Il prete cattolico che inventò la lingua dei segni per i sordi
- Ultimissime
- 24 Ago 2025

Il sacerdote francese mons. Charles‑Michel de l’Épée è il fondatore della lingua dei segni moderna. Fu lui a fondare il primo istituto, investendo tutta la sua eredità per dare voce ai bambini sordi.
Chi fu l’inventore della moderna lingua dei segni?
Una modalità essenziale per quasi 450 milioni di persone sorde al mondo, che permette loro l’accesso alla comunicazione e all’inclusione sociale.
Tutto nasce dall’incontro di un prete cattolico francese con due sorelle gemelle sorde nel 1760.
L’inventore della lingua dei segni
Il sacerdote si chiamava mons. Charles‑Michel de l’Épée e, animato da sincera compassione, decise di investire tutta l’eredità ricevuta dalla famiglia nella prima scuola pubblica gratuita per i non udenti: l’Institut National de Jeunes Sourds di Parigi.
Una scuola rivoluzionaria che segnò una pietra miliare nell’educazione dei sordi, tanto che oggi il religioso viene riconosciuto come “benefattore dell’umanità“.
Per la precisione, mons. l’Épée non inventò i segni, prese quelli già usati spontaneamente dai suoi alunni e li codificò e organizzò sistematicamente in quello che chiamò “signes méthodiques”, ossia segni metodici, che riproducevano la grammatica francese in gesti strutturati.
Il suo sistema mirava anche a includere i giovani sordi nella fede cattolica: era convinto infatti che l’accesso alla parola permettesse loro di ricevere i sacramenti e sentirsi parte attiva nella vita della Chiesa.
I religiosi che raccolsero l’eredità dell’abbé de l’Épée
Dopo la morte di mons. l’Épée nel 1789, il testimone passò al suo successore, l’abate francese Roch‑Ambroise Cucurron Sicard, che proseguì l’opera e ampliò l’istituto, modello per il mondo intero. Gli allievi dell’abate portarono infatti il metodo negli Stati Uniti, dove nacque la moderna American Sign Language (ASL) che sostituì l’Old French Sign Language.
In Italia, la lingua dei segni arrivò grazie all’abate Tommaso Silvestri nel 1783, fondatore dell’Istituto Statale per i Sordi a Roma.
Non solo sacerdoti, ma anche varie suore hanno fondato molte delle prime scuole per la sordità in tutto il mondo. Alcune seguivano il metodo basato sui segni, altre l’approccio orale.
Nel 2025, negli Stati Uniti, centinaia di cattolici sordi si sono radunati in un congresso dal 4 al 6 aprile, organizzato dal sacerdote (sordo) don Mike Depcik.
La storia del linguaggio dei segni in realtà è precedente l’abbé de l’Épée e risale fin nel Medioevo, quando il monaco spagnolo Melchor de Yebra documentò un alfabeto manuale usato dai monaci e lo utilizzò per istruire i sordi.
Nel 1620 il sacerdote Juan Pablo de Bonet pubblicò un’opera che includeva un alfabeto manuale strutturato, consentendo di associare movimenti delle dita a lettere e suoni. Questo testo è considerato il primo contributo europeo sistematico allo studio e all’insegnamento per i non udenti.
L’opera delle scuole cattoliche
Ci permettiamo un parallelo che apparentemente sembra non c’entrare nulla.
In questi anni milioni di persone hanno gridato allo scandalo per la presenza di fosse comuni nelle scuole residenziali canadesi, rivelatesi una delle più grandi bufale d’odio di tutti i tempi.
E’ stata comunque l’occasione per condannare i metodi educativi cattolici presenti in queste scuole, difesi però dagli stessi nativi.
Ma perché nessuno parla dell’enorme opera educativa della Chiesa e su ciò che ha realmente costruito in secoli di servizio educativo e sociale tramite le sue scuole e i suoi istituti?
Come quelle proprio per i sordi, grazie pionieri come l’abbé de l’Épée. Migliaia di bambini esclusi dalla società hanno trovato istruzione, dignità e diritti grazie a scuole cattoliche, quasi sempre gratuite.
È sempre curioso constatare come le accuse, anche senza riscontri, facciano notizia, mentre il bene reale e documentato venga sistematicamente ignorato. Per lo meno dalla massa.








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