Benedetto XIV sfidò i Lumi con scienza, cultura e moderazione

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La città di Bologna celebra Benedetto XIV ricordando il suo contributo alla scienza e alla cultura. Oltre a nominare la prima donna docente universitaria, dialogò con l’Illuminismo e rivoluzionò la Congregazione per l’Indice.


 

Nel cuore del Settecento, una figura emerge con forza nella storia culturale europea: Prospero Lorenzo Lambertini, divenuto papa con il nome di Benedetto XIV.

Nato a Bologna nel 1675, Lambertini guidò la Chiesa in un momento travagliato e seppe tenere salda la barca di Pietro.

La sfida maggiore provenne certamente dall’Illuminismo, che soffiò sull’Europa il vento dello scetticismo e del disincanto religioso. Ma lo Spirito Santo donò al cattolicesimo un pontefice all’altezza che rispose adeguatamente alle prove della storia.

Nei mesi scorsi, a 350 anni dalla sua nascita, la città di Bologna ha celebrato il suo illustre concittadino con una mostra prestigiosa ospitata a Palazzo Poggi, sede storica del Museo e della Biblioteca Universitaria.

Non a caso lo storico Peter Godman, docente all’Università di Tubinga, definisce Papa Lamberti «il più intelligente dei pontefici del XVIII secolo»1P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 199.

 

Benedetto XIV e il contributo alla scienza

Uno dei primi atti dopo l’elezione a pontefice, avvenuta nel 1740, fu rivolgere l’attenzione all’Istituto delle Scienze, fondato nel 1714 da Luigi Ferdinando Marsili proprio a Palazzo Poggi e oggi chiamato Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna.

Divenne il fulcro delle ricerche scientifiche e delle sperimentazioni più avanzate del tempo proprio grazie anche al sostegno diretto di Lambertini.

La sua visione si tradusse nell’arricchimento delle collezioni scientifiche e nell’acquisto di strumenti innovativi per le sperimentazioni, come quelli ordinati ad artisti olandesi e i vetri ottici provenienti dall’officina di Giuseppe Campana. La lettera inviata nel 1746 all’amico Paolo Magnani testimonia il suo ambizioso proposito: dotare l’Istituto di una “dote” capace di restituire a Bologna il prestigio scientifico che aveva perduto.

Non meno importante fu l’impegno di Benedetto XIV nel campo medico.

Nel 1745 fondò sempre a Palazzo Poggi la scuola di chirurgia, un istituto che negli anni successivi potenziò con l’acquisto di strumenti e la creazione di una camera anatomica, dove l’artista Ercole Lelli realizzò straordinarie riproduzioni in cera di corpi umani e organi.

Benedetto XIV si impegnò anche per creare la prima cattedra pubblica di ostetricia in Italia, nel 1757 nel quale si strutturò un laboratorio didattico, unico in Europa, per promuovere la salute delle partorienti2M. Bresadola, Luigi Galvani. Devozione, scienza e rivoluzione, Compositori 2011, p. 171.

Oltre alle collezioni scientifiche, Benedetto XIV arricchì l’Istituto delle Scienze con raccolte di stampe e calchi d’arte.

D’altra parte, già prima di diventare papa Lambertini aveva dimostrato il suo interesse per le arti commissionando opere di grande valore, come la pala d’altare di Marcantonio Franceschini per la cappella di Palazzo Poggi, oggi conservata nella chiesa di Sant’Isaia. A Roma completò la costruzione della fontana di Trevi e il restauro del Colosseo e del Pantheon.

 

La nomina della prima donna in università

Tra gli aspetti più significativi del suo pontificato, va ricordata anche la promozione delle donne nel mondo accademico.

Laura Bassi, celebre docente di filosofia naturale e fisica sperimentale, è un simbolo di questa visione, nominata da Benedetto XIV la prima donna nella storia a ottenere una cattedra universitaria.

 

Benedetto XIV e l’Illuminismo

Come già accennato, Benedetto XIV seppe dialogare con l’Illuminismo e gli intellettuali del suo tempo.

Nella mostra a Palazzo Poggi si può ad esempio osservare una lettera inviata da Voltaire a Papa Lambertini nel 1743. A questa missiva il filosofo allegò la sua tragedia “Le fanatisme, ou Mahomet le prophète”, un testo che denunciava gli estremismi religiosi e che dedicò proprio al papa.

