Come lo Spirito Santo guida davvero l’elezione del Papa

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Durante il Conclave, l’elezione del Papa è guidata dallo Spirito Santo? Padre Mike Schmitz spiega ottimamente cosa significhi l’azione dello Spirito Santo sui cardinali durante il Conclave, approfondendo anche le parole del card. Ratzinger.


 

Durante il recente Conclave si è inevitabilmente parlato delle modalità di elezione di Papa Leone XIV.

E’ stato curioso osservare come, anche sulle riviste patinate e nei salotti televisivi, si dicesse con disinvoltura che ad influire nella scelta vi fosse lo Spirito Santo, un tema così profondamente teologico e misterioso che ci si chiede quanto chi ne parli ne sia davvero convinto.

Durante i giorni di attesa, mentre i cardinali erano raccolti in Vaticano, è stata ripubblicata un’intervista del 1997 al card. Joseph Ratzinger che ha fatto discutere, in cui spiegava:

«Lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto, da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata».

Ratzinger aveva in mente quei Papi, soprattutto durante il Rinascimento, «che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto».

Ma anche in quei casi, spiegava il futuro Benedetto XVI, lo Spirito Santo non abbandonò e garantì che, pur nella loro indegnità o inadeguatezza, questi uomini furono in qualche modo guidati nel condurre la Chiesa al di fuori dei periodi bui della storia, senza causare eccessivi danni.

Tra tutti gli approfondimenti che abbiamo sentito su questo tema, ne tratteniamo uno particolarmente interessante fornito da Fr. Mike Schmitz della diocesi di Duluth (Minnesota) e cappellano presso l’Università del Minnesota Duluth, nonché volto noto di YouTube tramite un canale molto seguito (oltre 1 milione di iscritti).

 

Qui sotto il video (pubblicato anche sul nostro canale YouTube)

 

Ed ecco invece la trascrizione integrale del video.


 
di Fr. Mike Schmitz*
*diocesi di Duluth (Minnesota) e cappellano presso l’Università del Minnesota Duluth

dal video pubblicato su “Ascension Presents” (14/05/2025)
 

Penso che, a prima vista, ci sia qualcosa nell’elezione di un nuovo papa che ci lascia un po’… delusi. Come se ci aspettassimo un’esperienza più mistica.

Leone XIV è stato eletto papa, è il Santo Padre della Chiesa cattolica, nato e cresciuto, almeno per gran parte della sua vita, a Chicago.

Quando intervistano i suoi fratelli, dicono di aver esclamato: “È Rob? Rob? Mio Dio, è Rob!”. Ti ritrovi a pensare: “Aspetta, lo chiamano Rob?”.

Noi, qui in America – e forse in gran parte del mondo – l’idea che abbiamo di un papa è circondata da un certo alone di mistero. Non immaginiamo che abbia dei fratelli “normali”, o che sia una persona “normale”. Non pensiamo che vada alle partite di baseball a tifare la squadra della sua città. Non è così che ce lo immaginiamo.

 

Lo Spirito Santo e l’elezione del Papa

E poi c’è il processo di elezione.

Una mia amica una volta mi ha detto: “Pensavo che tutto il processo fosse molto più… santo. Una cosa quasi mistica. Tipo, entri nella Cappella Sistina, ti metti in preghiera e chiedi allo Spirito Santo di guidare le decisioni”.

Invece, ha scoperto che i cardinali parlano, discutono, dibattono. Possono persino cercare consensi, cercare voti. E questo le sembrava… meno spirituale, diciamo così.

 

Nei Vangeli decisioni prese dopo discussione e consensi

Eppure, se torniamo alla Bibbia, vediamo che lo Spirito Santo agisce attraverso persone comuni, attraverso mezzi, eventi e circostanze che non ci aspetteremmo.

Per esempio, in Atti degli Apostoli, capitolo 1: Giuda è morto, e gli apostoli si riuniscono per decidere chi prenderà il suo posto.

Come scelgono tra Giuseppe Barsabba e Mattia? Tirano a sorte! (At 1,23-26). È come se lanciassero i dadi per decidere chi sarà il prossimo apostolo. Non sembra molto “santo”, vero? Ma è proprio quello che fecero. E questi sono uomini che camminarono con Gesù, che furono istruiti e formati da lui. Eppure, dicono: “Non lo sappiamo. Tiriamo a sorte”.

In Atti 15, c’è un grande dibattito: se uno non è ebreo, deve prima essere circonciso per potersi battezzare? C’è un’enorme discussione, dice il testo: “Dissentivano e discutevano vivacemente tra loro” (At 15,2). Fu un dibattito acceso, un processo complicato. Pregano, certo. Ma discutono, si confrontano, forse litigano.

E se fossi stato una mosca sul muro, non ti sarebbe sembrato per niente mistico o sacro. Eppure, alla fine, cosa dicono? “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi” (At 15,28).

 

Dio opera in modo straordinario tramite l’ordinario

Ed è questo il punto: Dio opera anche attraverso ciò che non sembra mistico. Opera nella vita quotidiana. Opera attraverso persone normali. Opera attraverso discussioni, persino attraverso i nostri fallimenti.

Questo vale non solo per l’elezione del papa, ma anche per come ci aspettiamo che Dio agisca nella nostra vita. Spesso pensiamo che, quando Dio si manifesta, debba essere qualcosa di speciale, mistico, fuori dall’ordinario. Ma Dio opera nell’ordinario in modo straordinario. Prende quello che gli offriamo – anche se è poco – e può farne qualcosa di incredibile.

Se Dio può prendere pane e vino e trasformarli nel corpo e sangue di Cristo; se può usare dell’acqua versata sulla testa di una persona con le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, e trasformare quella persona in figlio adottivo di Dio; allora può anche operare attraverso cose normali, attraverso gesti e decisioni quotidiane.

Proprio come in Atti 1, quando tirano a sorte, o in Atti 15, quando discutono, anche oggi lo Spirito Santo continua a operare in quei modi.

Pensa a questo nella tua vita: Dio usa le nostre buone decisioni per la Sua gloria, ma può usare anche quelle sbagliate, se gliele affidiamo.

 

L’elezione del Papa, lo Spirito Santo e Ratzinger

Papa Benedetto XVI lo disse chiaramente – credo prima ancora di essere eletto papa –: “Non è lo Spirito Santo che sceglie il prossimo papa. I cardinali lo fanno. Ma lo Spirito Santo è presente, e lavorerà con qualunque persona venga eletta per custodire la Chiesa.

E la stessa cosa vale per le nostre vite. Dio è disposto a operare dentro le nostre circostanze, le nostre decisioni, le nostre scelte. Non siamo perfetti. Non siamo sempre santi. Ma se gli offriamo tutto, lui non solo sarà presente, ma lavorerà attraverso tutto ciò che gli diamo.

E io sono grato che funzioni così. Sono grato che Dio continui a operare attraverso persone normali, scelte normali, persino errori umani… per continuare a guidare e custodire la sua Chiesa.

Autore

La Redazione

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