Scisma tra gli Anglicani: disconosciuta l’arcivescova di Canterbury
- Ultimissime
- 09 Mar 2026

Ad Abuja (Nigeria) lo scisma degli Anglicani. Centinaia di vescovi contro Sarah Mullally, nuova primate d’Inghilterra, accusata di progressismo e deviazione dottrinale.
L’anglicanesimo globale è sempre più diviso.
Come avevamo preannunciato, dal 3 al 6 marzo 2026 si è tenuto un importante convegno ad Abuja (Nigeria).
Centinaia di vescovi e rappresentanti del clero e dei laici aderenti al GAFCON (Global Anglican Future Conference), importante gruppo all’interno della Comunione anglicana, si sono riuniti rappresentando una parte consistente dell’anglicanesimo mondiale.
Il GAFCON è presente soprattutto nelle regioni dove il cristianesimo continua a crescere, il cosiddetto Global South.
Presa di distanza dall’anglicanesimo progressista
Vescovi e leader provenienti soprattutto da Africa, Asia e America Latina hanno deciso di prendere le distanze dal nuovo arcivescovo di Canterbury, l’arcivescova progressista Sarah Mullally, prima donna a diventare primate d’Inghilterra.
E’ stata accusata di aver abbandonato l’insegnamento biblico tradizionale.
Le province anglicane occidentali, in generale, hanno abbracciato completamente i falsi miti del progresso, deviando completamente da temi morali fondamentali, come il matrimonio e l’etica sessuale.
Uno dei punti centrali del vertice era la possibilità di designare un leader alternativo all’arcivescovo di Canterbury, figura storicamente considerata il simbolo dell’unità anglicana. Alla fine, però, i partecipanti hanno scelto una strada diversa: non un nuovo “capo”, ma una struttura di governo collegiale.
Alla guida è stato eletto l’arcivescovo del Rwanda, Laurent Mbanda, affiancato dall’arcivescovo brasiliano Miguel Uchôa come vice e dal vescovo Paul Donison come segretario generale.
Il documento finale della conferenza parla apertamente di “disimpegno” dalle istituzioni guidate da Canterbury. In concreto, molte chiese affiliate al GAFCON smetteranno di partecipare agli incontri ufficiali della Comunione anglicana e ridurranno la cooperazione con le sue strutture centrali.
Lo scisma de facto degli Anglicani
Nel documento finale, l’arcivescovo Mbanda ha precisato che «coloro che cercano di sviare la Chiesa non devono essere tollerati e i cristiani devono rifiutare di avere comunione con coloro che promuovono falsi insegnamenti».
I leader del movimento insistono nel dire che non si tratta di uno scisma, ma di un tentativo di preservare l’anglicanesimo storico.
Tuttavia, per molti osservatori, la realtà è già sotto gli occhi di tutti: si tratta di uno scisma de-facto, dove l’anglicanesimo sta vivendo una frattura profonda tra una componente sempre più teologicamente progressista e un Sud globale che rivendica fedeltà alla Scrittura.
E proprio da Abuja è arrivato il segnale più chiaro: il baricentro dell’anglicanesimo non è più a Canterbury.
Un monito per la Chiesa cattolica
Sarà interessante osservare come reagiranno i vertici della Chiesa cattolica di fronte a questa frattura.
Negli ultimi decenni il dialogo ecumenico con l’anglicanesimo è stato spesso presentato come un percorso verso una maggiore unità tra le Chiese cristiane, ma questa divisione solleva inevitabilmente nuove domande sul futuro.
Quanto accaduto ad Abuja rappresenta anche un monito.
La storia recente dell’anglicanesimo mostra con chiarezza come profonde divergenze dottrinali e morali possano condurre rapidamente a divisioni strutturali.
Per la Chiesa cattolica gli eventi di questi giorni costituiscono un promemoria eloquente: quando la fede e la morale diventano oggetto di negoziazione culturale pur di inseguire le mode del mondo, la comunione ecclesiale rischia di trasformarsi in una fragile coalizione destinata prima o poi a frantumarsi.
















1 commenti a Scisma tra gli Anglicani: disconosciuta l’arcivescova di Canterbury
Bentornati!!!