Un anno prima, Voltaire aveva tenuto la prima rappresentazione del Mahomet a Parigi contro l’intolleranza religiosa che fu però censurato dall’autorità secolare e dalla polizia parigina e il dramma fu ritirato3P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 242.

Al contrario, Benedetto XVI diede il suo plauso e nel 1745 Voltaire chiese umilmente al Papa due onorificenze pontificie e una benedizione apostolica. Come riporta Peter Godman, «quel drammaturgo senza scrupoli sfruttò le manifestazioni del favore pontificio per mortificare i suoi censori secolari. Aveva raggirato la Chiesa di Roma, esultava Voltaire, senza capire che Benedetto XIV ne era del tutto consapevole»4P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 242.

Infatti, Papa Lambertini spiegò sempre di aver scritto a Voltaire per «elogiare, nello spirito di san Gerolamo, il filosofo e non il maestro di dogmi»5Benedetto XIV, Lettera al card. Tencin, 9/02/1746.

Lambertini intrecciò rapporti anche Baruch Spinoza, replicando all’idea che le leggi naturali stabilite da Dio non potevano essere abrogate nel caso dei miracoli. Benedetto XIV, pur suggerendo prudenza nell’attribuire di default i fenomeni inspiegabili all’intervento divino, ribadì che essendo Dio l’artefice di quelle leggi avrebbe potuto abrogarle in qualunque momento.

 

La riforma della Congregazione per l’Indice

Val la pena ricordare che Benedetto XIV si interessò anche della Congregazione per l’Indice, l’organo ecclesiale che vagliava la letteratura dell’epoca, approvandola o disapprovandola nel caso di eresia o incompatibilità con il pensiero cattolico.

Nel 1746, spiega lo specialista Peter Godman, Lambertini propose la distinzione tra l’opera e l’autore, concedendo a questi ultimi il diritto di difesa prima della condanna dell’opera che avrebbe dovuto essere analizzata tramite un esame sereno6P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, pp. 206, 207.

Vietò inoltre i metodi arbitrari e sbrigativi della censura, le estrapolazioni di frasi dal contesto e nei casi dubbi chiese di giudicare favorevolmente l’autore7P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 220

Lui stesso prestava ascolto alle voci dei dissidenti e «metteva in pratica ciò che predicava»8P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 218, riconoscendo le loro ragioni e proponendo cambiamenti9P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 214, cambiando di fatto mentalità nel Sant’Uffizio10P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, pp. 216, 217.

Così, spiega Godman, «con questa politica Benedetto XIV si proponeva di favorire un esercizio di censura più aperto, ma anche più prudente e responsabile»11P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 218, sostenendo che che «il dibattito e la diversità di opinioni dovevano essere non soltanto affrontati, ma anche incoraggiati, purché entro i limiti di una concezione ortodossa della fede»12P. Godman, I segreti dell’Inquisizione, Baldini Castoldi Dalai 2004, p. 219.

 

Come ha ricordato Eugenio Di Rienzo, ordinario di Storia moderna presso l’Università La Sapienza, Lambertini si trovò a guidare la Chiesa in un’epoca difficile e tumultuosa, contrastata dagli Stati europei e dall’Illuminismo, e con in vista la prima globalizzazione culturale del Vecchio Continente.

«A tutte queste sfide Benedetto XIV rispose sempre con decisione», scrive Di Rienzo, «miscelando fermezza e duttilità, disponibilità e rigore» e, tramite i Concordati con gli Stati europei «riuscì a preservare l’autonomia della Chiesa».

Autore

La Redazione

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2 commenti a Benedetto XIV sfidò i Lumi con scienza, cultura e moderazione

  • Jacopo ha detto:

    Spett.le UCCR,
    chiedo scusa, ma il paragrafo su Spinoza, per com’è scritto al momento (ore 10:13 di domenica 7 settembre), forse andrebbe scritto meglio: la sua forma attuale insinua che Spinoza e Benedetto XIV fossero contemporanei, mentre il filosofo ebreo-olandese era morto da quasi settant’anni quando Papa Lambertini ascende al soglio di Pietro.

    • Katy ha risposto a Jacopo:

      Ah si capisco cosa intendi, penso che con “intrecciò rapporti” si intenda entrò in dialogo con le sue argomentazioni, andrebbe scritto meglio in effetti