Il card. Zuppi precisa: «Accogliere non vuol dire legittimare»
- Ultimissime
- 12 Nov 2025

Intervistato a “Propaganda Live”, il card. Matteo Zuppi chiarisce il contenuto del Documento di sintesi del cammino sinodale: “Non vogliamo legittimare tutto”.
Torniamo al controverso Documento di sintesi del Cammino sinodale.
Intitolato “Lievito di pace e di speranza”, il vescovo mons. Antonio Suetta ci ha spiegato che si è trattata di una una consultazione di fedeli e non di un pronunciamento della Conferenza Episcopale Italiana.
Un Documento sinodale poco chiaro
Al suo interno abbiamo constatato qualche passaggio ambiguo e una trazione totalmente spostata sulla carità e sull’accoglienza senza alcun accenno alla verità.
Si parla giustamente di inclusione nella vita della Chiesa di persone omoaffettive e di tutti coloro che vivono situazioni canonicamente irregolari. Ma non c’è alcun chiarimento su che tipo di accompagnamento proporre loro.
In coerenza con il Catechismo o con l’idea espressa pochi giorni prima dal vice presidente dei vescovi italiani, mons. Francesco Savino, quando ha parlato del diritto degli atti omosessuali?
Il chiarimento del card. Zuppi sul Documento
Ringraziamo pertanto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, per aver fornito i dovuti chiarimenti.
Lo ha fatto in un’intervista concessa a Diego Bianchi per il programma televisivo “Propaganda Live”. Più sotto il video.
Mons. Zuppi ha voluto innanzitutto ampliare lo sguardo sul cammino sinodale senza concentrarsi su quei singoli paragrafi, altrimenti «sembra che il problema sia quello lì».
Il rischio è una banalizzazione mediatica, come di fatto si è verificata: la Chiesa benedice i Gay Pride. «Ma no! Queste sono caricature che nessuno ha mai detto», spiega l’arcivescovo.
Nel documento si parla di persone omoaffettive, del loro sostegno e della loro accoglienza: «Noi abbiamo usato il termine “riconoscere” ma a qualcuno non è piaciuto perché sembrava voler dire legittimiamo tutto».
Ma non è così, prosegue il card. Zuppi, «non vuol dire che va bene tutto, ma che discorso è?!». Il punto, ha proseguito il prelato pur interrotto più volte da Bianchi, è «che sono figli nostri e devono stare dentro la nostra casa, camminare con noi, vivere il Vangelo con noi, vivere la fraternità».
E ancora: «Cerchi di far sentire a casa, di far sentire vicine» le persone in situazioni “irregolari”. Questo significa che va bene tutto? No, ma «la cosa più importante è che si sentano volute bene. Prima devi dire loro che non va bene? No, prima devi dire loro che gli vuoi bene, dopo di che, forse, devi aiutarle».
Qui sotto il video (anche sul nostro canale YouTube)
Prima l’annuncio evangelico, poi la correzione
Il concetto espresso da mons. Zuppi, pur pronunciato “a braccio” e con molti tagli televisivi, è chiaro e lo condividiamo.
Lo manifestò già Papa Francesco nel discorso che più di tutti abbiamo apprezzato, all’inizio del suo pontificato parlando con padre Antonio Spadaro.
Papa Bergoglio spiegò infatti che l’annuncio missionario primariamente «si concentra sull’essenziale, su ciò che fa ardere il cuore», cioè sull’annuncio evangelico. In seguito, «è da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali».
A livello pastorale le cose stanno effettivamente così, è vero.
Solo chi si sente voluto bene, chi si sente accolto davvero diventa recettivo e disposto ad ascoltare eventuali correzioni morali. L’inverso non funziona mai, è anzi controproducente.
I Vespri con i tradizionalisti
Nel proseguo dell’intervista, mons. Zuppi ha sottolineato anche di essere stato attaccato per aver celebrato i Vespri assieme ai tradizionalisti.
“Ma tu vai da quelli?”, gli hanno chiesto. «Ma certo!», ha risposto. «Ci sono, sono fratelli e dobbiamo imparare a volergli bene. C’è la comunione!».
