L’UAAR abbocca alle tesi cospirazioniste su Charlie Kirk

uaar charlie kirk

L’Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR) rilancia la teoria del killer di Charlie Kirk affiliato all’estrema destra, magari pure cristiana. Parte dei seguaci si dissocia.

 

• Gli ultimi aggiornamenti sul caso Charlie Kirk si si trovano qui.

• E’ presente un aggiornamento di oggi in fondo all’articolo


 

Non sarebbe meglio che l’UAAR continuasse a piangere per le “clericate” senza occuparsi di attualità?

Ci riferiamo alla famigerata Unione Atei Agnostici Razionalisti, che ebbe il merito di inspirare la nascita della nostra attività.

Un tempo era più divertente, oggi l’UAAR si limita a rilanciare notiziole di paese (dette appunto “clericate”) in cui un sindaco assiste a una benedizione o un deputato inaugura una scuola paritaria.

Affronti talmente gravi alla laicità di Stato che nemmeno i propri iscritti -che anni fa “ci credevano” davvero-, sono interessati. Lo si evince dall’emorragia implacabile di associati, anno dopo anno (è un’associazione nata dal 1987!)

iscritti uaar

 

Charlie Kirk, quali sono le fonti più affidabili

Ma cos’ha combinato di recente l’UAAR da inimicarsi i suoi già pochi membri? Si è occupata di temi leggermente diversi dalle campane rumorose, ovvero l’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk.

Sono giorni che ce ne occupiamo anche noi fornendo di volta in volta elementi concreti che emergono dai vari aggiornamenti che il direttore dell’FBI, Kash Patel, il suo vice, Dan Bongino e il governatore dello UTAH, Spencer Cox, stanno rilasciando ai principali organi di stampa.

I media e le agenzie italiane sono in grande ritardo e pubblicano anche dopo un giorno dopo le stesse cose che scriviamo nei nostri aggiornamenti, ma basta scegliere le principali fonti americane, di destra o di sinistra, per essere aggiornati.

 

L’UAAR e il killer affiliato all’estrema destra

Il problema è che la storia che sta emergendo, legata al killer Tyler Robinson, non è proprio digeribile dagli atei razionalisti.

Così hanno pubblicato un post in cui accusano coloro che diffondono «teorie del complotto» che avvantaggerebbero «una parte consistente della destra (anche nostrana) ad accusare in maniera generica la sinistra di propagandare l’odio».

Ci domandiamo perché l’unica associazione di atei italiana non sia super partes ma debba schierarsi politicamente e religiosamente in difesa di un’area specifica. Non è mancanza di laicità questa?

Va però dato atto all’UAAR di aver definito «estremisti» coloro che esultano per l’«atroce assassinio» di Charlie Kirk. Non si capisce però se lo ritengano un atto sbagliato in sé oppure, come affermato chiaramente da Roberto Saviano, solo perché «ha reso Kirk un martire, amplificandone il messaggio oltranzista».

Il passaggio più controverso però è quello in cui l’associazione informa i propri fedeli del «quadro più complesso» sull’attentatore, il quale «sarebbe affine ad alcuni ambienti molto di nicchia di fanatici, gamer e troll di destra attivi on line che consideravano Kirk troppo “moderato”». Infatti, sottolineano, Robinson «proviene da una famiglia di mormoni sostenitori di Trump avvezzi all’uso delle armi e ha una compagna transgender, ma ancora non è chiaro quanto le posizioni anti-lgbt di Kirk abbiano inciso sul movente».

Le reazione dei seguaci si sono divise in tre: chi accusa l’UAAR di aver sposato il cospirazionismo, chi la accusa di aver detto che Robinson aveva una (un) compagna (o) trans e chi difende a spada tratta l’associazione.

E’ indubbio che i primi siano i meglio informati, quella dell’adesione del killer ai suprematisti bianchi alt-right chiamati Groyper e legati all’estremista di destra Nick Fuentes (considerato misogino, antisemita e razzista) non è solo una fake news circolata nelle prime ore dopo la scoperta dei videogame a cui giocava il killer ma non è mai stata una pista seguita dagli inquirenti, non ne parla più nessuno e, tra l’altro, è contro-fattuale rispetto ai fatti accaduti.

 

Charlie Kirk, gli elementi certi e le indagini

Ad oggi l’FBI ha rilasciato questi elementi in maniera ufficiale:

• Le indagini sono rivolte alla rete di gruppi pro-trans, “furry” e antifascisti che potrebbero (condizionale d’obbligo) aver saputo, aiutato e sostenuto logisticamente e/o finanziariamente Tyler Robinson. Un’importante traccia è data da post scritti da attivisti LGBTQ+ prima dell’omicidio in cui manifestavano convinzione che sarebbe successo qualcosa a Kirk durante l’evento organizzato alla Utah Valley University.

Tyler Robinson ha scritto in un messaggio prima dell’omicidio di volere cogliere l’opportunità di uccidere il conservatore cristiano Kirk perché odiava ciò che lui rappresentava.

• Il partner sentimentale di Robinson, Lance Twiggs, è un transgender che sta collaborando attivamente, non sembra essere coinvolto direttamente ma è sospettato di aver saputo e non aver detto nulla dopo l’omicidio. Twiggs (e probabilmente anche Robinson) aveva una fissazione per i “furry”, travestimenti da animali antropomorfi tipici della comunità transgender e sulle munizioni del fucile usato dal killer c’è una frase direttamente collegata ai meme utilizzati da questi gruppi.

