Il Papa in Spagna: lo Stato vince 100 milioni, la Chiesa ne spende 15
- Ultimissime
- 09 Apr 2026

Il prossimo viaggio di Leone XIV in Spagna ha un costo di 15 milioni di dollari. Ma li paga la Chiesa, mentre lo Stato avrà solo ritorni economici. Come sempre accade.
Il dibattito sul prossimo viaggio di Leone XIV in Spagna arriva anche in Italia.
“Il Fatto Quotidiano” è il primo a pungere il Vaticano, copiando i colleghi di “El Pais”: «È il Papa oppure una rockstar stellare?», si chiede.
Chi paga il costo di Leone XIV in Spagna?
Gli organizzatori del viaggio apostolico in Spagna il prossimo 6 giugno hanno infatti stimato il costo di 15 milioni di euro.
Ma chi pagherà? Non certo lo Stato tramite soldi pubblici ma dalla stessa Conferenza Episcopale con l’aiuto di benefattori privati.
Ad eccezione delle Isole Canarie e di Tenerife che hanno invece considerato la visita del Papa un evento sociale unico che porterà maggiori guadagni rispetto ai costi, decidendo così di sovvenzionarla direttamente a loro spese.
Questo “dettaglio” è una consuetudine dei viaggi papali ed è stato previsto anche dagli stessi organizzatori, i quali stimano infatti un ritorno complessivo di circa 100 milioni di euro.
I costi dei viaggi del Papa
Per amor di verità va detto che 15 milioni sono una cifra alta ma non così difforme dal costo abituale dei viaggi papali.
Il viaggio in Asia-Pacifico 2024 di Papa Francesco è costato 12 milioni di dollari, mentre i sei giorni in Messico nel 2016 sono costati 10,1 milioni.
Viaggi più brevi hanno avuto costi nettamente inferiore, tre giorni in Lussemburgo sono costati 1,5 milioni di dollari, mentre la visita in Belgio 3,5 milioni di dollari.
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Il ritorno economico dei viaggi papali
Ma fermarsi al costo, ignorando il ritorno economico, significa guardare solo metà del quadro.
Il vantaggio dei Paesi che ospitano il Papa supera sempre e di gran lunga i costi di organizzazione. Qualche esempio documentato.
Nel viaggio di Papa Francesco negli Stati Uniti nel 2015, la sola città di Philadelphia registrò un impatto economico stimato in oltre 500 milioni di dollari a fronte di 12 milioni di costi, grazie all’afflusso di pellegrini e turisti, all’aumento della domanda alberghiera e alla spesa in ristorazione e trasporti.
Quando invece si recò in Colombia nel 2017, le spese complessive ammontarono a 8 milioni di dollari (paragonabili ai costi registrati per visitare altri paesi, come Ecuador e Messico). Ma i benefici economici hanno di gran lunga superato l’investimento iniziale: solo il comune di Medellín ha stimato entrate per 22 milioni di dollari.
Scenario simile a quanto accaduto nella capitale colombiana, Bogotà, la cui vista di Francesco smosse l’economia locale generando un introito di 30 milioni di dollari.
La situazione non cambia se andiamo ancora più a ritroso ai viaggi di Benedetto XVI.
Uno studio accademico ha addirittura scandagliato dettagliatamente l’impatto economico positivo sull’intera regione di Santiago di Compostela quando ospitò Papa Ratzinger nel 2010, riferendo «effetti netti chiaramente positivi in termini di stimolo all’attività economica regionale e promozione del turismo».
Su UCCR avevamo documentato che una visita apostolica di Benedetto XVI costava la metà di una singola giornata del G8, apportando però un impatto economico enormemente superiore.
Tornando all’attualità, chiunque è al corrente di quante decine di miliardi di euro ha portato il recente Giubileo alla città di Roma.
La Chiesa spende, lo Stato guadagna
Tutto questo accadrà anche nel prossimo viaggio di Leone XIV in Spagna, quando il governo non stanzierà nemmeno un euro e si ritroverà guadagni milionari.
Il titolo dell’evento è “Alzad la mirada”, cioè “alza la vista”. E’ forse ciò che dovrebbero fare anche i giornalisti un po’ nostalgici di anticlericalismo quando si cimentano a criticare i costi degli eventi papali senza considerare, per l’appunto, l’ingente ritorno economico che essi apportano ai Paesi ospitanti.
Altro che “Papa rockstar”.



















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