Qui sotto il video (anche sul nostro canale YouTube)








41 commenti a Il card. Zuppi precisa: «Accogliere non vuol dire legittimare»
La solita “precisazione” di marca cerchiobottista, ovvero il trionfo del mantra “camminiamo insieme”, ma senza dire chiaramente verso dove. Come se il valore fosse il camminare in sé stesso e non la meta da raggiungere.
Zuppi parla anche di correzione, di non legittimare. Non commentiamo per istinto cerchiamo di contare fino a 5 mettendo da parte antipatie personali e pregiudizi incrostati da anni di Bussole quotidiane
Scusami, ma da dove presumi che Sebastiano commenti per “antipatie personali e pregiudizi incrostati da anni”?
Quello che scrive sono dei suoi dubbi e non dovresti, secondo me, criticarlo attribuendogli difetti soggettivi ma aiutarlo a dissipare i dubbi. Questo se puoi e se questi dubbi sono dissipabili.
Dice molto lo stigma che mi affibbi (senza ragione) di “seguace” di Bussole nonsocosa (manco avessi bestemmiato in chiesa). Di “correzione” Zuppi ne parla ma come un eventuale accidente del tutto secondario e non (come dovrebbe) necessario (cosa che vale evidentemente per tutti, visto che tutti siamo peccatori). Il tono complessivo dell’intervista è, come spesso accade, tutto rivolto al generico “camminare insieme”, ma lasciando in ombra o non adeguatamente sviluppando il perché si cammini insieme, cosa comporti questo camminare (e non si sottolinea abbastanza che questo camminare richiede conversione, mentre sembra che a ognuno non sia richiesto di mutare alcunché) e, soprattutto, dove si vuole arrivare.
Ho scritto dubi, ma sarebbero più propriamente delle idee.
Il problema è elementare: si amano gli omosessuali dicendo chiaramente loro che le pratiche omoerotiche sono contro la natura come stabilità dal Creatore, o dicendo loro semplicemente che Dio li ama e poi eventualmente, se capita l’opportunità o l’occasione, si cercherà di correggere le loro pratiche sessuali?
Ma il bello è che vi definite cristiani razionali e poi l’unico argomento per con cui voi ritenete l’omosessualità contro natura è: lo dice tizio che ha sempre ragione, quindi obbedite o saranno problemi vostri
Esattamente in quale riga c’è scritto che l’omosessualità è contro natura? L’unico che lo dice sei tu nel tuo commento.
“che le pratiche omoerotiche sono contro la natura come stabilità dal Creatore”
Citazione presa da dove, scusami?
E comunque hai già cambiato versione. Prima era l’omosessualità ad essere contro natura, adesso sei passato alle “pratiche omoerotiche”. Non so quanto tu sia razionale per poter capire la differenza…
Premesso che non sono un teologo ma solo un ignorante peccatore.
Personalmente non penso che sono cristiano “per eventuali problemi” ma perchè riconosco nel Cristo l’unica Verità nel mondo.
Per quanto riguarda l’omosessualità, la sconsiglierei perché non mi sembra conforme essendo il Dio creatore di vita e non nasce vita biologica dall’omosessualità. Per me i FRATELLI/SORELLE OMOSSESSUALI dovrebbero dedicarsi alle opere di carità e non concepirla come una privazione ma come un’opportunità per dedicarsi maggiormente e con più libertà a tali opere. Naturalmente non per giudicare la persona ma l’atto.
Questo in maniera razionale e sempre secondo me, poi si dovrebbe considerare le scritture.
Esattamente come ho detto: il tuo discorso è si coerente con il Cristianesimo ma non è razionale.
La razionalità per sua stessa natura rifiuta l’autorità e rifiuta qualsiasi cosa che ha come motivazione alla base la mera ideologia
Penso che abbia letto male. Le riporto solo il passo che ritengo attinente alla razionalità.
