Leone invita Noi siamo Chiesa: mano tesa ai progressisti?

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L’invito a sorpresa a “Noi siamo Chiesa” da parte di Leone XIV desta qualche domanda e perplessità. Il gruppo più estremo del progressismo cattolico sarà presente per la prima volta in Vaticano.

 

Noi siamo Chiesa, non solo l’invito ma pure un apprezzamento (16/08/2025)


 

E’ piuttosto sorprendente l’invito ufficiale a Noi siamo Chiesa da parte della Santa Sede.

In occasione dell’evento tra il 24 e il 26 ottobre 2025 nel contesto del Giubileo delle Equipe sinodali e organismi di partecipazione indetto da Papa Leone XIV, il card. Mario Grech, segretario del Sinodo mondiale, ha invitato 8 delegati di “Wir sind Kirche” (“Noi siamo Chiesa” / “We are Church”).

Si tratta della prima volta e i responsabili parteciperanno all’incontro con il Pontefice, al passaggio dalla Porta Santa e alla celebrazione conclusiva nella Basilica di San Pietro.

 

Cos’è “Noi siamo Chiesa?”

Ma cos’è “Noi siamo Chiesa?”

Si tratta della corrente più estrema del cattolicesimo progressista, espressione dei cosiddetti “cattolici di base”, spesso abbondantemente al di fuori e in contraddizione con il Magistero.

E’ un movimento riformista nato in Austria nel 1995 con il nome “Wir sind Kirche” e diffusosi rapidamente in altri Paesi europei, inclusa l’Italia, presentandosi come espressione del “laicato maturo” e proponendo cambiamenti radicali su vari punti dottrinali e disciplinari.

Tra le richieste più note figurano l’abolizione del celibato sacerdotale obbligatorio, l’ordinazione femminile, l’apertura alla contraccezione, all’interruzione di gravidanza, al suicidio assistito, alle famiglie omogenitoriali e alla democratizzazione delle strutture ecclesiali, con un ruolo decisionale diretto dei laici.

Poco più di un mese fa sulla pagina Facebook di We Are Church International ci si congratulava con il gruppo “Roman Catholic Women Priests” per l’ordinazione (naturalmente invalida) di alcune donne in Sudafrica.

we are church

 

In più occasioni i suoi rappresentanti hanno criticato duramente la Chiesa e il catechismo cattolico, accusandolo di autoritarismo e chiusura al cambiamento.

La sezione italiana è stata a lungo guidata da Vittorio Bellavite, deceduto nel 2023.

 

Francesco scomunicò i fondatori di “Noi siamo Chiesa”

Uno degli episodi più emblematici della distanza tra l’associazione e la Chiesa è stata la scomunica da parte di Papa Francesco, nel 2014, di due suoi fondatori di spicco: Martha Heizer, allora presidente della sezione austriaca, e suo marito Gert.

La Congregazione per la Dottrina della Fede confermò la loro scomunica latae sententiae per aver celebrato regolarmente messe “simulate” nella loro abitazione in Tirolo, senza sacerdote.

“Noi siamo Chiesa” continua ad essere attivo in Italia, in stretta collaborazione con l’agenzia Adista che, assieme al vaticanista de Il Manifesto Luca Kocci, svolge da cassa di risonanza delle loro battaglie, promuovendo conferenze, prese di posizione pubbliche e campagne mediatiche in favore delle riforme.

 

Un invito inaspettato, cosa significa?

Eppure, a sorpresa, ecco che oggi si apre uno spiraglio inaspettato.

L’invito di Leone XIV suscita qualche domanda e perplessità: è segno di apertura? O piuttosto, una mossa simbolica per evitare fratture ulteriori all’interno del corpo della Chiesa?

Finora in molti hanno letto alcune decisioni prese dal nuovo pontefice come sforzi mirati a ricucire con i cattolici tradizionalisti, verso i quali il predecessore aveva maturato -a volte non a torto- uno sguardo molto critico.

Forse Papa Leone intende tendere una mano anche verso il mondo progressista, nella speranza di una riconciliazione?

Il tempo dirà quali frutti porterà questo invito, sperando solo che non legittimi ancora di più l’eterodossia di “Noi siamo Chiesa”.


 


AGGIORNAMENTO 14/08/2025

Essendo stati i primi a divulgare la notizia ci sentiamo responsabili per la precisione dell’informazione.

La coordinatrice italiana di “Noi siamo Chiesa”, Elza Ferrario, ha spiegato infatti che non è un invito arrivato direttamente dal Papa ma una risposta alla loro richiesta di partecipazione inviata alla Segreteria del Sinodo.

Non avendo ricevuto conferma dell’accettazione delle iscrizioni, l’associazione ha chiesto informazioni ricevendo tale risposta: «A nome di Sua Eminenza il Cardinale Grech, desideriamo informarvi che, come gesto di apprezzamento nei vostri confronti, siete invitati a partecipare all’intero programma del Giubileo delle equipe sinodali, se lo desiderate».

La precisione fornita da Ferrario se da un lato toglie la responsabilità del Papa, dall’altro aumenta la perplessità per l’apprezzamento e la stima rivolti a questa associazione.

Autore

La Redazione

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8 commenti a Leone invita Noi siamo Chiesa: mano tesa ai progressisti?

  • Andrea ha detto:

    Piena fiducia nel Papa.
    Non credo proprio che l’intenzione sia un riconoscimento.

  • Carla Vanni ha detto:

    Dopo aver letto questo articolo, disdico la newletter. So che soprraviverete lo stesso, ci mancherebbe… ma io meglio. (Ps: e dire che una volta scrivevo anche per questa testata… sparita per tanto tempo senza una parola di spiegazione ad alcuno. Bene, ora è tutto chiaro.)

    • Katy ha risposto a Carla Vanni:

      Addirittura? Non capisco il problema dell’articolo francamente. Fai parte di Noi siamo chiesa e ti sei offesa che hanno parlato di progressismo estremo?

  • luciano badesso ha detto:

    cosa dirà loro? un invito a ripensare alle loro posizioni? un adeguamento alle loro posizioni? ma molte confessioni protestanti già hanno fatto proprio tutto ciò che suggerisce il mondo oggi, ma con quale risultato? le chiese si sono svuotate ancora di più, perché tutto quello lo dice già il mondo. Siamo all’estinzione del cristianesimo?

    • Francesco ha risposto a luciano badesso:

      Sarei meno catastrofista, noi siamo cattolici e il Papa sa ciò che fa… dobbiamo cercare di recuperare chi si è perduto.

  • Laura ha detto:

    Noto tra l’altro che l’articolo è girato tra le agenzie che adesso stanno rilanciando la notizia 😀

  • Antonio Iadicicco ha detto:

    Premetto che credo che la Chiesa Non debba essere modificata in tutto ciò che è nella Parola di Dio (passatemi la definizione), che sono abbastanza d’accordo con Luciano Badesso e che, quanto sto per formulare, non dipende da un sapere (sono un ignorante) ma è una domanda formatasi spontaneamente e riportata di getto qui di seguito:
    … ma non è un’esortazione di nostro Signore essere ben disposto verso il prossimo, anche verso i nemici, dire la verità fermamente, senza scendere a compromessi, e sperare nella loro conversione? Probabilmente è questa l’intenzione del Cardinale Grech nell’apertura a questi fratelli ingannati…