La Corte Ue impone le nozze gay? Falso, sentenza non vincolante
- Aldo Vitale
- 26 Nov 2025

Il giurista Aldo Rocco Vitale spiega in poche parole perché quella della Corte UE sulle nozze gay non è una sentenza vincolante ed è inapplicabile in Italia.

di
Aldo Rocco Vitale*
*docente di Filosofia del diritto presso l’Università Europea di Roma.
Parliamo della sentenza del 25 novembre 2025 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
E’ infatti intervenuta su un caso riguardante due cittadini polacchi, sancendo che uno Stato membro deve riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso che è stato legalmente contratto in un altro Stato membro in cui hanno esercitato la loro libertà di circolazione e di soggiorno.
Sulla scorta della tutela della vita privata e famigliare, la CGUE ha ritenuto che fosse necessaria l’estensione della tutela matrimoniale che un Paese membro accorda alle coppie dello stesso a tutto il resto dei Paesi aderenti all’Unione.
Su una tale decisione, tuttavia, si possono effettuare alcune considerazioni critiche.
Sentenza non vincolante
In primo luogo, un rilievo di metodo in base al quale non si può violare il principio di separazione dei poteri secondo il quale rientra nella discrezionalità del Legislativo decidere se e come disciplinare un determinato settore o una specifica materia.
Per cui, non si può considerare vincolate per i Parlamenti nazionali la predetta decisione.
Per la Costituzione italiana solo diversità di sesso
In secondo luogo, emerge un rilievo di merito articolato secondo una bipartizione, cioè sul dato strettamente normativo e su quello più generalmente giuridico.
Sul versante normativo, infatti, la predetta decisione non si applicherebbe all’Italia poiché nel nostro ordinamento esiste già la legge 76/2016 che disciplina e regola le unioni tra persone dello stesso sesso.
Sul versante più generalmente giuridico, invece, occorre rilevare che ai sensi del dettato della Costituzione italiana il matrimonio egualitario non può essere approvato nel nostro Paese, poiché ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione il matrimonio è soltanto l’unione tra due soggetti di sesso diverso.
In tal senso milita la nota pronuncia del Consiglio di Stato n. 4899/2015 con la quale è stato precisato, una volta e per tutte:
«Risulta agevole individuare la diversità di sesso dei nubendi quale la prima condizione di validità e di efficacia del matrimonio, secondo le regole codificate negli artt.107, 108, 143, 143 bis e 156 bis c.c. ed in coerenza con la concezione del matrimonio afferente alla millenaria tradizione giuridica e culturale dell’istituto, oltre che all’ordine naturale costantemente inteso e tradotto nel diritto positivo come legittimante la sola unione coniugale tra un uomo e una donna».
Alla luce di tutto ciò, dunque, l’Italia non può essere considerata coinvolta nella suddetta decisione della CGUE.








1 commenti a La Corte Ue impone le nozze gay? Falso, sentenza non vincolante
Una domanda all’autore dell’articolo: ti sei accorto che oggi, in Italia , molti giudici si stanno sostituendo, di fatto, al legislatore?