Il fisico Ugo Amaldi: «Dalla scienza alla fede, scelta razionale»

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Il celebre fisico è stato premiato dal presidente Mattarella. Ma a Ugo Amaldi va riconosciuta anche la grande capacità di far dialogare scienza e fede.


 

Ugo Amaldi è ufficialmente Cavaliere di Gran Croce.

Il prestigioso titolo, assegnato nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenta il riconoscimento pubblico di una carriera straordinaria, interamente dedicata alla ricerca scientifica e alle sue applicazioni in campo medico.

 

Chi è Ugo Amaldi

Si tratta di uno dei più importanti fisici italiani contemporanei, con una carriera internazionale nel campo della fisica delle particelle e della fisica medica.

Dopo decenni di lavoro al CERN di Ginevra, contribuendo a importanti esperimenti sulla struttura della materia, si è orientato verso applicazioni concrete della ricerca, diventando il principale promotore dell’adroterapia in Italia e della nascita del Centro nazionale di adroterapia oncologica (CNAO) di Pavia, una delle strutture più avanzate al mondo nella cura dei tumori con fasci di particelle.

Ma accanto al profilo dello scienziato emerge anche un tratto meno noto, la sua riflessione sul rapporto tra scienza e fede.


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Le due trascendenze: orizzontale e verticale

Un anno fa, Amaldi ha raccontato un itinerario personale che lo ha portato, nel corso della vita, a interrogarsi sempre più seriamente sulla dimensione religiosa.

Devoto cattolico, il celebre fisico ha anticipato la pubblicazione di un libro a cui sta lavorando, intitolato: “Una scienza, due trascendenze”.

Le “due trascendenze” sono il cardine del suo pensiero, di cui ha parlato anche durante un evento internazionale organizzato dalla CEI nel 2009, i cui atti sono stati raccolti nel libro “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto” (Cantagalli 2010).

In quell’occasione, Amaldi ha riflettuto se fosse lecito per gli scienziati uscire dai confini del naturalismo.

Citando il biologo Jacques Monod, il celebre fisico osservò che il noto biologo abbracciò una forma di trascendenza orizzontale quando applicò l’assenza di progetto nei fenomeni evolutivi e nella selezione naturale a tutto ciò che è al di fuori della scienza.

«Un passo intellettualmente legittimo», scrisse il fisico italiano, «ma che comunque trascende il sapere scientifico»1U. Amaldi, “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, Cantagalli 2010, p. 184.

Non è diverso dagli scienziati che preferiscono, invece, una trascendenza verticale «e aderiscono alla fede in Dio creatore e sostenitore nell’essere di quella natura che è oggetto dello stesso sapere scientifico»2U. Amaldi, “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, Cantagalli 2010, p. 184.

Di fronte allo studio del mondo naturale, insomma, siamo tutti uguali. Poi ognuno sceglie la trascendenza orizzontale o verticale «per motivi filosofici o esistenziali che nulla hanno a che vedere con ciò che dalla natura ci dicono le scienze»3U. Amaldi, “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, Cantagalli 2010, p. 185.

 

Ugo Amaldi, dalla scienza alla fede

Qual è il messaggio di Ugo Amaldi, quindi?

Che la trascendenza orizzontale, cioè l’adesione totale al naturalismo, «non è più necessaria delle altre» e la trascendenza verticale ha altrettanta «legittimità intellettuale»4U. Amaldi, “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, Cantagalli 2010, p. 185.

Per questo la proposta di Ugo Amaldi ai cattolici è quella dell’adesione, senza remore, ad un naturalismo religioso o, ancora meglio, al naturalismo duale per indicare «la differenza ontologica, senza contrapposizione, tra Dio e natura«5U. Amaldi, “Dio oggi, Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, Cantagalli 2010, p. 184. Distinto, quindi, dal naturalismo monista.

Il presidente Mattarella non ha solo premiato uno dei più grandi fisici italiani, ma anche un pensatore capace di tenere insieme rigore scientifico e apertura al trascendente.

La figura di Ugo Amaldi testimonia che la ricerca della verità, quando è autentica, non si chiude nei confini della materia, ma resta aperta alla domanda sul senso ultimo della realtà. Fino a giungere, legittimamente, a una risposta trascendente.

 


Ugo Amaldi è inserito nel nostro elenco di scienziati credenti

Autore

La Redazione

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1 commenti a Il fisico Ugo Amaldi: «Dalla scienza alla fede, scelta razionale»

  • Paolo ha detto:

    Il riconoscimento a Ugo Amaldi onora un pensiero capace di distinguere senza separare. Se il fisico parla correttamente di “naturalismo duale” per salvaguardare l’autonomia della scienza, la prospettiva di Aristotele e Tommaso d’Aquino consente di compiere un passo ulteriore: quello della fondazione.

    Esiste infatti una conoscenza “orizzontale” — interdisciplinare, storica e dialettica — che indaga i fenomeni, e una conoscenza “verticale”, dimostrativa, che attinge all’architettura dell’essere. Relativismo e nichilismo non si superano con la sola cultura o con la politica, ma mediante una metafisica capace di ricondurre il molteplice all’unità del Verbo. Adorarlo non è un atto sentimentale, ma il primo gesto realistico: dove la creatura riconosce di non essere principio a se stessa, nasce la misura.

    La pace non è un equilibrio politico, ma, come insegna Agostino d’Ippona, «tranquillitas ordinis»: il riflesso storico di un ordine che l’uomo non crea, ma riconosce. Quando invece la volontà — tecnica o ideologica — pretende di stabilire da sé il criterio dell’ordine, l’essere diventa materia disponibile al più forte.

    Solo subordinando la forza al Bene e alla Verità — cioè alla realtà della persona — si passa da una metafisica dimidiata a un autentico realismo, in cui il limite non è un ostacolo da infrangere (come nelle derive del transumanesimo), ma una verità da riconoscere e onorare.

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