Iran, una stazione della metro dedicata alla Vergine Maria
- Ultimissime
- 15 Ott 2025

In Iran una stazione della metropolitana viene intitolata alla Vergine Maria. Una scelta che onora i cristiani ma che contrasta con la loro repressione, soprattutto i convertiti.
Inaugurata lunedì 13 ottobre 2025 è già un caso internazionale.
A Teheran la nuova stazione della metropolitana è intitolata a “Santa Vergine Maria”, in quanto posta vicino alla cattedrale di San Sarkis, nel sesto distretto.
A Roma, sulla linea B, c’è Santa Maria del Soccorso, a Madrid sulla linea 4 c’è invece Parque de Santa María e sulla linea 12 di Parigi troviamo la stazione “Notre-Dame-des-Champs” (“Nostra Signora dei Campi”).
Mai ci saremmo aspettati che anche l’Iran si dotasse di una stazione metropolitana “mariana”, un gesto che le comunità cristiane armene e assire hanno accolto come un riconoscimento ufficiale del patrimonio storico del cristianesimo iraniano.
La situazione dei cristiani in Iran
I cristiani in Iran sono circa 200mila, concentrati principalmente nelle principali città di Teheran e Isfahan.
La cattedrale vicina alla stazione metropolitana, San Sarkis, è il cuore del cristianesimo armeno a Teheran, la confessione più numerosa. A fianco delle icone armene svetta, purtroppo, un ritratto dell’ayatollah Khomeini, probabilmente un pegno da pagare per poter frequentare una chiesa cristiana.
L’inaugurazione della metropolitana si svolge su uno sfondo contraddittorio: la repressione nei confronti dei cristiani, specie dei convertiti dall’islam, si è intensificata drammaticamente nel corso del 2024.
La Costituzione iraniana riconosce i cristiani come “Popolo del Libro” e garantisce libertà di culto entro i limiti stabiliti dalla legge, tre seggi in Parlamento sono riservati a loro agli armeni e agli assiro-caldei. Ma nella pratica molte restrizioni restano in vigore: nella scuola, nella lingua, nei diritti civili e nell’accesso a certe carriere.
L’intervista alla cristiana salvata da Benedetto XVI
Recentemente abbiamo dialogato con Marziyeh Amirizadeh, cristiana iraniana salvata dalla condanna a morte nella prigione di Evin grazie all’intervento segreto di Benedetto XVI.
Nell’intervista la donna ci racconta che la maggior parte degli abitanti in Iran «ha voltato le spalle all’Islam ed è molto aperta al cristianesimo». Tuttavia, precisa Marziye, «è ancora pericoloso» per i cristiani «a causa della polizia segreta dei Basij e di altri organi repressivi».
I casi documentati riguardano, come detto, soprattutto persone convertite dall’Islam, che sono sottoposte a imputazioni quali “propaganda contro la sicurezza nazionale” o presunte connessioni con gruppi cristiani esterni, accuse che portano a pene severe.
C’è dunque un forte contrasto tra questo e l’apparente concessione simbolica della metropolitana dedicata alla Vergine Maria per rendere omaggio al cristianesimo come parte del patrimonio nazionale.









3 commenti a Iran, una stazione della metro dedicata alla Vergine Maria
La decisione è sorprendente, ma non del tutto, se si considera che il Corano stesso dedica un intero capitolo, la Sura 19 (“Maryam”), alla Vergine Maria. È l’unica donna menzionata per nome nel Corano ed è venerata come la madre pura di Gesù (ʿĪsā), profeta e Parola di Dio. Questo rispetto per Maria è profondamente radicato nella tradizione islamica, sebbene ai cristiani venga spesso negata la libertà fondamentale di esprimere la fede che ella rappresenta.
Vale anche la pena ricordare che Fatima, il villaggio portoghese dove la Madonna apparve nel 1917, porta il nome di una delle figlie di Maometto. Alcuni hanno visto in questa coincidenza un ponte provvidenziale tra Cristianesimo e Islam, un’eco della maternità universale di Maria che trascende i confini religiosi.
C’è un pò di disinsformazione nell’articolo. Va bene non comprendere le differenze tra sunniti e sciiti, ma perchè dire “A fianco delle icone armene svetta, purtroppo, un ritratto dell’ayatollah Khomeini, probabilmente un pegno da pagare per poter frequentare una chiesa cristiana”?
Probabilmente perché non si capisce cosa c’entri un imam fondamentalista a fianco delle icone armene cristiane…penso anche io sia un’imposizione politica.