L’astronomo del Papa e l’universo brulicante di vita
- Ultimissime
- 31 Lug 2025

L’intervista a Guy Consolmagno, direttore della Specola Vaticana: il cosiddetto “astronomo del Papa”. Si parla di vita extraterrestre e l’astronomo spiega che l’idea che siamo soli non deriva dalle Scritture.
Il gesuita e direttore della Specola Vaticana, Guy Consolmagno, si confida in una rara intervista ad un portale tedesco.
Grazie al suo ruolo di “astronomo del Papa”, è una delle massime autorità internazionali ad incarnare il volto della scienza e della fede.
L’astronomo del Papa tra scienza e fede
Quest’ultima, dice, gli dona la fiducia per dedicarsi con passione alla ricerca scientifica, mentre la scienza gli offre strumenti preziosi per comprendere più a fondo la fede.
Non si tratta di sostituire l’una con l’altra, ma di usare ognuna per cercare verità e bellezza nel creato.
« E più la mia scienza mi racconta come funziona questo meraviglioso universo», dice a Katholisch.de, «più posso ammirare il suo meraviglioso Creatore».
Siamo soli nell’universo? Non viene dalle Scritture
La riflessione si spinge fino ad un tema affascinante, quello della possibile esistenza di vita extraterrestre. Ne parlavamo poco tempo fa spiegando che la scoperta di vita nell’universo non sminuirebbe affatto la singolarità umana.
Siamo felici di sapere che padre Consolmagno non la pensi diversamente, ricordando che «nulla nella nostra fede o nelle Scritture contraddice l’idea che ci siano altre creature che hanno una relazione con Dio».
L’idea che gli esseri umani siano unici nell’universo non è un pensiero cattolico, né cristiano. E «non proviene dalle Scritture», precisa l’astronomo del Papa. «E’ una delle tante idee ingenue promosse dai filosofi rinascimentali».
Per quanto riguarda poi l’effettiva presenza di vita extraterrestre si scontra con il calcolo delle probabilità, resta il fatto che «l’universo potrebbe essere brulicante di vita, ma potremmo anche essere soli».
I gesuiti della Specola e il ruolo nel mondo scientifico
L’ultimo tema affrontato nell’intervista è il ruolo della Chiesa nella ricerca scientifica e proprio la ricerca astronomica che si svolge presso la Specola Vaticana è un segnale importante.
I 12 gesuiti scienziati che lavorano in Vaticano provengono da tutto il mondo, e l’astronomo del Papa ne parla così:
«Abbiamo conseguito dottorati nelle stesse università dei nostri colleghi scienziati, pubblichiamo con loro sulle stesse riviste e siamo attivi nelle stesse organizzazioni scientifiche. Siamo revisori per tutte le principali riviste scientifiche, occupiamo posizioni nell’Unione Astronomica Internazionale e in altre organizzazioni scientifiche, come l’American Astronomical Society».
Qualche settimana fa due astronomi della Specola, padre Gabriele Gionti e don Matteo Galaverni hanno elaborato una nuova descrizione della gravità.
Nel 2022 avevano invece annunciato la scoperta di due oggetti celesti all’interno del sistema solare, mentre in precedenza aveva fatto notizia una loro nuova comprensione matematica del momento iniziale dell’Universo che, in qualche modo, “superava” perfino Albert Einstein.








2 commenti a L’astronomo del Papa e l’universo brulicante di vita
Tutto chiaro… fatto sta che cerca cerca, sempre soli restiamo per ora. Qualsiasi cosa il Signore abbia voluto per l’universo, all’umanità ha dato un ruolo particolare.
E’ così infatti sono anni che il Seti prova a cercare tracce di vita extraterrestre senza risultato. La cosa bella è che se anche si trovasse quello che dici tu rimane vero cioè l’umanità continuerà ad avere un ruolo speciale, avevo letto un articolo su questa testata qualche tempo fa che ne parlava