Leone XIV promette: «Gli inferi non prevarranno sulla Chiesa»
- don Mario Proietti
- 25 Nov 2025

Nell’incontro di Leone XIV con i giovani americani si rinnova la promessa del “non praevalebunt” degli inferi sulla Chiesa, su cui riposa ogni speranza cristiana.

di
don Mario Proietti*
*Direttore Responsabile dell’Abbazia San Felice (Giano dell’Umbria)
C’è una frase che ha attraversato l’incontro di Papa Leone XIV con i giovani americani.
Un raggio di sole in una stanza che non vedeva luce da tempo. Una frase semplice, pronunciata senza clamore, capace però di cambiare lo sguardo di un’intera generazione.
Il Papa ha detto ai ragazzi: «Voi siete il presente della Chiesa».
Non il futuro. Non un domani incerto. Non un seme ancora da custodire. Presente.
I giovani sono “il presente” della Chiesa
È una prospettiva che rompe abitudini radicate. Per anni i giovani sono stati percepiti come una promessa distante, come una realtà da preparare, come una fascia d’età da accompagnare verso una maturità che sarebbe arrivata più avanti.
Papa Leone ha scelto un’altra via. Ha riconosciuto nei giovani una responsabilità già operante, un dono che sta agendo ora, un talento che non può essere messo da parte in attesa che “cresca”.
La giovinezza non è una malattia da cui guarire. È una vocazione. Una stagione in cui lo Spirito Santo parla con forza. Una terra in cui Cristo chiama, guida, provoca, orienta.
È qui che la parola evangelica “Non praevalebunt” fa brillare tutto di un’altra luce.
La certezza e la solidità della Chiesa
Il giovane può investire la sua vita perché Cristo ha garantito la solidità della Chiesa.
Può fidarsi della roccia su cui poggia il Vangelo. Può offrire tempo, energie, intelligenza, cuore, perché ciò che dona non si perde. L’impegno dei giovani non nasce dall’entusiasmo, ma dalla certezza. Una certezza che non dipende dalle circostanze storiche, ma dalla promessa del Signore.
Così il coinvolgimento attivo diventa la via attraverso cui il giovane matura la sua identità cristiana. La fede non si costruisce a tavolino. Si costruisce vivendo. Pregando. Servendo. Testimoniando. Amando Cristo nel presente.
Da questo cammino quotidiano nasceranno le scelte della vita adulta, in famiglia, nel lavoro, nella società, in qualunque vocazione il Signore suggerirà al cuore.
Leone promette: “Gli inferi non prevarranno”
Il dialogo di Papa Leone XIV con i giovani americani, durante la National Catholic Youth Conference di Indianapolis, è stato un momento di grande chiarezza cattolica.
Tra le molte indicazioni offerte, risuona una frase che ha colpito profondamente credenti e osservatori. È la promessa di Cristo a Pietro, citata dal Papa con semplicità e precisione.
Il Pontefice ha promesso ai giovani: «Le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa», riprendendo il versetto evangelico che attraversa i secoli e sostiene il cammino cristiano.
Questo richiamo non è apparso come un ornamento spirituale, ma come una chiave di lettura del presente e del futuro della Chiesa.
Papa Leone ha collocato questa promessa nel cuore della sua risposta a una giovane che esprimeva preoccupazione per il futuro ecclesiale: «Quando affrontiamo sfide o preoccupazioni per il futuro, è utile ricordare quella promessa che Gesù fece a Pietro. Gesù proteggerà sempre e guiderà sempre la sua Chiesa».
Parole nette, prive di ambiguità. Parole che restituiscono la pace teologale che nasce dalla fedeltà di Dio.
Antidoto all’orizzontalismo ecclesiale
Nota: questo richiamo è un antidoto potente contro ogni tentazione di orizzontalismo ecclesiale, di cedere alla logica del mondo che misura la vitalità della Chiesa solo con criteri sociologici o di successo mediatico.
È la verità che ci libera dalla tentazione più insidiosa: quella di salvare la Chiesa con le nostre forze umane.
La promessa “Non praevalebunt” non è stata utilizzata come slogan ma come fondamento della missione cristiana. È l’annuncio che libera dall’angoscia e permette di leggere la storia con uno sguardo soprannaturale.
Fiducia nella promessa del Signore
Per Papa Leone i giovani non sono un progetto. Sono un dono già attivo nella vita della Chiesa.
Per questo ha ricordato loro che la vocazione cristiana cresce nel presente: «Pregate. Partecipate alla Messa. Andate a confessarvi. Custodite l’amicizia con Cristo. Così riconoscerete ciò che il Signore vi chiede».
La solidità della Chiesa nasce da questi atti semplici. Sono i mattoni della santità quotidiana. L’intero discorso del Papa è stato un invito alla fiducia. Una fiducia che nasce dalla promessa del Signore e dalla sua presenza nella storia.
Le parole finali lo confermano: «Il Signore continuerà a guidarvi e a rafforzarvi mentre lo servite nella Chiesa e in ogni persona che Egli pone sul vostro cammino».
Il “Non praevalebunt” è il sigillo di queste parole. È la roccia su cui riposa ogni speranza cristiana. È la memoria viva della Chiesa che non si regge sulle forze degli uomini ma sulla fedeltà di Cristo.
Chi ascolta questa promessa può camminare nel presente senza timore. Chi la custodisce nel cuore può guardare il futuro con serenità. Chi la vive ogni giorno diventa testimone di una speranza che non delude.
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