E’ più grave il pranzo con i trans o una scomunica per scisma?
- Ultimissime
- 17 Nov 2025

Lo scomunicato Carlo Maria Viganò dichiara guerra alla Chiesa per l’accoglienza a persone omo e trans, post rilanciato dal vaticanista Aldo Maria Valli. Quando si perdono le proporzioni.
Ci ricordiamo dell’operazione Viganò?
Parliamo dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò che nel 2018 pretese le dimissioni di Papa Francesco accusandolo di aver coperto gli abusi del card. Theodore McCarrick.
Un colossale boomerang dato che, come scoprì UCCR, non solo le accuse erano false ma lo stesso Viganò elogiò più volte il prelato pur conoscendone gli abusi. Addirittura, nel 2013 celebrò messa assieme a lui.
Abbiamo inviato 8 domande a Carlo Maria Viganò alle quali non ha mai voluto rispondere.
Lo scomunicato Viganò e i suoi giornalisti
Il dossier Viganò fu preparato e divulgato da tre “ghostwriters”, a lui molto legati. Si tratta dei vaticanisti Marco Tosatti, Aldo Maria Valli e John-Henry Westen.
Bastò poco per capire che l’aggressione dell’ex nunzio era motivata solo dall’ostilità personale verso Bergoglio e l’insostenibile storia su McCarrick era una copertura. Sia lui che il suo entourage hanno infatti continuato a contrastare gesti e pronunciamenti di Francesco, oggi fanno lo stesso con Leone XIV.
Nel 2024 Viganò è stato scomunicato per scisma e, dopo essersi vantato della sanzione si è fatto riconsacrare dal vescovo antisemita e negazionista dell’Olocausto Richard Williamson, a sua volta scomunicato prima da Giovanni Paolo II e poi da Francesco.
L’ex nunzio è caduto lentamente nell’oblio, nessuno gli dà più retta e la sua voce sopravvive solo grazie ad un ristretto gruppo di seguaci. Si tratta di dichiarazioni esasperatamente cospirazioniste atte ad elemosinare briciole di attenzione.
Viganò e il cospirazionismo
Da sempre favorevole all’offensiva di Putin ai danni dell’Ucraina, ha definito Mosca legittima erede politica e religiosa di Roma e Costantinopoli, colei che «ricostruirà la civiltà cristiana» salvandoci «dal mostro transumano globalista della tecno-salute».
Ha negato l’esistenza del Covid, parlando di “psico-pandemia”, ha abbracciato le tesi sul Nuovo Ordine Mondiale della setta QAnon statunitense e ha inventato la “crociata del rosario” a sostegno di Trump e contro «chi si ribella ai comandamenti di Dio”».
A proposito di Trump, nel 2020 l’ex nunzio scrisse un testo apocalittico al presidente americano, avvisandolo di «un’élite guidata da Bill Gates che vuole sottomettere l’umanità intera» e «chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni». Concluse celebrando Trump come «strumento della divina Provvidenza».
La lettera trovò entusiasti consensi anche in Italia, innanzitutto da parte di Riccardo Cascioli, direttore de “La Nuova Bussola Quotidiana” che la celebrò come «lettura della cronaca in chiave biblica».
Mentre Antonio Socci linkò direttamente il commento ammirato di Marco Tosatti, Lorenzo Bertocchi (oggi direttore de “Il Timone”) si preoccupò di tirare le orecchie a padre Spadaro, reo di aver (giustamente) osservato «lo schema teopolitico fondamentalista» di Viganò.
L’ex nunzio è ritenuto colpevole di aver corrotto la fede di centinaia di persone, come testimonia il figlio di una madre morta credendo che il Papa fosse eretico e che la Chiesa si fosse venduta all’Anticristo.
L’isolamento di Viganò e il giro gay-friendly
Oggi, gran parte di coloro che sostennero il suo attacco alla Chiesa nel 2018 lo hanno scaricato.
Un esempio emblematico è la delegittimazione giunta da Roberto De Mattei, direttore di “Corrispondenza Romana” e fervido promotore del dossier contro Francesco «in nome della verità».
