Il pastore battista si battezza cattolico: «Ora sono a casa»

pastore battista convertito

La conversione cattolica del pastore battista Gary Morgan. Dopo 35 anni di ministero ha studiato i Padri della Chiesa, scoperto che la chiesa primitiva era diversa da quella evangelica e coincidente con la Chiesa cattolica.


 

Quello di un pastore protestante che rinnega 35 anni di ministero per abbracciare il cattolicesimo è un racconto di trasformazione profonda.

Ancora di più se è lui stesso a renderlo pubblico. E’ accaduto pochi giorni fa, il 12 dicembre 2024.

L’ex pastore battista Gary Morgan, leader della Cowboy Church movement, ha raccontato di essersi ritirato dopo 35 anni di ministero ed essere stato accolto dalla Chiesa cattolica durante la Veglia pasquale nel 2023.

Considerando la sua lunga esperienza è presto diventato coordinatore della formazione per la fede degli adulti in una parrocchia cattolica in Texas.

Morgan era a capo della Cowboy Church più importante del Texas, una congregazione protestante in stile cowboy che cerca di raggiungere la comunità di persone con uno stile di vita western, in particolare in ambienti rurali o suburbani.

 

35 anni come pastore battista nella Cowboy Church

Da giovane ordinato fu mandato in Brasile e lì conobbe per la prima volta la Chiesa cattolica rimanendo inorridito dalle statue nelle chiese (“idolatria”) e l’opulenza dei luoghi sacri, adornati di arte e cultura mentre attorno regnava la povertà della gente.

La verità, scrive oggi, «è che probabilmente ero prevenuto ed ero predisposto a credere il peggio sui cattolici».

Dopo aver preso la laurea presso il Midwestern Baptist Theological Seminary di Kansas City, Gary Morgan divenne un pastore di successo nelle Cowboy Church, fondandone molte e raccogliendo centinaia di persone.

Come detto svolse il suo ministero per 35 anni, «onorato di aver fatto parte di qualcosa che sembrava un autentico movimento di Dio. Non avevo intenzione di andare da nessun’altra parte e non credevo che lo avrei mai fatto».

 

Il viaggio in Terra Santa e lo studio dei Padri della Chiesa

Le cose iniziarono a cambiare nel 2019 quando accettò di fare un viaggio in Terra Santa e scoprì con stupore che la maggior parte dei pellegrini erano cattolici, seriamente interessati alla loro origine storica. «Non trassi conclusioni da tutto questo», scrive, «ma qualcosa iniziò a muoversi nel mio cuore».

La conversione del figlio all’Ortodossia ha fornito al pastore l’opportunità di iniziare a leggere i Padri della Chiesa per capirne qualcosa in più.

Non l’avesse mai fatto, «non ci volle molto perché le fondamenta della mia fede battista/evangelica cominciassero a sgretolarsi», scrive. Fu scioccante per lui: «Questi scritti molto antichi, probabilmente della fine del primo secolo, mi gettarono in una crisi quasi immediata, perché c’era una cosa a cui non potevo sfuggire: qualunque cosa fosse la chiesa primitiva, di certo non assomigliava alla mia fede evangelica».

Proseguendo nello studio dell’Ortodossia scoprì anche che era strettamente correlata al Cattolicesimo, il quale aveva connessioni sacramentali e gerarchiche con la chiesa primitiva. Fu sconvolgente scoprire che quelli che riteneva essere «orpelli cattolici» alla storia di Gesù di Nazareth non arrivarono tardivamente, «quando la chiesa ottenne l’accettazione sotto Costantino».

Iniziò a rendersi conto «di quanto fossi stato ingenuo». E’ così che per la prima volta balenò l’impensabile possibilità che il cattolicesimo potesse essere vero.

Per quanto riguarda l’Ortodossia, gli sembrava portare nel DNA alcune delle stesse debolezze del protestantesimo e anch’essa non aveva «nessuna autorità centrale equivalente al Papato che potesse consentire loro di risolvere controversie teologiche o affrontare gravi preoccupazioni culturali».

 

Un anno fa il battesimo cattolico: “Ora sono a casa”

Lentamente il pastore Gary Morgan ricorda di aver messo da parte «le mie lenti protestanti, deciso a seguire le prove ovunque mi portassero». Fu così che si accorse che «il mio cuore aveva abbandonato l’evangelismo ed era diventato cattolico».

L’ultimo sermone lo tenne la domenica delle Palme del 2023 e, assieme alla moglie, fu accolto pochi giorni dopo nella Chiesa cattolica durante la Veglia pasquale.

Ecco le ultime, emozionanti parole dell’annuncio pubblico di conversione dell’ex pastore:

«Il cattolicesimo non è un posto in cui avrei mai pensato di essere. Era troppo alieno, troppo strano, troppo sbagliato. Dio ha dovuto lavorare per portarmi qui. Ma, con un leggero strattone in Terra Santa, una gomitata brusca durante le elezioni del 2020 e la pandemia, e infine l’accecante epifania della conversione di mio figlio, ho scoperto il posto più meraviglioso: la Chiesa fondata da Gesù, la barca di San Pietro, piena di santi di ogni tempo, tribù e nazione che lodano e servono gioiosamente Dio insieme nel suo Regno eterno. Non sarei potuto arrivare qui in nessun altro momento o in nessun altro modo. Ci è voluta una tempesta perfetta, ma sono così felice che Dio, per sua grazia, l’abbia mandata. Perché ora sono a casa».

 

Una storia che ricorda molto le conversioni cattoliche del pastore luterano Lars Ekblad (2014), del più influente pastore pentecostale svedese, Ulf Ekman (2014) e del pastore episcopaliano Andrew Petiprin (2019).

 


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Autore

La Redazione

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