La prostituta di Napoli che si convertì ascoltando Radio Maria
- Ultimissime
- 28 Mar 2026

La storia di Maria di Napoli, la prostituta che visse la conversione ascoltando e scrivendo a Radio Maria. Fino al giorno della morte.
Una vita segnata dalla violenza, dalla solitudine e dalla disperazione può cambiare direzione in modo imprevedibile.
È quanto racconta la vicenda di Maria di Napoli, una prostituta la cui storia è diventata negli anni una testimonianza intensa di conversione legata all’ascolto di Radio Maria.
Maria di Napoli e le lettere a Radio Maria
La prima lettera a Radio Maria arrivò il 13 dicembre 1992.
La donna cominciò casualmente ad ascoltare la radio mariana e, in particolare, un programma condotto da Federico Quaglini intitolato “Il fratello”.
Dopo un certo periodo di ascolto scrisse proprio a Federico, presentandosi come assistente sociale e raccontando i suoi tentativi falliti di suicidio. «Evidentemente», scrisse il 27/01/1993, «il Signore, se esiste, non vuole ancora la mia vita».
Nelle lettere che seguirono, Maria di Napoli rivelò di essere una prostituta «non per bisogno di guadagno ma per stordirmi», affermò il 17/01/1993.
«Quando rientro a casa dopo di aver dato ai porci (scusami di questa reale espressione) la possibilità animalesca di sfogare i loro istinti», proseguì, «mi sento ancora più sola con un amaro in bocca e quel che è peggio con una voglia matta di suicidarmi».
In quella lettera aggiungeva una richiesta: «Aiutami, caro Federico, ad uscire da questa tremenda situazione e chiedi al Signore per me il dono della fede, quella fede che ho incominciato a desiderare da quando ascolto Radio Maria che è poco tempo».
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La conversione della prostituta
A Federico inviò 15 lettere in un anno e il conduttore radiofonico iniziò a leggerle in radio, facendo affezionare gli ascoltatori alla donna.
Le lettere raccontavano un’esistenza segnata dal degrado materiale, dagli abusi subiti dal padre, da un’immensa solitudine e una profonda ferita interiore.
Leggendo le lettere (qui si possono leggere integralmente), si intravede il progressivo cambiamento interiore di Maria di Napoli: il suo linguaggio muta radicalmente, scopre la Misericordia di Dio e si sente chiamata da Lui.
L’ascolto di Radio Maria diventa la sua boccata d’aria per emergere dagli stupri che subisce, dalla violenza degli uomini.
Inizia a frequentare una parrocchia di Napoli e la comunità le si fa vicina, frequenta la Messa e manifesta chiaramente la volontà di ricevere i sacramenti, la Confessione e l’Eucaristia.
Gradualmente comincia a uscire dalla prostituzione anche se, confessò il 16/2/1993, i “protettori” la pedinano se esce e «se rimango in casa sono disturbata da telefonate provocatorie, oscene ed intimidatorie». Aggiunse però che avrebbe iniziato a breve le lezioni di catechismo per prepararsi alla Prima Comunione e alla Confermazione.
Il conduttore radiofonico Federico è devoto a Padre Pio e anche la donna si reca a San Giovanni Rotondo, si confessa e sperimenta per la prima volta «una gioia immensa».
«Nel confessionale c’era un sacerdote che non conoscevo», raccontò il 28/03/1993. «Sono stata liberata da catene insopportabili. Finalmente ho conosciuto l’amore e ho sperimentato la misericordia di Dio attraverso questo grande sacramento. Ora mi sento libera. Non sono più prigioniera di un mondo di peccato e schiavitù. Quando sono uscita, mi sono sentita come se stessi volando».
Maria riuscì anche a trovare la forza di far visita al padre in carcere, il suo abusatore quando era bambina. «L’ho visto piangere come un bambino e in ginocchio implorarmi perdono», scrisse sempre nel marzo 1993. «Ho sentito spontaneamente il desiderio di abbracciarlo e baciarlo con affetto».
Nella Pasqua 1993, Maria di Napoli ricevette i sacramenti, scrivendo che «la mia esperienza di vita è un miracolo. Ora non ho più paura di nulla».
Da quel giorno altre prostitute iniziarono a scrivere a Radio Maria, riabilitate dall’esempio di Maria.
La malattia e la morte a 35 anni
Purtroppo, invece, la sua storia prese una svolta drammatica negli ultimi mesi del 1993.
Secondo una lettera della zia, Maria venne ospitata in Svizzera per curare una grave malattia che colpì il suo fisico, già provato dagli anni di sofferenza.
La zia raccontò a Radio Maria che la donna aveva riconciliato i rapporti familiari e aveva vissuto momenti di serena comunione con la fede ritrovata, circondata da persone che le volevano bene.
L’ultima lettera di Maria di Napoli a Radio Maria è datata 26 settembre 1993. La scrisse quattro giorni prima di morire di cancro e testimoniò il suo incontro con Dio attraverso la sofferenza.
Morì il 30 settembre 1993. Aveva solo 35 anni.


















2 commenti a La prostituta di Napoli che si convertì ascoltando Radio Maria
Il Signore ha scelto quando portarla con Lui in Paradiso!
Riposa in pace, anima santa!