La lotta per la libertà religiosa di un grande giurista in Australia
- Interviste
- 02 Dic 2025

L’intervista a Patrick Parkinson, docente emerito di Diritto dell’Università del Queensland. Ecco come combatte da anni per la libertà religiosa in Australia.
Il lavoro che facciamo su UCCR è davvero stimolante.
Ci permette di entrare in contatto con tante persone in tutto il mondo, tra cui molti professionisti. Questo amplia costantemente la nostra visione della realtà.
Il dialogo con Patrick Parkinson ne è un esempio.
E’ uno dei principali giuristi australiani, professore emerito di Diritto dell’Università del Queensland, la quinta più antica e grande di tutta l’Australia. La sua carriera si è però sviluppata principalmente presso l’Università di Sydney.
Parkinson è autore di “Unshaken Allegiance“ (St. Matthias 2025), in cui esprime coraggiosamente la sua fede cristiana e il suo lavoro in difesa della libertà religiosa.
Un impegno nato dopo aver sperimentato sulla sua pelle la partecipazione clandestina al cristianesimo nella Cecoslovacchia dei primi anni ’80, e la persecuzione professionale subita mentre era preside di un istituto universitario australiano.
Abbiamo parlato del suo libro e, tra le tante cose, siamo rimasti sorpresi dal fatto che per lui, ad esempio, non è affatto una priorità il mantenimento pubblico dei simboli cristiani, come il crocifisso nelle scuole o nelle aule giudiziarie.
L’intervista al grande giurista australiano
DOMANDA – Prof. Parkinson, nel tuo libro osservi che la libertà religiosa non è più intoccabile ma viene oggi subordinata ad altri valori o interessi sociali. Da dove nasce questo cambiamento culturale?
RISPOSTA – Questo cambiamento culturale deriva da diversi fattori.
Il primo è la secolarizzazione: sempre meno persone tra le élite istruite credono, perciò si attribuisce minore importanza alla libertà religiosa quando essa entra in conflitto con altri valori.
Il secondo motivo è un profondo cambiamento delle norme morali comunemente accettate.
Al posto dei Dieci Comandamenti, ne è subentrato uno solo, ritenuto superiore a tutti gli altri: “Non discriminerai”. Chi considera questo valore morale come il più importante non ammette eccezioni.
Le persone accettano che il Papa debba essere cattolico, ma non sono più così sicure che debba essere uomo. I diritti legati all’uguaglianza possono dunque prevalere su quelli religiosi.
Il terzo motivo è che molte persone appartenenti alle élite secolarizzate aderiscono a una forma estrema di individualismo: si dovrebbe poter essere ciò che si desidera ed avere rapporti sessuali con chi si vuole, purché ci sia consenso e l’età appropriata.
Questo individualismo e libertarismo sessuale entra in conflitto con i valori cristiani.
Chi abbraccia questa visione è spesso ostile verso chi sostiene che esistano aspetti della nostra natura che non possiamo cambiare — come il sesso biologico — e non sopporta le restrizioni morali in materia di comportamento sessuale.
Come i cristiani possono resistere
DOMANDA – Come possono i cristiani difendere il diritto di vivere pubblicamente la propria fede?
RISPOSTA – Anzitutto, non accettando la via facile del credente segreto sul luogo di lavoro.
In secondo luogo, le Chiese devono collaborare, anche con persone di altre religioni, per fare pressione sui governi affinché proteggano la libertà religiosa.
Serve una voce forte nei Parlamenti per opporsi ai cambiamenti legislativi che potrebbero ridurre tale libertà.
I vantaggi dell’essere minoranza culturale
DOMANDA – Nel tuo libro descrivi la progressiva emarginazione del cristianesimo nella vita pubblica come un passaggio da una posizione di influenza a una di “minoranza culturale”. Può essere anche un’opportunità spirituale?
RISPOSTA – Quando ci si trova in una minoranza culturale, ci sono pochi vantaggi nell’identificarsi nominalmente come credenti — ad esempio partecipando alla Messa solo a Natale, a Pasqua o in occasione di cerimonie.