“non nasce vita biologica dall’omosessualità”
Non viene né da un’autorità terrena né dall’ideologia. E’ semplicemente un dato di fatto razionale.
Naturalmente, per me, non deve essere vissuta come una privazione ma come l’opportunità di dedicarsi con più dedizione alle opere di edificazione e di carità.
La tua spiegazione è poco convincente poichè releghi il sesso a mero atto riproduttivo cosa che da che mondo è mondo è semplicemente falsa visto che l’essere umano compie atti sessuali anche per mero piacere.
Quindi non vedo motivo valido per cui un uomo dovrebbe rinunciare ad un piacere se non per mera ideologia.
1)a È un equivoco molto diffuso pensare che la ragione “rifiuti” l’autorità.
In realtà, la ragione rifiuta l’arbitrio, non l’autorità.
Tutti, anche i più razionalisti, si affidano ogni giorno all’autorità di qualcuno: dei medici, degli scienziati, degli storici, dei matematici. Non possiamo verificare tutto da soli.
La vera questione non è se credere a un’autorità, ma quale autorità sia degna di fiducia.
Il cristiano ritiene che la rivelazione divina — non “tizio che ha sempre ragione”, ma Dio stesso che parla — sia la fonte più affidabile che esista, perché la verità non è una formula, è una Persona.
Dunque non si tratta di “obbedire ciecamente”, ma di riconoscere razionalmente che, se Dio esiste e ci ha parlato, allora la Sua parola è più degna di fiducia della mia opinione.
Quanto all’accusa di “ideologia”: l’ideologia è una costruzione umana; il cristianesimo è il contrario, perché nasce dal riconoscimento di un fatto — un Dio che si è fatto uomo e ha rivelato la verità sull’uomo e sull’amore.
È l’ideologia che rifiuta la realtà per adattarla ai propri desideri; la fede, al contrario, si sottomette alla realtà così com’è, anche quando costa.
1)b Voglio discutere di ciò che è vero, non di ciò che è popolare.
Un argomento basato sull’opinione della maggioranza non è razionale, ma probabilistico — si fonda sull’autorità dei numeri.
Ma questo non è affatto moderno. I filosofi medievali, che oggi si accusano di autoritarismo, dicevano esattamente il contrario: l’argomento basato sull’autorità umana è il più debole di tutti.
Ti sorprende? È il segno dell’efficacia della propaganda moderna. Ci hanno insegnato che il Medioevo era autoritario perché religioso, e che l’età moderna è razionale perché laica.
La verità è esattamente l’opposto. I pensatori medievali — cristiani, ebrei, musulmani — erano razionali fino all’eccesso, mentre gran parte della filosofia moderna ha abbandonato la ragione in favore di altre “autorità”: l’ideologia, la politica, il sentimento, il potere, il pragmatismo o la moda intellettuale del momento.
Quasi tutta la filosofia occidentale degli ultimi due secoli è stata, in un modo o nell’altro, una ribellione contro la ragione.
2) È vero: gli esseri umani fanno sesso anche per piacere. Ma non è vero che il piacere sia lo scopo del sesso, come non è vero che il piacere di mangiare sia lo scopo del cibo.
Il piacere è il segno che stiamo facendo qualcosa di buono secondo natura; non è la ragione per cui quella cosa esiste. Dio (o, se preferisci, la natura) ha collegato il piacere alla procreazione perché la procreazione è faticosa, e il piacere serve a renderla desiderabile.
Ma invertire il rapporto — usare il fine come mezzo e il mezzo come fine — è esattamente ciò che chiamiamo disordine. È come usare un microscopio per piantare chiodi: puoi farlo, ma stai rovinando il microscopio.
Inoltre, se il piacere è l’unico criterio per decidere cosa è giusto fare, allora perché fermarsi al sesso? Anche la gola, la vanità o la vendetta procurano piacere. Il problema non è che il piacere sia cattivo; è che non basta a fondare il bene.
La rinuncia a un piacere non è “ideologia”, ma libertà: la capacità di non essere schiavi dei propri istinti. Chi non può dire di no al piacere non è libero — è semplicemente un consumatore di stimoli.
