i neo-convertiti trovano talvolta tra i cattolici.

Ha anche testimoniato un fenomeno globale tra i musulmani, compresi i combattenti dell’ISIS, dell’incontrare Cristo nei sogni e convertirsi alla fede, soprattutto in stati remoti a maggioranza musulmana.

Inizialmente scettico al riguardo, dopo aver fondato TavNet la sua incredulità è svanita dopo aver constatato che più della metà degli aderenti «ha avuto non solo sogni ma, in alcuni casi, visioni da sveglio. Soprattutto tra i giovani».

 

Un’esperienza interessante che va sostenuta concretamente.

Autore

La Redazione

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