Coloro che continuano a proclamare la propria fedeltà a Gesù Cristo possono essere una minoranza, ma siamo una minoranza sempre più convinta e impegnata. La nostra fede può rafforzarsi proprio nella necessità di scegliere tra il plauso del mondo secolare e la consapevolezza di compiere la volontà di Dio.
Inoltre, le élite secolari hanno ben poco di valore da offrire in sostituzione del cristianesimo.
Molti cercano significato e scopo nella vita, insoddisfatti del poco che i nuovi atei hanno da offrire e delusi da uno stile di vita edonistico. Queste rappresentano importanti opportunità spirituali per noi che siamo fedeli a Cristo.
“I simboli religiosi non sono una priorità”
DOMANDA – In tutto il mondo occidentale, i simboli religiosi vengono spesso contestati in nome della neutralità. Cosa pensi della rimozione dei simboli cristiani dagli spazi pubblici?
RISPOSTA – So che alcune persone si preoccupano di questi temi. Io li considero di bassa priorità.
Non mi aspetto che gli spazi pubblici siano culturalmente cristiani, soprattutto in una società multiculturale come l’Australia, dove convivono musulmani, induisti, ebrei e fedeli di molte altre religioni.
Una fede incrollabile
DOMANDA – Sempre nel tuo libro, inviti i credenti a non cedere alla paura o al risentimento ma a coltivare una “fedeltà incrollabile” alla propria fede. In un ambiente culturalmente ostile, cosa significa concretamente questa fedeltà?
RISPOSTA – Essere “incrollabili” significa che, qualunque difficoltà derivi dalla mia fede, devo mantenere la mia fiducia e la mia speranza in Dio.
Come Daniele, Dio potrebbe non salvarmi dalla fossa dei leoni, ma posso almeno sperare che lo faccia. E se non lo farà, Dio resta sovrano, e io devo confidare in Lui qualunque cosa accada.
Avere una fedeltà assoluta a Gesù Cristo non richiede spiegazioni: prima di tutto siamo cittadini del Regno di Dio. Oggi questo può significare non conformarsi a una legge secolare o dover affrontare una causa giudiziaria.
Sono i tempi in cui viviamo, ma dobbiamo scegliere le nostre battaglie e assicurarci che siano battaglie per il Vangelo.
“Non sono più pessimista sulla libertà religiosa”
DOMANDA – Guardando al futuro, pensi che la libertà religiosa tornerà a essere riconosciuta come una pietra angolare del bene comune, oppure i cristiani dovranno prepararsi a vivere a lungo ai margini della cultura dominante?
RISPOSTA – Fino a circa tre anni fa ero piuttosto pessimista riguardo al futuro della libertà religiosa nei Paesi occidentali. Pensavo che la marea stesse calando e che non sarebbe tornata per molti decenni.
Ora sono meno pessimista. Sento parlare di un rinnovamento della fede tra i giovani adulti in molti Paesi. Coloro che chiedono l’abolizione delle esenzioni religiose dalle leggi sulla discriminazione si trovano ora di fronte a un’opposizione più efficace.
Vi sono poi anche fattori demografici. Chi non ha fede è anche meno propenso ad avere figli, mentre le persone di fede tendono ad averne di più.
Inoltre, molti Paesi occidentali stanno sperimentando alti livelli di immigrazione da nazioni con una forte tradizione religiosa, in particolare dall’Africa. Questo non cambierà la cultura rapidamente, ma mi aspetto che i nuovi migranti diventino cittadini più sicuri di sé nella seconda generazione.
Ciò porterà a cambiamenti sia culturali che legislativi.







30 commenti a La lotta per la libertà religiosa di un grande giurista in Australia
Forse invece della libertà religiosa si dovrebbe considerare la Verità religiosa.
Ho messo mi piace ma vorrei pori una domanda:
Premesso che la Verità non si è mai imposta con la forza (vedi il Vangelo), come ci si dovrebbe comportare quando due verità sono antitetiche tra loro?
Cercare quale delle due sia vera, perchè, due verità oggettive non possono esistere.
