Charlie Kirk, luci e ombre del suo pensiero
- Ultimissime
- 02 Ott 2025

Analisi del pensiero di Charlie Kirk, tra luci e ombre delle sue idee. Un giudizio equilibrato su un uomo la cui morte ha segnato uno spartiacque nella politica americana.
E’ passato quasi un mese dal brutale omicidio di Charlie Kirk.
Su UCCR ne abbiamo parlato a lungo, in questo modo:
- Criticando i festeggiamenti per la sua morte;
- Mostrando la sua abilità nel confutare la retorica woke;
- Affondando le teorie cospirazioniste riguardanti il suo omicidio;
- Parlando dell’assassino e del movente che lo ha mosso;
Memoria di Charlie Kirk ma diversità di vedute
In tutti questi articoli siamo sempre stati convinti dall’evitare di glorificare Charlie a modello di fede e di pensiero, come invece molti hanno fatto. Per un motivo semplice, fin da subito espresso: su alcune idee eravamo d’accordo con il noto conservatore, su altre no.
Questo indipendentemente dal fatto che il card. Gerhard Müller lo abbia definito un “martire per Cristo” e il card. Timothy Dolan “un San Paolo moderno”. E anche dal fatto che sembra che Charlie fosse in procinto per diventare cattolico.
Dopo aver espresso la vicinanza umana pensiamo sia giusto spiegare le differenze di pensiero.
Parliamo così delle luci e delle ombre che intravediamo nelle idee di Charlie Kirk.
Le luci di Charlie Kirk
Iniziamo dalle luci di Charlie.
1) Capacità di coinvolgere i giovani
Non si può negare che la migliore dote di Charlie Kirk era l’arte di arrivare direttamente ai giovani, in maniera fresca e moderna.
I giovani erano il suo popolo, è riuscito a smuoverne a migliaia tra adolescenti e universitari, interessandoli a tematiche alte, rendendoli attivi nella loro vita e in quella politica.
Sembra aver attuato inconsapevolmente quello che Papa Francesco ha spesso invitato a fare: andare nelle periferie esistenziali, senza paura di sporcarsi. E Charlie faceva proprio questo: invitava a un confronto franco (“dimostrami che sbaglio”, era il suo format), discutendo con tutti e su qualunque argomento.
Il suo era una sorta di metodo socratico, cioè poneva domande all’interlocutore per far emergere le contraddizioni e condurlo autonomamente alla verità.
Il giorno della morte stava proprio dialogando all’Università dello Utah con circa 3.000 studenti, alcuni dei quali in disaccordo con lui.
2) L’amore per la verità
Nel corso degli anni, Charlie ha accumulato molto denaro grazie all’attività di Turning Point USA, ma non era mosso da avidità.
Era attratto invece in maniera genuina dalla verità, a tal punto da ignorare le ripetute minacce di morte che gli arrivavano.
Non cercava il potere ma era mosso da un profondo sentimento verso il suo Paese, era una patriota vero e amava profondamente la sua famiglia, Gesù Cristo e la Bibbia.
La sua autenticità in questo è certamente una dote riconosciuta da tutti, sostenitori e oppositori.
3) Un coraggioso pro-life
Ciò che condividevamo maggiormente con lui era il forte messaggio pro-life che instancabilmente ripeteva, senza alcun cedimento. A favore della famiglia naturale e del diritto alla vita, nemico dell’ideologia di gender e del wokismo.
Questi sono anche i temi che gli hanno creato il maggior numero di nemici e oppositori. A partire dal giovane che lo ha ucciso.
Non risulta che abbia mai pronunciato frasi razziste o omofobe come invece gli è stato falsamente attribuito (anzi, difese la presenza di omosessuali tra i conservatori scindendo i piani tra vita individuale e militanza), addirittura lo scrittore Stephen King ha dovuto cancellare e scusarsi per i suoi post dopo aver verificato.
Le ombre di Charlie Kirk
Passiamo a quelle che riteniamo essere le ombre di Charlie.
1) Il diritto alle armi
Come quasi tutti i conservatori negli Stati Uniti (e gran parte dei Democratici), anche Charlie difendeva strenuamente il Secondo Emendamento della Costituzione americana, che preserva il diritto al possesso di armi.
Addirittura ha affermato che «vale la pena accettare ogni anno qualche morte da arma da fuoco se ciò serve a proteggere il diritto garantito dal Secondo Emendamento».
In base a ciò, migliaia di persone hanno sostenuto che sia morto a causa delle sue idee. Pensiamo sia una banalizzazione offensiva anche se non condividiamo la diffusione di armi nella società civile e soprattutto la facilità di accesso ad esse, com’è attualmente negli USA.
Il Catechismo cattolico parla di «diritto» all’uso di armi riferito solo ai «legittimi detentori dell’autorità», con lo scopo di difendere la comunità civile.
Il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa invece sottolinea la «contraddizione inaccettabile» per quegli Stati che «applicano severi controlli sul trasferimento internazionale di armi pesanti, mentre non prevedono mai, o solo in rare occasioni, restrizioni sul commercio delle armi leggere e individuali».