Il cristianesimo non disprezza il piacere: lo ordina. Non nega il corpo: lo santifica. E afferma che l’unico piacere che non delude è quello che nasce dall’amore vero — quello che dà la vita, non che la usa.
Non penso sia corretto con il tuo ragionamento.
Il piacere non richiede nulla di razionale ma la mera soddisfazione di una necessità.
Quindi scrivendo quello che hai scritto hai dimostrato che l’atto omosessuale è completamente irrazionale ma eseguito per pura convenienza.
Al contrario si dovrebbe guidare questi atti di esclusiva convenienza (come te stesso scrivi) verso un qualcosa di più elevato e costruttivo.
Qwerty, attenta a non demonizzare il piacere perché il piacere è un “dono” senza il quale ben difficilmente ci sarebbe la prosecuzione della specie: l’atto sessuale avviene infatti per mezzo dell’organo col quale mingiamo i liquidi di scarto del nostro corpo… quando si invecchia e cessa la produzione di gameti, si attenua anche il piacere, e piano piano scompare del tutto il desideri sessuale.
A Lorenzo, non condivido. Premetto che non voglio demonizzare il piacere ma non penso che la prosecuzione della specie avvenga per piacere. Infatti i pesci nemmeno si avvicinano ma la specie continua. Gli esami del sangue non sono un piacere ma comunque tutti continuano a farli. Andare a scuola per la maggioranza degli studenti non è un piacere ma comunque continuano a farlo. Parlare di piacere è solo il meccanismo necessario per giustificare certe condotte e essere più comprensivi. E’ giusto essere comprensivi ma non si può comprendere senza considerare il dovere.
Qwerty, una lettura delle catechesi di San Giovanni Paolo II sull’amore umano penso potrebbe chiarirti un po’ le idee.
Parli di razionalità ma mi sembra che la razionalità tu la conosca solo per sentito dire:
– Il fatto che io ritenga che le leggi di natura sia state stabilite da un Creatore e tu che si siano auto stabilite o stabilite dal caso, è una questione che riguarda la fede e non la razionalità.
– Per legge di natura la conservazione e la prosecuzione della specie umana avviene per riproduzione sessuata attraverso i gameti maschili e femminili.
– Per legge di natura, al fine di non vanificare le energie necessarie per la produzione dei gameti maschili e femminili, è stato stabilito che i maschi siano attratti dalle femmine e le femmine dai maschi.
– Per fare un esempio comprensibile anche da un bambino, una Ferrari è fatta per essere utilizzata su strade ben asfaltate ed una dune buggy, la cui costruzione è molto meno dispendiosa, per essere utilizzata sulle spiagge.
– Se il liquido seminale fosse fatto per finire nell’ano di un’altra persona, perché la legge di natura avrebbe stabilito il dispendio di così tante energie per produrre gameti?
– Ed a cosa servirebbe il dispendio di energie per la lubrificazione vaginale se non c’è la “corsa” degli spermatozi per introdursi nel gamete femminile?
Se vuoi fare anche tu un intervento razionale, fallo!
Se tutto funzionasse come lo hai descritto tu gli omosessuali non dovrebbero esistere, perchè altrimenti l’evoluzione avrebbe scartato subito la possibilità dell’esistenza dell’omosessualità perchè non gli sarebbe servito a nulla.
E giusto per inciso io non credo al caso ma alla causalità.
Quindi la domanda da porsi è: si può fare sesso anche senza fini riproduttivi sia tra etero che omosessuali?
Si ma bisogna stare attenti poichè per qualsiasi cosa esistono dei benefici e degli svantaggi
Coloro che studiano l’evoluzione sostengono che l’omosessualità è una modalità naturale per eliminare gli individui meno adatti alla prosecuzione della specie: se per te va bene così!
Per legge di natura chi produce gameti femminili è attratto da chi produce gameti maschili e viceversa: quando subentra qualche problema psicologico o la ricerca del piacere prende il sopravvento sull’istinto naturale alla prosecuzione della specie, il nostro cervello prende atto che qualcosa non funziona più come dovrebbe e lancia segnali per indicare che non si segue più la legge di natura… purtroppo però l’omosessuale attribuisce questi intimo malessere agli altri e non a sé stesso.
