San Marino, città in cammino per difendere la vita
- Giorgia Brambilla
- 03 Set 2025

Il popolo per la vita di San Marino in cammino per il diritto alla vita il prossimo 7 settembre. Giorgia Brambilla sarà testimonial d’eccezione

di
Giorgia Brambilla*
*Docente di Etica sociale presso l’Università LUMSA di Roma
Su una splendida vetta che domina l’intero territorio del suo minuscolo Stato, vive un popolo che si trova a combattere con un Titano ben più possente del Monte, patrimonio dell’UNESCO, che lo ospita.
No, non è l’inizio di una fiaba.
È la storia vera del popolo della vita di San Marino, che ogni anno cammina per le strade della città per sensibilizzare i propri concittadini – ma anche chi vive oltre confine – sul valore assoluto della vita umana sin dal suo concepimento, in seguito all’approvazione della legge n.127 del 2022 che ha legalizzato l’aborto.
L’intervista a Maria Prassede Venturini
Ho fatto alcune domande alla Dott.ssa Maria Prassede Venturini, medico pediatra e presidente dell’Associazione “Uno di Noi”.
DOMANDA – Com’è nata questa iniziativa?
RISPOSTA – Il “Cammino per la Vita”, o “La Vita… un cammino”, è un’iniziativa nata 3 anni fa a San Marino per comune volontà di 3 associazioni no profit:
– Uno di Noi, sorta lo stesso anno, nel 2022, per dare continuità, sul piano culturale, all’omonimo comitato referendario che, nel 2021, si era battuto per il NO alla legalizzazione dell’aborto anche a San Marino;
– Accoglienza della Vita, che da molti più anni opera a San Marino per fornire un aiuto concreto alle madri in difficoltà con il principale scopo di tutelare la vita nascente;
– Amici di Padre Marcellino, che porta avanti l’opera benefica del compianto sacerdote sammarinese, missionario in Africa per oltre 40 anni.
L’idea che ha ispirato l’iniziativa è quella di richiamare l’attenzione del popolo sammarinese sul valore assoluto della vita umana, sin dal suo concepimento, con una semplice marcia colorata da bandiere e cappellini.
San Marino e la legge sull’aborto
DOMANDA – Perché sempre a Settembre?
RISPOSTA – Come periodo è stato scelto il mese di settembre perché è quello in cui ricorre (tristemente) l’anniversario della promulgazione della Legge 7 settembre 2022 n. 127.
Legge che ha trasformato l’interruzione volontaria di gravidanza (pur senza pericolo per la salute della madre) da reato a diritto, esercitabile entro le 12 settimane di gestazione o anche più tardi (senza porre limiti) in presenza di anomalie o malformazioni del feto…
Di fatto ha aperto così ad un approccio eugenetico, lo stesso, se vogliamo, che porta l’Islanda a vantarsi del risultato raggiunto di zero nascite con sindrome di Down.
DOMANDA – La L.127 è molto simile alla L.194 italiana, però, essendo più recente, evidentemente ha risentito ulteriormente dei tratti della modernità. Quali sono?
RISPOSTA – La legge 127 azzera completamente la figura del padre del nascituro, escluso da ogni coinvolgimento o informazione nella scelta autonoma della madre, quandanche noto, presente e non colpevole di alcunché, magari anche coniugato con la madre del nascituro, quasi che le responsabilità paterne derivino solo dalla nascita del bambino, e non già dal suo concepimento.
La stessa legge, infine, all’art.3, apre le porte ad una educazione sessuale, riproduttiva ed affettiva “di Stato”, applicata indistintamente, attraverso la scuola, a tutti i ragazzi, maschi e femmine, della stessa età (di norma quindicenni), che ha per scopo, non solo la prevenzione da gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili, ma anche la promozione della “idea di una sessualità da vivere con piena consapevolezza, anche senza scopo procreativo”.
Tutto questo ovviamente senza alcun consenso informato dei genitori sui contenuti né delle campagne informative né dei relativi questionari statistici, somministrati ai ragazzi, benché in forma anonima.
San Marino in cammino per la vita
DOMANDA – Dai cappellini agli approfondimenti bioetici: come si svolge il “Cammino per la vita”?
RISPOSTA – Il Cammino inizia al campo Bruno Reffi alle ore 15, con un saluto di benvenuto delle tre associazioni promotrici. Poi, con bandiere e cappellini, il corteo attraversa le vie del centro storico per poi sostare in Piazza della Libertà al cospetto di Palazzo Pubblico, sede degli organi istituzionali della Repubblica.
A partire dalla scorsa edizione, l’iniziativa si è arricchita della partecipazione di un qualificato relatore esterno per animare il momento conclusivo dove tutti i partecipanti si ritrovano nella saletta riservata di un bar per un po’ di meritato ristoro.
Non basta dire “no”, serve un momento formativo
Quest’anno sarò io ad avere il piacere di discorrere con i partecipanti al Cammino, con un intervento dal titolo “Aborto: quello che i giornali non dicono”.
Cercheremo di sfatare i falsi miti sull’aborto che emergono dal mainstream zuppe di ideologia, analizzando le questioni in modo razionale e su base scientifica, seguendo la metodologia della quaestio tommasiana.
Così ripercorreremo problematiche come il “diritto” all’aborto, l’identità dell’embrione, le problematiche del post-aborto, la questione degli embrioni sovrannumerari, le forme nascoste di aborto, ecc.
E poichè tutte le tematiche bioetiche sono collegate da un “filo rosso”, non mancherà lo spazio per il dibattito anche su altre questioni: maternità surrogata, eutanasia, educazione sessuale.
Personalmente ritengo che inserire un breve momento formativo sia davvero importante. Non bastano “slogan”, infatti, servono contenuti e, dunque, formazione.
Non basta dire no, bisogna capire perché una certa scelta è scorretta, passando dal fatto di cronaca al fondamento antropologico ed etico.
È con queste basi, infatti, che si riesce a cogliere la validità o meno di una posizione o di un atto medico e la drammatica interconnessione tra tutti i temi legati alla vita umana, anche se non si è “addetti ai lavori”.
Scarpe da ginnastica pronte, dunque, e una bussola che punta senza errore verso la dignità intrinseca dell’essere umano, per vivere tutti insieme una “camminata consapevole”, non come quella di chi cerca unicamente il proprio “ben-essere”, ma di chi vuole vivere ed “essere per il bene” degli altri, specialmente dei più indifesi e dei più fragili.

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