Iain McGilchrist: tra neuroscienze, emisferi e Dio

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Breve recensione dei libri di Iain McGilchrist, celebre neuropsichiatra britannico che da tempo offre profonde riflessioni tra neuroscienze, coscienza e Dio.

 


Iain McGilchrist è uno dei neuropsichiatri britannici più importanti e influenti al mondo.

Non è un caso che la prestigiosa Oxford University Press lo abbia incaricato di occuparsi del rapporto tra discipline umanistiche e scientifiche.

Ne abbiamo parlato nel gennaio scorso ricordando il suo bestseller internazionale The Master and his Emissary (Yale University Press 2009), in cui ha dimostrato che ogni emisfero cerebrale fornisce una “visione” radicalmente diversa del mondo.

Ha quindi usato questa intuizione per analizzare alcuni principali fatti della civiltà occidentale.

McGilchrist ha catturato ancora la nostra attenzione con il secondo volume (o, meglio, i volumi) “The Matter With Things: Our Brains, Our Delusions, and the Unmaking of the World” (Perspectiva Press 2021), non ancora tradotto in italiano.

Nelle sue 1.500 pagine, il neuropsichiatra sviluppa le implicazioni filosofiche e metafisiche della tesi degli emisferi.

 

Iain McGilchrist, i libri sugli emisferi cerebrali

Il noto neuroscienziato indica l’emisfero sinistro come l’emissario, logico e analitico, mentre quello destro è il padrone intuitivo.

Sono intuizioni modellate grazie a pazienti che hanno subito danni all’emisfero destro o sinistro del cervello e da studi in cui il funzionamento di un emisfero è stato temporaneamente inibito.

Ritiene così che l’umanità sia diventata “schiava” dell’emisfero sinistro, che racconta solo una parte della realtà. Esso dà priorità al pensiero proposizionale e diffida dell’intuizione e di altri metodi di conoscenza.

L’emisfero sinistro non ha accesso diretto al mondo fenomenologico, ma ottiene tutte le sue informazioni dall’emisfero destro. Quest’ultimo invece si occupa del quadro generale, collegando un’ampia varietà di percezioni, idee e possibilità spesso contrastanti tra loro.

In parole semplici, l’emisfero cerebrale sinistro riceve le informazioni da quello destro, le ordina in categorie semplici ma rigide, fornisce le parole e i processi logici necessari per formulare un’idea o una teoria chiara. In pratica, «costruisce un’immagine della realtà tramite un processo lineare e logico», scrive Iain McGilchrist.

Tuttavia, l’emisfero sinistro è molto resistente alle possibilità alternative, ragiona per rigide categorie ed è radicalmente autoreferenziale. Quello destro ha invece più consapevolezza della realtà, è meno rigido e non ha la capacità di scomporre la realtà in piccoli pezzi. Si occupa del tutto.

I pazienti con emisferi destri danneggiati presentano difficoltà a riconoscere i volti umani e sono turbati dalle metafore e dai prodotti dell’immaginazione poetica. Secondo Iain McGilchrist, questo accade perché l’emisfero destro sperimenta il mondo in relazione agli altri, è il centro dell’empatia.

McGilchrist non sostiene che un emisfero sia cattivo e l’altro buono, ma semplicemente che debbano funzionare in armonia senza la predominanza di uno sull’altro.

 

La tesi degli emisferi applicata alla storia

Molto interessante quando tocca il tema della verità, alla quale, spiega Iain McGilchrist, non si giunge tramite dimostrazione o discussione (emisfero sinistro), ma va sperimentata in prima persona. Se una cosa è vera, scrive, «emerge solo attraverso l’impegno e l’esperienza» (emisfero destro).

Ricorda molto il “venire e vedere”, ovvero il metodo di verifica del cristianesimo nato dalla risposta che Gesù di Nazareth diede a Giovanni e Andrea quando per la prima volta gli chiesero chi fosse (Gv, 1, 39).

In The Matter With Things, Iain McGilchrist amplia questa tesi e la applica alla storia.

Ad esempio, vede la Riforma protestante, l’Illuminismo e la Rivoluzione francese come periodi storici di tirannia dell’emisfero sinistro.