Che poi le pratiche omosessuali sia presenti in natura come è presente la bulimia, la depressione, la prevaricazione, la menzogna, il furto, l’omicidio…, quello è un altro discorso.
E non solo queste cose che tu hai elencato sono si vere,ma si sono sviluppate in un contesto in cui noi esseri umani vivevamo nella foresta dove bisognava subito riprodursi per fare espandere la specie, prima che un predatore uccidesse il maschio,motivo per cui bisognava conservare le energie.
Ma adesso che sia evoluti vivendo nella città e non essendo più delle prede, il rapporto sessuale non è più solo un mero atto riproduttivo, quindi ora possiamo sprecare il seme e le energie
O riesci a dimostrare che le leggi di natura riguardo all’Homo sapiens sono cambiate da 200.000 anni ad oggi o scambi le tue illazioni ideologico culturali per legge di natura.
Più che legge bisognerebbe parlare di meccanismo con il quale l’evoluzione favorisce l’accopiamento, la legge è un qualcosa che per sua stessa natura è involabile.
Se per caso hai dei rapporti con qualcuso senza il fine riproduttivo, che ti accade? Ti casa il pisello? Ti non ti puoi più riprodurre? Il tuo Dio ti fulmina? (Un gran bastardo in tal caso). No niente di tutto questo.
Quindi razionalmente non dobbiamo temere di aver rapporti sia etero che homo se essi non sono finalizzati alla procreazione perchè non c’è nessuno che ci punisce.
Poi se uno vuole avere rapporti solo per procreare sono scelte individuali.
La libertà umana è superiore alle leggi di natura e le può piegare al proprio volere: l’uomo non ha le ali ma può costruire mezzi in grado di volare; il piacere è funzionale alla prosecuzione della specie, ma l’uomo può scegliere, almeno fino a quando la natura ci mette in grado di provare piacere, di infilarlo o di farselo infilare in qualsiasi posto.
Riguardo poi alla legge Divina, hai prove che non esiste premio o punizione dopo la morte, ti fidi del sentito dire, del tuo intuito e preferisci accettare il rischio?
Certo che no, ma anche se Dio esistesse, io non sarei più ateo al più sarei un disteista, perchè pittosto che andare dietro a un Dio che condanna per l’omosessualità prevere l’inferno per l’eternità insieme a tutte le torture che aspettano io non la posso benevolo.
Un altro esempio per mostrarti quanto Dio sia malvagio: supporniamo una madre devota cristiana e suo figlio di 11 anni che è già ateo, bestemmia e prova già attazione verso lo stesso sesso a cui sua madre vuole un grand bene. Supponiamo che per un motivo X entrambi muoio, la madre va in paradiso perchè è stata una devota cristiana, il figlio che ha commesso tutti i peccatti mortali va all’inferno punto. E’ questa la cosa più spaventosa un Dio che manda all’inferno un bambino separandolo dall’amore di sua madre per cosa? Per non aver leccato i piedi, questo non è amore e non è giustizia ma narcisismo misto a vendetta.
Se questo è Dio, piuttosto che leccargli i piedi preferirei le torture dell’inferno
Sei strano: costruisci nella tua mente un Dio che rifiuterei anch’io, e poi affermi che rifiuti un dio così.
Gesù ha detto: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”; spiegato in parole più comprensibili al giorno d’oggi significa che, tanto per rimanere in tema, vedremo molti omosessuali entrare in Paradiso prima di noi… Gesù, dopo aver chiarito all’adultera che la divina Misericordia non ha limiti, le ha detto di “non peccare più”.
Scusami Albert, ma nel tuo esempio non è Dio che separa i due ma è la condotta di uno dei due. Se un figlio bestemmia alla madre cristiana è lui che si vuole allontanare dalla madre. Mica glielo dice Dio. Dio prenderà atto della scelta.
