Gli atei di Madrid annunciano: «bruceremo le chiese e castigheremo i cattolici!»

In un programma radiofonico andato in onda il 24 marzo, il portavoce degli atei di Madrid, “Ateos en Lucha”, che è anche uno degli organizzatori della processione atea organizzata proprio nel giorno del Giovedì Santo (cfr. Il Sussidiario 1/4/11), ha riconosciuto che ciò che vogliono è «esclusivamente castigare la coscienza cattolica. Il nostro scopo è quello di fare del male e danneggiare l’ideologia di queste persone».

La processione, organizzata dalla Asociación Madrileña de Ateos y Librepensadores (cioè l’UAAR spagnola), si svolgerà per le strade di Madrid. Su YBarcelona si legge che durante un programma su Radio Ela, radio di ultra-sinistra, il rappresentante ha poi ricordato l’incendio appiccato alla Escuelas Pías, un istituto religioso spagnolo: «Questa chiesa è stata bruciata nella città di Madrid durante la rivolta contro la Repubblica. Per noi è un riferimento imprescindibile».  Nel seguito della trasmissione il portavoce della processione ha riconosciuto che ad animarla ci sara «inevitabilmente e logicamente una componente di reato e di offesa verso la religione cattolica, perché è inseparabile dalla stessa organizzazione» e parte integrante dei loro obiettivi. Infine hanno minacciato di accogliere “come si merita” Benedetto XVI durante la sua visita prevista per l’estate prossima. Su Outono.net è stato pubblicato l’audio della trasmissione radiofonica.

Il quotidiano La Razon si informa anche che «i movimenti cristianofobici hanno intensificato il loro appello verso il rogo delle chiese spagnole e alcune femministe hanno aderito con entusiasmo». Compare tutto un excursus di violenze e gesti di odio organizzati e perpetrati dalle femministe e dalle associazioni di atei spagnoli, come ad esempio quello avvenuto il 22 e 23 marzo, quando un gruppo di donne ha dato fuoco alla porta della chiesa Sant Vicenç de Sarrià a Madrid. Il quotidiano ricorda quanto queste femministe non sapevano: la chiesa è proprio dedicata al beato Pere Tarrés, un sacerdote che ha speso la sua vita per aiutare le donne, sia con l’Azione Cattolica femminile che come cappellano dell’Hospital de la Magdalena, dove ha soccorso prostitute e donne povere in generale.

Il presidente della piattaforma civica HazteOir, Ignacio Arsuaga, ha comunque annunciato che le dichiarazioni di questi invasatei spagnoli sono già diventate oggetto di studio da parte dei servizi giuridici poiché è ravvisabile la costituzione di un reato.

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