Nel 2024 ha divulgato la notizia che dietro a Viganò vi sarebbe Pietro Siffi, tradizionalista cattolico e organizzatore di matrimoni gay.
«Mons. Viganò viene applaudito quando accusa papa Francesco di essere circondato da un “cerchio magico” di “pervertiti”», spiega De Mattei, «se però qualcuno fa osservare a mons. Viganò che dovrebbe prendere le distanze dai personaggi che lo circondano legati al mondo gay-friendly, diviene colpevole del crimen leasae maiestatis».
Nel 2020 è emerso che anche Carlo Maria Viganò ricevette un trasferimento bancario dall’ex vescovo omosessuale (e molestatore di adulti) Michael J. Bransfield, collaboratore di McCarrick.
Il Papa, i trans e l’udienza a coppia omo
Eppure, nonostante i personaggi che lo circondano, Viganò è ossessionato dal tema arcobaleno.
E’ così intervenuto nuovamente nei giorni scorsi invitando tutti i cattolici a «contrastare con fermezza questa chiesa traditrice».
Si riferisce alla cresima conferita ad un omosessuale unito civilmente, celebrata da padre James Martin e all’udienza di Leone XIV a una delegazione dell’arcivescovo di Los Angeles, José Gomez, tra cui una coppia omo.
Si sa poco dell’udienza, se non le parole divulgate sui social da uno dei due, Alex Capecelatro, secondo cui «quando papa Leone ha saputo che siamo sposati ci ha accolti con inconfondibile calore e gentilezza, senza la minima esitazione». Non c’è conferma di questa narrazione, che sembra abbastanza strumentale.
In generale comunque, per quanto riguarda l’accoglienza, le udienze o i pranzi con persone omosessuali o transgender (come avvenuto ieri in Vaticano), abbiamo sempre detto che non vediamo scandalo.
Gesù di Nazareth pranzò con peccatori e prostitute e si auto-invitò alla tavola di Zaccheo, un criminale dell’epoca. A scandalizzarsi furono i farisei, gli stessi di oggi.
Caso diverso se vi fosse una chiara legittimazione, come avvenuto ad esempio nell’intervista recente a mons. Francesco Savino che abbiamo già commentato criticamente.
Ma incontrare, accogliere e abbracciare un peccatore non significa automaticamente legittimare. Questo equivoco ha oltre 2000 anni di storia.
Gli stessi che si lamentano, tra l’altro, avrebbero dovuto per coerenza protestare quando, nel settembre 2007, Benedetto XVI accolse in udienza il dittatore sudanese Omar al-Bashir, accusato di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nel Darfur.
Peggio accogliere omo o essere scomunicati?
Si può ovviamente discutere sull’opportunità pastorale di alcune scelte e se esse rischino di legittimare, direttamente o indirettamente, il peccato se non accompagnate da indicazioni chiare.
Ma siamo comunque lontanissimi dalla gravità di ciò che rappresenta uno scisma pubblico e conclamato come quello professato da Viganò, sanzionato con scomunica latae sententiae.
Chi è in rottura formale con la Chiesa cade solo nel ridicolo nell’ergersi a giudice di essa, dettando condizioni ai fedeli e invocane l’insurrezione.
Un atto ugualmente grave è quello di chi genera scandalo facendo da cassa di risonanza ad un individuo scomunicato per scisma, come fanno alcuni giornalisti sempre a disposizione per rilanciare le dichiarazioni di guerra di Viganò.
È paradossale che chi invoca la difesa dell’ortodossia cattolica scelga come punto di riferimento un individuo orgogliosamente scomunicato.
Nessun errore, vero o presunto, legittima la predicazione della ribellione, il cooperare per dividere i fedeli.
Lo scandalo più grande non è accogliere i peccatori e neppure, pur erroneamente, rischiare così di legittimarli. Più grave è istigare i fedeli -altrettanto peccatori- a odiare la Chiesa, l’unica che può salvarli.








20 commenti a E’ più grave il pranzo con i trans o una scomunica per scisma?