2) La dignità dei migranti
Un altro tema che ci separava da Charlie Kirk è quello immigratorio e della dignità dei migranti.
Tendeva infatti a paragonare gli immigrati clandestini ai criminali, etichettandoli come tali. Tra i tanti esempi, promosse la fake news sui migranti haitiani che mangiano gli animali domestici dei residenti.
Questa e altre sono generalizzazioni ingiuste e non veritiere che portano molti a disprezzare a priori i popoli migranti, in taluni casi anche in maniera razzista.
Charlie aderì inoltre alla teoria della “Grande sostituzione” («non è una teoria, è la realtà», ha scritto), sostenendo che le politiche migratorie mirino in realtà a ridurre la demografia bianca in America, giustificando anche l’uso della forza presso i confini americani.
3) Nazionalismo cristiano
Charlie Kirk ha spesso sovrapposto i piani tra religione e politica, come d’altra parte è stato fatto in maniera emblematica durante il suo funerale.
I suoi discorsi religiosi erano spesso diretti verso il concetto di nazionalismo cristiano che, pur perseguendo nobili obbiettivi (evitare che la fede sia vissuta come fatto individualista e privato), non riesce a distinguere la religione dalle strutture politiche e temporali, fondendo la fede con una specifica agenda politica nazionale.
Non a caso invitava spesso pastori e predicatori nazionalisti che riducevano il Vangelo ad un’unica ideologia politica e di potere, anziché viverlo come testimonianza universale.
Il nazionalismo cristiano tende inoltre a identificare la cittadinanza o la legittimità di uno Stato con l’adesione a una specifica confessione religiosa, marginalizzando ingiustamente le minoranze religiose e i non credenti.
Giovanni Paolo II ha tuonato più volte contro il nazionalismo, differenziandolo dal legittimo amore alla Patria e vedendo addirittura in esso i germi del totalitarismo.
E’ un approccio inoltre troppo vicino al modello di Stato confessionale, che contrasta però con la vocazione universale della Chiesa e con il messaggio evangelico che invece supera i confini nazionali, etnici e culturali.
Benedetto XVI ricordava che «il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato, mai un ordinamento giuridico derivante da una rivelazione».
4) Posizione su Israele e teorie non provate
Riguardo alla sua posizione sul conflitto tra Israele e Hamas in Palestina, va sottolineato che Kirk è sempre stato sostenitore di Israele ma cambiò idea nell’ultimo periodo diventando più dubbioso sulla giustezza delle azioni di Netanyahu nella Striscia di Gaza.
Va comunque sottolineata l’adesione di Charlie a teorie scientificamente non provate riguardanti il Covid 19, il cambiamento climatico, il creazionismo antievoluzionista ecc., una generalizzazione negativa delle persone di fede musulmana e opinioni controverse sulla comunità ebraica.
Luis Fernando Calvo, esperto di Dottrina sociale della Chiesa, sottolinea che a Charlie Kirk mancavano «i valori e l’illuminazione della Dottrina sociale della Chiesa per completare le buone idee» e trasformare quelle meno buone.
Piuttosto che una santificazione a prescindere, ciò che serve è un giudizio equilibrato che riconosca luci e ombre di un giovane attivista capace di influenzare la vita di milioni di persone e la cui morte ha segnato uno spartiacque nella politica americana.








5 commenti a Charlie Kirk, luci e ombre del suo pensiero
Post molto coraggioso, vi ringrazio. Gli unici che sanno sempre distinguersi dalla massa dei “timoni” e delle “bussole”.
Concordo largamente su quanto detto. “Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” 1Ts 5,21
Per me le ombre sono pesanti, grazie per averne parlato con lucidità, a differenza ad esempio di Pro vita e famiglia che ne fatto subito una sua bandiera e non ha saputo riconoscere le ombre, negandole spesso ed in alcuni casi ridimensionandole.
Negli Stati Uniti basta essere contrari all’ aborto per essere annoverati tra i bravi cristiani. Personalmente sono cattolico e sono contro l’aborto ma sono contro anche chi consente l’uso facile delle armi, chi è contro gli immigrati (dimenticando che gli Stati Uniti sono nati da un fenomeno d’immigrazione e cmq la storia dell’ uomo è una storia d’immigrati se è vero come dicono gli esperti che i primi uomini sono apparsi in Africa), chi è contro coloro che hanno un colore della pelle diverso dal bianco, chi della Bibbia (ed essendo cristiano) non sa cogliere il messaggio fondamentale di Gesù che ha amato tutti, non ha discriminato nessuno e ha usato misericordia. Mi dispiace per la morte di Kirk. Un fatto terribile e inaccettabile. Ma Kirk aveva idee, aborto a parte, molto lontane dall’ ideale del Vangelo.
Scusami non voleva essere una risposta al tuo commento. Solo una riflessione in generale.