Che “due verità oggettive non possono esistere” è assolutamente vero!
Però gli islamici, ed altre religioni integraliste, convinti che la loro religione sia l’unica oggettivamente vera, applicano alla lettera quello che tu auspichi: invece della libertà religiosa considerano la loro verità (ovviamente minuscolo) religiosa!
Semplicemente non riuscite ad accettare il fatto che per voi cristiani la campana sta suonando!
Hai ragione: le campane stan suonando…
https://www.youtube.com/watch?v=nNdBwc0aM6A&list=RDnNdBwc0aM6A&start_radio=1
Beh in effetti i cristiani continuano ad aumentare in tutto il mondo, per giunta anche nella addormentata Europa si intravedono di nuovo segnali di crescita che segnano un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Se la campana suona, è per invitarci a partecipare alla messa, caro mio.
Del resto del mondo a me poco importa a me interessa solo l’Europa dove il trend è da decenni in negativo
In Europa i segnali ci sono carissimo, silenziosi ma ci sono. Il fatto che stiano aumentando i battesimi di giovani e adulti in Francia, UK o Belgio non è un caso. E del resto del mondo dovresti preoccuparti eccome, perché lì i numeri sono importanti. Noi europei, questo vizio di dimenticarci del resto del mondo, tra qualche anno lo pagheremo a caro prezzo 🙂
Guarda che in Europa ci sono quasi 750 milioni di persone e gioire per qualche migliaio di persone che si battezzano è gioiere dello 0,001% , veramente dei grandi segnali di cambiamento.
Di questo passo l’Europa diventerà una gigantesta Repubblica Ceca
Premesso che la maggioranza non fa la Verità.
E quanti erano i battezzati in Unione Sovietica? E quanti sono ora?
Dio ha l’eternità per cambiare i cuori.
Quindi devo presumere che tu no sei uno di quei 562,5 milioni di europei che si ritengono cristiani!
Il trend è comunque in negativo e sono più le persone che lasciano il Cristianesimo rispetto a chi fa ritorno
Se tu fossi una persona razionale e conoscessi un minimo di matematica, ti saresti accorto che, anche ipotizzando rimangano invariati la popolazione europea e la decrescita numerica attuale dei cristiani, ci vorranno non meno di quattro secoli perché i cristiani diventino minoranza!!!
Mi dispiace immensamente che tu non possa assistere alla realizzazione del tuo sogno!!!
Dimenticavo: sto riferendomi ovviamente al numero dei Cristiani in europa e non a quelli nel mondo.
No, non penso che lascino il cristianesimo, penso che non riescano a seguirlo. Per le distrazioni, sempre maggiori o per il peso della croce. Anche quelle piccole per chi non accetta la Verità.
Infatti se qualcuno lasciasse qualcosa, cercherebbe altro. Invece non si convertono ad altro. Semplicemente sono distratti da comodità.
Questo non è lasciare, è cedere a delle debolezze.
Anche nella situazione peggiore saremmo sempre di più dell’inizio: 11 apostoli e la madre del Signore. E con questa partenza Dio ha permesso di convertire tutto l’Impero Romano solo per Fede e senza ferire un solo soldato.
Caro Giorgio, Dio esiste, il nulla non può avere creato il tutto. Sarebbe come scrive che 0+0=100, non ha senso. E c’è un solo risorto, il Signore Gesù. Nessuno avrebbe rischiato di farsi mangiare dai leoni dei romani o lapidare dai vicini. Pensaci, inizia a pregare e convertiti.
Infine fai caso, nemmeno sul sito degli altri si da la possibilità di commentare, se fossero così in aumento dovrebbero far discutere.
Puoi stare tranquillo anche se domani arrivasse la prova dell’esistenza di Dio io non lo seguirei ugualmente perchè io posso tollerare un Dio che se ne sta seduto sul trono quando qui sulla terraci sono bambini che muoio di tumore tra atroci sofferenze, bambini che muoiono sotto le macerie causate dai terremoti e tutto ciò ha un unico progettista; Dio (se esistesse).