Il celebre psichiatra britannico apprezza molto, invece, la tradizione cristiana laddove però non esclude le altre religioni dalla verità. Se lo fa, sostiene, cade anch’essa prigioniera dell’emisfero sinistro. L’emisfero destro, invece, non ha certezze: gioisce con coloro che gioiscono e piange con coloro che piangono.

La religione, dice McGilchrist, non riguarda l’avere “ragione” ma vivere con amore l’insegnamento di Gesù. Se si vuole “provare” che sia vero dominerà l’emisfero sinistro, se al contrario dominerà il destro le “prove” si scioglieranno in meraviglia.

 

McGilchrist tra Dio, coscienza e neuroscienze

Nel nostro nuovo canale YouTube abbiamo pubblicato un confronto molto interessante tra Iain McGilchrist e la teologa cristiana e neuroscienziata Sharon Dirckx.

I due si confrontano su ciò che la scienza insegna circa la connessione mente/cervello e cosa questo può dirci sulle grandi domande della vita.


Qui sotto il video con Iain McGilchrist
(pubblicato sul nostro canale YouTube)


 

Contro il riduzionismo materialista

Nel dialogo, McGilchrist definisce “incoerente” la posizione di chi relega a illusione la realtà della coscienza. Infatti, afferma ironico, «affinché vi sia un’illusione, deve esistere una coscienza che viene ingannata».

Critica il riduzionismo materialista che ha visioni semplicistiche e manichee sulla religione, molto attrattive soprattutto per i giovani.

Verso la fine del video, viene chiesto all’eminente psichiatra se vi sia o meno per lui un’entità divina dietro la mente.

La risposta di Iain McGilchrist è che «dopo una vita di riflessioni» ha la percezione di un «qualcosa di molto potente, di importanza ultima, di grande bellezza, e che è la fonte della vita e della creatività dietro questo cosmo».

Si espone quindi a favore del panenteismo, «perché credo che il cosmo sia cosciente» e «Dio non è separabile da nessuna parte di ciò che viviamo e sperimentiamo».

Nel finale, il neuropsichiatra si lascia andare a una confessione intima e importante: «Sento che Dio parla. Penso che nella vita quotidiana, Dio mi parli attraverso le cose che accadono».

 

Nonostante la differenza di vedute (tra cristianesimo e panenteismo) riteniamo Iain McGilchrist una figura davvero interessante, capace, grazie alla sua fama e rilevanza pubblica, di dare un contributo innovativo e prezioso nel campo neuroscientifico e neuropsichiatrico.

Certamente ossigeno nuovo che irrompe nella stagnazione riduzionistica in cui galleggiano molti suoi colleghi.

Autore

La Redazione

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1 commenti a Iain McGilchrist: tra neuroscienze, emisferi e Dio

  • Paolo Giosuè ha detto:

    McGilchrist ha ragione a mettere in guardia dal riduzionismo. Spiegare Amleto contando le sillabe, o una cattedrale dalle sue pietre, significa perdere di vista l’insieme: le sillabe sono spiegate da Amleto, le pietre dalla cattedrale. Ma c’è anche un fatale difetto logico nel riduzionismo. Le sue affermazioni assumono sempre la forma “S non è altro che P”. Questa è una negazione universale, e per conoscerla sarebbe necessaria la conoscenza totale di S. Affermare “gli uomini non sono altro che scimmie” è dogmatismo o assurdità: un controesempio lo distrugge, e anche se gli uomini sono animali, non si può dimostrare che siano solo questo. Potrebbero esserci realtà che i nostri strumenti non possono misurare. Pretendere il contrario significa rivendicare la conoscenza divina. In questo senso, il riduzionismo, lungi dall’essere scientifico, è il credo meno scientifico di tutti.

    Eppure la visione di McGilchrist rimane in un certo senso “teilhardiana”, idealistica, incline a dissolvere il mistero della fede in un’intuizione di simmetria dell’emisfero destro. Per il dialogo tra teologia e scienza, ciò che serve non è l’idealismo, ma il realismo: la visione tomista, in cui la metafisica media tra l’osservazione empirica e la verità rivelata. Solo una simile cornice resiste al riduzionismo senza scivolare nella vaghezza. Amleto non si spiega con le sillabe, né la cattedrale con le pietre, ma nessuno dei due è un sogno dell’emisfero destro. Solo il realismo tomista tiene presenti sia le pietre che la cattedrale, offrendo un linguaggio in cui teologia e scienza possono veramente dialogare.