Medioevo e sessualità femminile, Barbero sfata falsi miti
- Ultimissime
- 19 Set 2025

Nessun tabù e rapporti paritetici tra uomo e donna. Di questo ha parlato lo storico Alessandro Barbero, smentendo vari pregiudizi addossati sul Medioevo e la sessualità (femminile).
Il Medioevo misogino e sessuofobico? E’ quello che si dice, ma è un mito.
Ne ha parlato recentemente Alessandro Barbero, popolare storico italiano, docente di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale.
In una rubrica su LA7, intitolata “Barbero risponde”, lo storico ha affrontato una domanda sulla sessualità femminile nel Medioevo. Un tema esplosivo che unisce due enormi pregiudizi storici: la sessualità nel Medioevo cristiano, per l’appunto, e il ruolo della donna.
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I teologi medievali e la sessualità femminile
«Contrariamente a quello che potremmo credere», spiega subito Barbero, «non c’era nel Medioevo alcun tabù sul fatto di riconoscere che anche le donne provassero piacere». Nella letteratura medievale, infatti, «sono protagoniste e in primo piano».
Al contrario dell’epoca vittoriana, dove la sessualità femminile era invece relegata a mero “dovere coniugale”, nel Medioevo si rifletteva abitualmente anche sul desiderio femminile.
Gli stessi teologi medievali, continua Alessandro Barbero, «ne parlavano tranquillamente, assieme agli scienziati medievali che si occupavano di fisiologia umana». Erano convinti, infatti, che «il piacere fosse necessario per concepire».
Il sesso nel pensiero della Chiesa
Ricordiamo d’altra parte che nel pensiero della Chiesa, la sessualità non è affatto screditata né relegata solo alla riproduzione, ma viene considerata un dono di Dio.
Papa Francesco, ad esempio, spiegava che non ci sono tabù in questo, «è un dono che il Signore ci dà. Ha due scopi: amarsi e generare vita. Questa è la grandezza della sessualità, dell’amore tra uomo e donna per tutta la vita».
Certo, l’epoca moderna ha fatto del sesso un vessillo da consumarsi in ogni sfaccettatura, separandolo dall’amore, dal matrimonio e trasformandolo in un atto puramente edonistico e individualistico, ridotto a mero strumento di piacere immediato.
Ma questa, spiegava ancora Bergoglio, «non è la sessualità dell’amore: è la sessualità “cosificata”, staccata dall’amore e usata per divertimento. E’ una degenerazione rispetto al livello dove Dio l’ha posta».
Un pensiero simile lo ha pronunciato recentemente Leone XIV in un discorso che abbiamo subito ripreso nelle nostre “Breaking News” sui social, quando ha criticato a «una sessualità che diventa intrattenimento e cosificazione della persona umana».
Le osservazioni di Alessandro Barbero sul Medioevo ci aiutano a capire che il pensiero della Chiesa sulla sessualità è costantemente frainteso e fin dal Medioevo, è stato libero dai tabù.
Già allora, la sessualità dei coniugi, in un contesto di responsabilità, affetto e apertura alla vita, era compresa come parte naturale della vita e, da non sottovalutare, i rapporti d’amore tra uomo e donna erano considerati paritetici.
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