Betsaida, l’archeologia trova la città dell’apostolo Pietro
- Ultimissime
- 05 Set 2025

Dove si trova Betsaida? Un incendio permette di confermare la scoperta della città natale di Pietro, Andrea e Filippo, identificata nell’odierna el-Araj. Corrisponde a quanto scrisse Flavio Giuseppe.
Un incendio nei pressi del lago di Tiberiade ha riacceso l’attenzione sulla città di Betsaida, citata nella Bibbia.
Siamo in Israele, a nord del mare di Galilea e in particolare a el-Araj, località da tempo individuata come l’antica Betsaida, il villaggio da cui secondo il vangelo di Giovanni provenivano gli apostoli Pietro, Andrea e Filippo.
Betsaida, i ritrovamenti precedenti
Sono anni che l’archeologo Mordechai Aviam (Kinneret College) dirige gli scavi in quest’area e nel 2019 ha rinvenuto i primi resti di una chiesa bizantina del V secolo.
L’anno scorso, invece, ha portato alla luce magnifici mosaici e iscrizioni greche, di cui una dove chiede esplicitamente l’intercessione di San Pietro, designato come “Capo e Guida dei Messaggeri Celesti” e “Custode delle Chiavi”, titoli tradizionalmente associati a San Pietro.
I costruttori della chiesa avevano evidentemente riconosciuto la casa di Pietro (e Andrea) descritta nel Nuovo Testamento, proprio come accadde in un altro importante sito della Galilea, Cafarnao. Pietro, infatti, nacque a Betsaida ma si trasferì a Cafarnao, citta d’origine della moglie.

Betsaida, i ritrovamenti precedenti
Arriviamo così al mese scorso, agosto 2025, quando un incendio sviluppatosi nell’area ha ulteriormente scoperto i resti antichi, confermando l’esistenza di una realtà urbana.
Resti di case private, tracce di edifici pubblici, capitelli corinzi e dorici ed elementi architettonici imponenti sono emersi con chiarezza, delineando uno scenario ben più complesso di un semplice villaggio di pescatori.
Il prof. Aviam ha sottolineato in un’intervista la corrispondenza fra le caratteristiche architettoniche del sito e la descrizione fornita da Flavio Giuseppe della città di Julias, trasformazione di Betsaida sotto Filippo, il tetrarca di Giudea.
Lo storico giudeo parla infatti di Betsaida come città dignitosa in Antichità giudaiche, sottolineando «il numero di abitanti che conteneva» e la sua «altra grandezza». Evidentemente, commenta l’archeologo, «alla luce di quanto afferma Flavio Giuseppe, Betsaida non poteva essere un piccolo villaggio».
«L’incendio ci ha aiutato molto a comprendere il sito», ha spiegato e i resti possono essere datati al periodo romano.
Le fiamme hanno distrutto l’attrezzatura della sua squadra, ma hanno anche ripulito la fitta vegetazione che teneva nascoste ampie parti del sito. E’ stata così rafforzata la tesi che quella ritrovata si tratti proprio di Betsaida.
Dove si trova Betsaida?
Per amor di verità va detto che el-Araj non è l’unica città candidata a essere il sito della città di provenienza dei primi apostoli.
A circa due chilometri sorge infatti il sito di e-Tell, il primo a essere stato identificato come Betsaida fin dal 1987. C’è anche una terza possibilità che vede come oggetto al-Mesydiah, ma la sua identificazione è sostenuta da poche prove.
El-Araj presenta invece prove di occupazione dal periodo ellenistico e asmoneo (II secolo a.C.) fino alla fine del periodo romano (III secolo d.C.), quando il villaggio fu abbandonato probabilmente a causa dell’innalzamento del livello del lago.
Tracce di un antico insediamento ebraico sono le varie monete asmonee rinvenute, vasi di pietra (che gli ebrei usavano per purificare i rituali) e un numero molto limitato di ossa di maiale.
Secondo il Nuovo Testamento, Betsaida fu più volte visitata dallo stesso Gesù di Nazareth.
Qui vi compì il miracolo della guarigione di un cieco (Mc 8,22-26) e della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Lc 9, 10-17). La città viene anche rimproverata dal Nazareno in quanto non si è convertita nonostante abbia assistito a numerosi miracoli (Mt 11,21).
Il team prevede di tornare a el-Araj verso fine ottobre, UCCR terrà aggiornati i lettori su eventuali sviluppi.








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