Dio e l’ipercubo: come un matematico parla del cristianesimo

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Nuova edizione del libro “Dio e l’ipercubo” scritto dal matematico Francesco Malaspina (Politecnico di Torino). L’autore presenta la nuova pubblicazione su UCCR.


 

di
Francesco Malaspina*
 
 
*docente ordinario di Geometria presso il Politecnico di Torino

 
 

Recentemente è uscita in libreria la nuova edizione del mio libro su matematica è cristianesimo “Dio e l’ipercubo”.

L’approccio era spiegato in questo mio precedente articolo per UCCR.

 

“Dio e l’ipercubo”: tra matematica e cristianesimo

La novità principale di questa nuova edizione consiste nella presentazione, ovvero una sorta di rivisitazione semplificando le parti matematiche, scritta da don Renato Rosso, missionario tra le popolazioni nomadi in vari paesi del sud del mondo che avevo incontrato in Bangladesh oltre vent’anni fa e ritrovato da pochi mesi.

Che cosa avrà da dire sugli ipercubi una persona che ha passato la sua vita condividendo la vita di popolazioni isolate e povere? Mi è stato chiesto da alcuni amici a cui raccontavo di questa nuova edizione.

In effetti, il testo è nato proprio mentre vivevo esperienze di servizio insieme a lui, i fratelli cottolenghini o le suore di Madre Teresa e intanto ero immerso nello studio della matematica.

L’itinerario che si prova a tracciare cerca di utilizzare alcuni oggetti astratti per descrivere il senso del servizio concreto agli ultimi nella spiritualità cristiana. Astrazione e concretezza come estremi che si toccano in un cerchio che si chiude.

La funzione vettoriale (cos x,sen x) ha come dominio l’intervallo chiuso [0,2π] e come immagine, appunto, la circonferenza di raggio uno nella quale il punto iniziale e finale dell’intervallo vengono incollati.

Inoltre, l’ipercubo viene introdotto proprio per dire che serve una pluralità di punti vista (proiezioni) per poter cogliere qualcosa di profondo e complesso come spiegato in questo video.

 

Le recensioni accademiche

Mi è sembrato quindi ragionevole aggiungere, alla postfazione scritta da un docente di teologia fondamentale (don Ferruccio Ceragioli) e alla prefazione curata da un importante matematico (Antonio Ambrosetti), il contributo del mio amico missionario.

Per accennare alla geometria quadridimesionale, oltre al mio punto di vista, ne aggiungo dunque altri tre e lo faccio, ora, anche qui di seguito.

 

Dalla Presentazione di Renato Rosso:

«Il nostro autore, servendosi dei suoni neutri della matematica e organizzandoli in accordi e in forme narrative, ha ottenuto un corale che ha “cantato” un prezioso spartito di cristianesimo. Accompagna il lettore con un linguaggio strettamente scientifico e tecnico e, in parallelo, con un linguaggio intuitivo, per cui offre la possibilità anche ai non addetti ai lavori di non scoraggiarsi e di non chiudere il libro dopo le prime pagine».

 

Dalla Prefazione di Antonio Ambrosetti:

«Questo affascinante piccolo grande libro introduce in modo efficace il lettore a concetti matematici complessi e li collega alla fede cristiana. Attraverso essi Malaspina ci costringe a pensare, ci fa riflettere sui grandi problemi della vita umana e riesce a comunicarci il suo modo profondo di vivere la fede e il suo grande entusiasmo per la matematica».

 

Dalla Postfazione di Ferruccio Ceragioli:

«Si tratta di recuperare un modo di pensare capace di vedere le cose non solo in se stesse come nell’approccio scientifico, ma anche come simboli. E anche in questo senso il confronto con la matematica, che vive di simboli, appare di grande interesse. Come altri hanno utilizzato altre arti per parlare della bellezza del cristianesimo, così ci si può legittimamente servire della astratta e limpida bellezza della matematica per parlare di Gesù Cristo».

 


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Autore

Francesco Malaspina

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2 commenti a Dio e l’ipercubo: come un matematico parla del cristianesimo

  • Antonio ha detto:

    Che bella sorpresa ritrovare Malaspina! Ho acquistato il suo libro quando anni fa ne parlò su Uccr! Benritrovato

    • Francesco Malaspina ha risposto a Antonio:

      Gentile Antonio, la ringrazio per il suo commento così cordiale.