Vabbe’, ma non è che siccome Vigano’ è inguardabile (e lo è, almeno per buona parte), c’è bisogno di intortare i peana per l’accoglienza tout court a persone alle quali non viene detto (praticamente mai) che quell’accoglienza implica la conversione, e non è invece la giustificazione dei propri comportamenti. Non a caso tale padre Martin sj gongola a più non posso ogni volta. Ma lui è lui e gli altri…(citofonare marchese del grillo). Gesù accolse Zaccheo (che però si convertì), il padre accolse il figlio prodigo (che però si pentì) e l’adultera non venne condannata (ma fu invitata a non peccare più).
Cantare due volte la mezza messa non è che ne fa una intera.
Non è vero che l’accoglienza implica la conversione, ma dove sta scritto??? Come puoi pensare di violentare la libertà altrui dicendo loro “io ti accolgo ma tu ti converti”. Ma che mondo hai in mente?
Restando sull’esempio fatto da Uccr nell’articolo…non mi pare che Benedetto XVI abbia detto al dittatore del Sudan che sbagliava quando lo accolse in udienza privata.
Rileggi ti vangelo, e vedi cosa ha chiesto Gesù a quelli che volevano seguirlo. Ma che Chiesa hai in mente? Chi violenta che cosa? E di quale libertà parli? Se uno desidera far parte della Chiesa Cattolica ma vuole continuare a comportarsi come se non lo fosse, ha più di un problema. Di logica, innanzitutto. Non chiedo di entrare in una comunità di vegani ma pretendendo di continuare a sbafarmi quintalate di costate di vitello.
Cosa abbia detto Benedetto XVI in udienza privata non lo so, e non lo sai nemmeno tu. In ogni caso si trattava di un’udienza diplomatica e di rapporti fra capi di stato. E non risulta che il dittatore del Sudan abbia chiesto di far parte della Chiesa Cattolica.
Dici bene, abbiamo tutti un problema perché siamo tutti peccatori. Il 100% dei cattolici fa parte della Chiesa ma si comporta in maniera diversa dalle sue direttive nel quotidiano. Per chi se ne accorge esiste il sacramento della Riconciliazione.
Nemmeno tu sai cosa ha veramente detto Leone XIV alla coppia omo che ha incontrato, di cui uno non era nemmeno cattolico e non ha chiesto di far parte della Chiesa. Ma ciò che intendevo dire è che se il principio è udienza = legittimazione, allora vale anche con Benedetto XVI.
Appunto, siamo al 100% peccatori quindi non ci dovrebbe essere problemi a ricordarci i vari peccati.
E’ per questo che dovremmo edificarci in maniera vicendevole parlando di virtù.
Non riesco a rendermi conto se non comprendi quello che scrivo o se fai solo finta, pur di sostenere le tue posizioni.
Ho scritto: “…ma vuole continuare a comportarsi come se non lo fosse…”, e mi sembra chiaro che non parlo di coloro che pur desiderando appartenere a Cristo cadono nel peccato, condizione che accomuna qualunque essere umano. Sto parlando esattamente di coloro che vogliono entrare a far parte di una comunità ma pretendono di dettare loro le regole, e in particolare di non considerare peccato ciò che, invece, quella comunità considera tale. La qual cosa è, appunto, illogica.
L’udienza non è “legittimazione”, certo, ma ti ricordo che stavi parlando del dittatore del Sudan…
E anche che somministrare il sacramento della cresima avendo davanti come padrino una persona che non è cattolica e non vuole diventarlo, suscita molto di più di una perplessità.
Ma non ci sono solo i peccati sessuali, ci sono i furti, le menzogne, la violenza e tutto ciò che rende infelice l’uomo (cioè peccato). E gli atti omosessuali non sono peggiori di essere mafiosi, di picchiare una donna o di commettere un furto.
Non è che la Chiesa può continuamente ricordarci quali sono i peccati, il Catechismo è lì a disposizione per chiunque voglia informarsi.