Come dice la Bibbia guai a coloro che fanno compromesso tra bene e male , quindi la questione è semplice o intervieni e dici di volere bene ai tuoi figlio o non intervieni e te ne sbatti delle sofferenza dei tuoi figli (e quindi sei un infame) e continui a farfugliare le solite scuse del presunto libero arbitrio, allora preferisco vivere una vita retta pur sapendo di essere già condannato alle fiamme dell’inferno
Se vivi rettamente, anche se non hai il dono della fede, nostra Madre Maria, Corredentrice per volere dell’unico nostro Redentore Suo Figlio Gesù, vero Dio e vero Uomo, ti sarà certamente vicina nel momento della tua morte e ti illuminerà riguardo alla Verità.
Sì, la Fede è un dono, non ho scritto il contrario. Senza considerare l’enciclica di Giovanni Paolo II: Fides e Ratio o a tutti i teologhi che ci sono stati.
Nel Vangelo è scritto che si salva.
o almeno non penso di aver scritto il contrario.
E poi se è un dono la potrà sempre richiedere pregando. Quindi l’ho invatato a pregare.
Pregare è carità.
“Ama Dio sopra ogni altra cosa”. Forse la misericordia non si può svincolare da Dio. Meglio invitare anche a pregare.
Premesso che non sono un teologo ma solo un peccatore.
E’ questo il punto senza Verità non sai se stai vivendo rettamente o no. Un assassino vive rettamente? Per lui sì, ma vive rettamente secondo la Verità?
No di certo.
La tua idea sulla sofferenza viene peechè sei attivo nel portare compassione (sei volontario in un ospedale?) o solo perché vuoi trovare una scusa per denigrare Dio in modo da non dover sottostare alla croce?
Che Dio ci protegga e ce le eviti, o la sofferenza in generale sono situazioni drammatiche ma come scrive San Paolo, il corpo è corruttibile per risorgere incorruttibile (1 Corinzi 15, 42).
Se già fossimo incorruttibili non potremmo nemmeno peccare. Quindi già saremmo esseri spirituali. Questo è sempre spiegato da San Paolo:
50 Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l’incorruttibilità.
Infatti se fossimo incorruttibili nemmeno esisterebbe il peccato, sarebbe impossibile uccidere un corpo incorruttibile e da qui nemmeno le opere di misericordia.
Non ci sarebbe da sfamare gli affamati tanto nessuno morirebbe di fame, né gli assetati, né gli ignudi per il freddo. E cosa faremmo? Dormire tutto il giorno? Tanto il corpo è incorruttibile, nemmeno sapremmo cosa sia il sonno. Feste tutto il giorno? Non ci sarebbero bevande, né cibo tanto il corpo non ne avrebbe bisogno. Balli o lussuria? Così da diventare simili agli animali. Un animale non sa che il suo corpo è corruttibile.
Cosa faresti con un corpo incorruttibile?
Capisci da solo che senza Dio anche un corpo incorruttibile sarebbe come un sasso. Convertiti e prega.
Ti ha mai spiegato nessuno che la fede è un dono?
E se una persona non ha la fede ma ha buon cuore e da da mangiare agli affamati, da da bere agli assetati, veste gli ignudi, alloggia i pellegrini, visita gli infermi, visita i carcerati, seppellisce i morti…., si salva o no?
Rispondo qui all’intervento che hai fatto sopra: “E poi se è un dono la potrà sempre richiedere pregando. Quindi l’ho invitato a pregare.”
– Dio dona la fede a suo insindacabile giudizio perché la cosa più importante per noi è la salvezza eterna: è vero che dobbiamo sempre pregare per la nostra fede, ma se il disegno di Dio per noi è che la nostra salvezza sia possibile anche senza il dono, in questa vita, della fede, questo è quello che è il meglio per noi… quando saremo di fronte a Dio la fede non ci servirà perché Lo vedremo come Egli è… rimarrà solo la Carità!
“… La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, .non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, .non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. .Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine…”
Non volevo scrivere altri ma atei.
Infine fai caso, nemmeno sul sito degli altri si da la possibilità di commentare, se fossero così in aumento dovrebbero far discutere.