• Robinson è cresciuto in una famiglia mormone (quella che lo ha convinto a costituirsi) ma si è distaccato da tempo radicalizzandosi online nella politica di sinistra. Il fidanzato Twiggs, almeno secondo i suoi stessi parenti (informazioni non confermate dalle autorità), è anch’esso cresciuto in una famiglia conservatrice e repubblicana ma ha manifestato odio verso la sua famiglia e i valori condivisi in essa, definendosi un ex-cristiano.

 

Il movente più probabile dell’omicidio di Kirk

In definitiva, quindi, se il movente specifico è ancora inafferrabile, la pista più battuta è quella dell’omicidio ideologico da parte di Tyler Robinson in nome dell’antagonismo verso Charlie Kirk a causa delle sue idee conservatrici e critiche verso l’ideologia gender, ritenute offensive verso il suo partner. Lo stesso Robinson ha confessato a Twiggs di aver ucciso Kirk per odio e perché «certi odi non si possono negoziare».

Un altro elemento che riteniamo possibile (ma è un nostro pensiero) è l’incapacità del killer di dissociare tra realtà e realtà virtuale essendo totalmente immerso nella vita sui social network, come si capisce dalle sciocchezze scritte sulle munizioni (comprensibili solo all’interno della sua cerchia virtuale) e avendo perfino scherzato con utenti online mentre era il principale ricercato dell’FBI subito dopo l’omicidio.

Nei vari briefing tenuti dalle autorità inquirenti non si è mai parlato della pista della destra estrema. Al momento, pertanto, resta una teoria cospirazionista a cui l’UAAR razionalista ha abboccato, volontariamente o meno.

Curioso uno dei commenti ricevuti: «Naaah, non ci provate. Limitatevi a fare quello per cui siete nati: essere contro la chiesa cattolica». Caspita, una vocazione davvero arricchente per l’umanità!

 

uaar_charlie_kirk


 

AGGIORNAMENTO del 17/09/2025 ore 09:00

Ecco gli ultimi aggiornamenti sul caso Charlie Kirk e sul suo omicidio.

• Secondo le ultime notizie la nota scritta di Tyler Robinson è stata lasciata dall’assassino sotto la tastiera del computer del partner Lance Twiggs, in cui confessava l’omicidio. Ne è nato uno scambio di messaggi tra i due a partire dal 10 settembre e, secondo gli inquirenti, Twiggs era dunque al corrente dei fatti più di 24 ore prima che Robinson fosse catturato ma non è stato accusato di alcun reato e sta collaborando. Robinson afferma di aver preparato l’omicidio «da poco più di una settimana» e sono presenti parole di affetto tra i due definite “molto toccanti” dal giornalista della ABC, Matt Gutman (su cui si è alzato un polverone). Robinson scrive: «Tu sei tutto ciò di cui mi preoccupo, amore».

• Leggendo lo scambio di messaggi tra Robinson e Twiggs, il killer si dimostra più preoccupato di riportare il fucile del padre (che definisce un «Maga irriducibile») a casa rispetto all’essere un ricercato per omicidio. I due scherzano anche sui messaggi che Robinson ha scritto sopra i proiettili definendoli «un grande meme» (una presa in giro) e gli stessi bossoli con marchi simili sono stati ritrovati nell’appartamento condiviso da Robinson e Twiggs. Il killer, riferendosi a Kirk, confessa anche il movente: «Ne avevo abbastanza del suo odio. Certi odi non si possono negoziare».

• Nei documenti processuali la madre del killer spiega che nell’ultimo anno «era diventato più politicizzato e aveva iniziato a spostarsi più a sinistra, diventando più pro-gay e per i diritti dei trans». La frequentazione con Lance Twiggs aveva portato «a diverse discussioni con i familiari, ma soprattutto tra Robinson e suo padre, che hanno opinioni politiche molto diverse», ha detto il procuratore. Gli inquirenti spiegano che la sera dell’11 settembre Robinson si è recato all’ufficio dello sceriffo della contea di Washington con i suoi genitori e un amico di famiglia per costituirsi.

• Il capo dell’FBI la notizia che le indagini si stanno ampliando sulla chat di gioco Discord frequentata da Robinson e verso «molte più persone» rispetto ai 20 partecipanti alla chat room. Alcuni sono già stati interrogati.

• Il procuratore della contea dello Utah, Jeff Gray, ha definito l’omicidio di Kirk “una tragedia americana” e ha annunciato le accuse contro Tyler Robinson. Tra esse omicidio aggravato, sparo di arma da fuoco con gravi lesioni personali e ostruzione alla giustizia. Ha quindi definito l’omicidio «un reato contro lo Stato e contro la pace del popolo dello Utah» effettuato mentre Kirk «esercitava uno dei nostri diritti americani più sacri e amati, il fondamento della nostra repubblica democratica: il libero scambio di idee alla ricerca della verità, della comprensione e di un’unione più perfetta». Gray ha confermato ufficialmente l’intenzione di richiedere la pena di morte e lo Utah è uno dei cinque stati che utilizzano ancora il plotone di esecuzione come metodo di esecuzione della pena capitale.

 

I precedenti aggiornamenti, in gran parte trascurati dai media italiani, si possono leggere qui.

Autore

La Redazione

Notizie Correlate

0 commenti a L’UAAR abbocca alle tesi cospirazioniste su Charlie Kirk