Non ho mai detto che ci sono solo peccati sessuali. Io sono per ricordarli tutti. Naturalmente se incontro un tipo di peccatore o c’è un articolo che parla di quello dovresti ricordare quel tipo di peccato.
Le pratiche omosessuali sono un semplice peccato sessuale o sono uno dei 4 peccati che “gridano al Cielo”?
“…Gesù accolse Zaccheo (che però si convertì), il padre accolse il figlio prodigo (che però si pentì) e l’adultera non venne condannata (ma fu invitata a non peccare più)…” … Gesù accolse anche i farisei e il giovane ricco che non si convertirono, eppure erano devotissimi e ossequiosi osservanti della Legge!
“Gesù accolse anche i farisei e il giovane ricco che non si convertirono, eppure erano devotissimi e ossequiosi osservanti della Legge!”
Ma li accolse dicendo loro in cosa dovevano correggersi o oppure tacendo sui loro comportamenti non idonei ad entrare nel Regno?
Ma la conversione non scatta solo perché si viene accolti, c’è la libertà personale. Anche il giovane ricco si avvicinò a Gesù ma se ne andò, non è che puoi imputare la colpa a Gesù.
E poi dimentichi che la posizione della Chiesa sul tema la si conosce benissimo e non c’è bisogno di ripeterla continuamente.
No, non c’è bisogno di ripeterla continuamente, solo se ci sono delle discussioni inerenti alla quesione.
Ogni minuto ci sono discussioni del genere e non è possibile ripetere ogni minuto cosa dice la Chiesa, lo si sa e basta. In alcune occasioni viene ribadita ma non è che se il Papa ospita un gruppo di trans a pranzo deve poi fare il discorso contro il gender per compensare. Il mondo non funziona così
Forse lo si sa, ma non lo si vuole accettare, ecco perchè è meglio ripeterlo. Altrimenti se lo si accettasse non ci sarebbero discussioni del genere ogni minuto. E’, suvvia.
Come funziona il mondo non è importante, è importante la Verità nel mondo che è il Signore Gesù. E questo indistintamente dagli invitati a prazo o cena.
E infatti il giovane ricco se ne andò deluso, mica pretese che Gesù lo giustificasse nei suo comportamento, né Gesù gli disse “se vuoi seguirmi puoi continuare a fare quello che facevi prima”, anzi gli disse (e in maniera chiarissima) che, se voleva andargli dietro, doveva cambiare, e di parecchio.
La Chiesa non rifiuta nessuno e accoglie giustamente chiunque, ma ha il dovere, per amore di verità – senza falsi buonismi, ché il medico pietoso fa la piaga purulenta – di chiedere la conversione, non quello di essere silente (che alla fine equivale ad accondiscendere).
Esattamente come la Chiesa nel Catechismo esplicita chiaramente la sua visione sull’omosessualità e tutti i Papi hanno preso posizione sempre a favore del matrimonio uomo e donna.
Il problema che ti sottoponevo è che non devi obbligare alla conversione per essere accolto, uno innanzitutto accoglie la persona e poi gli darà anche direttive morali ma all’interno di un’amicizia, di un’accoglienza. Lo leggevo l’altro giorno nell’articolo dedicato a mons. Zuppi.
Quando non sono stati accolti?
A me sembra che si voglia costruire un problema che non è mai esistito cioè l’accoglienza e da qui proporre una unica soluzione.
Il punto è che non esiste questo problema. Non esiste.
Nessun prete ha mai detto di non accogliere un peccatore. Quindi perchè ora si parla del problema dell’accoglienza?
Non esiste questo problema. E’ illogico cercare una soluzione per un problema che non esiste.
E infatti Gesù non obbligava nessuno a seguirlo. Ma diceva chiaramente cosa il seguirlo avrebbe comportato. A me pare che troppo spesso la Chiesa di oggi si fermi all’accoglienza e basta. Il che suggerisce, se non altro a chi è accolto, che la chiesa approvi i suoi comportamenti e che dunque possa continuare come prima. La dichiarazione dei due (per non parlare di quella di padre Martin) brilla perfettamente in tal senso.