Paolo Flores D’arcais: il filosofo incivile e intollerante

Il “filosofo” Paolo Flores D’Arcais ha un nome complesso a nascondere il vuoto culturale. Massimo studioso italiano del marxismo e direttore dell’anacronistica rivista “Micromega“.

Chi non ricorda quella sua incredibile lettera, apparsa su La Repubblica il 18/1/08, con la quale approvava la censura verso Benedetto XVI da parte di alcuni docenti dell’Università de La Sapienza di Roma? Oltre a voler invitare Richard Dawkins al posto di Ratzinger, accusava quest’ultimo di essere un creazionista, di definire “assassine” le donne che scelgono l’aborto, di impedire l’uso del profilattico al popolo africano (quando invece ha sempre chiesto soltanto maggiore attenzione verso l’educazione sessuale, dato che il condom non è l’unica soluzione) e di aver rifiutato l’invito dell’allora rettore Guarini perché non ammetteva che in un’altra sala alcuni scienziati parlassero di darwinismo e alcuni studenti facessero la solita manifestazione di protesta travestiti da sacerdoti (anche se contemporaneamente lo stesso quotidiano pubblicava la vera motivazione della rinuncia del Papa: ««No, non posso andare, anche se non ci sono problemi per la mia sicurezza, non posso non preoccuparmi per quei ragazzi. Mi dispiace tanto»).

Attorno al filosofo marxista è stata dunque creata un’aura di paladino della tolleranza, della moderazione, del dialogo (un po’ come venne fatto a suo tempo per Voltaire, con le debite proporzioni). Ma la mistificazione è fin troppo artificiosa, per questo non ci siamo stupiti quando un nostro lettore ci ha segnalato un dibattito politico avvenuto durante la trasmissione Exit del 9/3/11, condotta da Ilaria D’Amico sul LA7. In studio tra gli altri ospiti, oltre al filosofo, anche l’on. Reguzzoni, Gad Lerner e Alessandro Sallusti. La trasmissione procedeva normalmente, quando ad un certo punto Flores D’Arcais ha cominciato ad interrompere il deputato leghista Reguzzoni impedendogli di terminare il discorso.

Nonostante i continui richiami della conduttrice, l’insofferenza del pubblico e l’incredulità di Sallusti e Lerner, il direttore di Micromega ha continuato a parlare (e poi ad urlare) ininterrottamente per oltre 10 minuti, nonostante i tecnici gli avessero anche chiuso il microfono. La D’Amico, molto imbarazzata e arrabbiata, ha quindi dovuto chiudere prima del previsto la trasmissione, mettendo fine ad uno dei più imbarazzanti momenti di televisione degli ultimi anni. Qualcuno è pure arrivato a chiedere al direttore di LA7 di non invitare più il tollerante filosofo nei programmi del canale televisivo.

 

Qui sotto il video (ci scusiamo per il fastidioso “fuori sincro” dell’audio), postato anche sul nostro account Youtube:

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