Anche gli altri esempi sono sbagliati. Dio non vuole essere seguito per timore di una punizione (fulmine o altro) ma per amore della creatura. Lui ha l’eternità per aspettare la creatura, siamo noi ad essere limitati e quindi a dover seguire la Verità che è il Signore Gesù.
“E giusto per inciso io non credo al caso ma alla causalità.”
La casualità è perdente. Solo una specie è in grado di accendere il fuoco, modificare la terra e gli elementi in essa. Per casualità ci dovrebbero essere un tot di specie in grado di fare questo invece ce nè una sola: l’Uomo.
E’ ovvio che non può essere per casualità. Sarebbe come giocare in un casinò dove solo un cliente (Uomo) vince tutti gli altri clienti (specie) e in più batte anche il casinò (natura). E’ ovvio che non può essere un discorso di casualità.
Mi sembra che hai saltato il perchè i pubblicani e le prostitute passano avanti.
Matteo 21, 31-32
E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: i pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui.
Quindi mi sembra che passino avanti perchè abbiano creduto a Giovanni.
Quindi mi sembra che conosci poco il Vangelo (almeno quello di Matteo): cosa diceva Giovanni?
Giovanni annuncia Gesù come il Figlio di Dio, che battezzerà in Spirito Santo e predica la conversione.
Quindi, secondo te, è perché credono alla la parola di Giovanni e non per la Redenzione di Gesù che i pubblicani ed i farisei entrano nel regno? Sei cattolica?
Non penso siano due cose separate ma subordinate.
Marco 1, 6-8
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico 7 e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
“Dopo di me viene uno che è più forte di me”
Se hai un concetto da esprimere lo dovresti esprimere tranquillamente senza tutte queste domande.
Affermare che i pubblicani e le prostitute “passino avanti perché abbiano creduto a Giovanni” è come affermare che la luna esiste perché il dito la indica: per me, ma questa è solo un’opinione della quale puoi tener conto o no, questo non è leggere ed interpretare cattolicamente i Vangeli.
Sono cattolico.
Scusami se, dal tuo nome, ti avevo scambiato per una donna.
Credere a Giovanni è credere che Gesù è il figlio di Dio e impegnarsi nella conversione.
Non mi sembra un credere passivo e limitato a Giovanni.
Comunque a me sembra che quello che volevi intendere all’inizio non sia corretto. Infatti “non si passerà avanti in cielo” per categorie (pubblicani e prostitute) ma per l’azione di Fede e per l’impegno della conversione. Entrare in cielo per primi con un credito di categoria è l’idea che avevano i farisei.
Matteo 3,7
7 Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente? 8 Fate dunque frutti degni di conversione,
Cosa sono i “frutti degni di conversione”?
Nel Discorso della montagna, le beatitudini non riguarda categorie di persone ma stati d’animo: poveri in spirito, afflitti, miti, ricercatori di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per la giustizia.
E tanto altro…non ti pare?
Se il dito indica la luna taluni si soffermano sul dito!
– Nel contesto evangelico, le categorie indicate da Gesù come “pubblicani e prostitute” indicano i tutti pubblici peccatori, cioè i peccatori i cui peccati sono evidenti a tutti, che si salvano (per opera della divina Misericordia), o si dannano (perché rifiutano la divina Misericordia), se si convertono e smettono di peccare.
– I farisei credevano che la salvezza, o la dannazione, dipendesse dalle sole azioni esteriori e non da quello che sgorga dal “cuore” dell’uomo.
– Faccio fatica a comprendere perché, mentre tu affermi che Gesù indicava il seguire le parole di Giovanni come strada per il “Regno”, rifiuti di considerare l’immacolata Semprevergine Maria Madre di Dio come Corredentrice, ovviamente in accordo con l’unico nostro Redentore, il suo unigenito figlio Gesù.
Oh appunto!
E’ bene concentrarsi sulla coltivazione delle virtù, sull’edificazione vicendevole e sulla lotta ai peccati.
L’altra questione è bene che se ne occupi chi è più preparato.